una rubrica a mozze secche.

La nostalgia ti coglie come un crampo, uno spasmo del cuore scatenato da un profumo, un sapore o una parola. Per me sono proprio le parole le più traditrici: non c’è nulla che mi faccia sentire l’assenza quanto trovarmi a pronunciare un’espressione, una frase, un modo di dire che capirebbe solo quella persona.  E quella persona non è lì con te. Da qui nasce la rubrica ‘parla con la Tesio’, dizionario semiserio per parlare con me. Di seguito la prima dispensa. 
 
La frutta candita
Fonte: la mia amica Sara, compagna di banco alle superiori, compagna ideale nella vita se non vivesse in Burundi.
Origine: il maestro di danza superchecca di Sara. Pare che durante una lezione abbia apostrofato le sue allieve assemblate in fondo all’aula con ‘ragazze, ma cosa c’e’ laggiu’ la frutta candita?’.
Utilizzi: ogni volta che si verifica un improvviso e inspiegabile raggruppamento di persone. Es: in una coda sull’autostrada, in fila alle poste, ma anche durante concerti o manifestazioni studentesche. ‘Hai visto quanta gente? Ci deve essere la frutta candita (rigorosamente pronunciato con tono cripto gay)’.

A mozze secche
Fonte: mia nonna Luisa, campionessa nazionale di strafalcioni.
Origine: in occasione di una rapina in banca la nonna Luisa raccontò che il ladro impugnava un fucile a mozze secche invece che a canne mozze.
Utilizzo: per indicare cosa mal fatta e incompleta. ‘Questo discorso l’hai finito un po’ cosi’, a mozze secche’.

La ribollita
Fonte: Matteo.
Origine: La pediatra dei miei figli è Margherita Hack. Stessa faccia, stessa voce, stesso accento toscano. Ha una vera fissazione per tenere i bimbi a casa dal nido sostenendo la presenza di virus indebellabili che creano una febbre a singhiozzo. Noi abbiamo deciso di chiamare questo ceppo influenzale: la ribollita.
Utilizzo: ogni qualvolta si stia male a ripetizione. Es: ‘Ti sei ripreso la ribollita, dovrai stare a casa almeno sei mesi’, possibilmente da pronunciare con accento livornese.  

Piva o piva cinese.

Fonte: il mio frère de lait.
Origine: dubbia. Indica l’usanza di far finta di non vedere per strada un conoscente detestato. La sua evoluzione è la piva cinese, che prevede di ignorare il suddetto individuo, mantenendo un vago sorriso da Monnalisa. Il sorriso cinese, appunto, da trasformare all’ultimo minuto in cenno di saluto nel caso in cui la persona incontrata palesi di averti riconosciuto.
Utilizzo: durante i concerti, al cinema, in centro il sabato… si dichiara ‘piva!’ ad alta voce seguito dal nome del conoscente ignorato.
Borgio Carcacuzio
Fonte: io.
Origine: quando, prenotando un volo, dissi a un mio ex fidanzato che avrei preferito partire da Borgio Carcacuzio. Intendevo Orio al Serio.
Utilizzo: sinonimo di ‘in culo ai lupi’, es: ‘quello abita a Borgio Carcacuzio’.
 
Prontooooo?
Fonte: Alessandro e Lorenzo, colleghi e amici.
Origine: in un’agenzia di pubblicità la critica che più spesso viene mossa a una campagna è che sia scontata. O meglio ‘telefonata’. Da qui un vecchio direttore soleva bocciare le idee dei creativi con un beffardo ‘Sì, ma prontooooooo?’.
Utilizzo: ogni qualvolta in ufficio venga detta una banalità si afferra una cornetta a caso e si urla fortissimo ‘Sì, ma prontoooooooo?’.
 
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2 thoughts on “una rubrica a mozze secche.

  1. nicoletta says:

    Ho cominciato a leggere il tuo blog stamattina mentre facevo colazione, post dopo post, a ritroso, e ho saltato il pranzo : )

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