la finestra di fronte

Con un mio caro amico facevamo un gioco. La sera ci piazzavamo davanti a una bella casa, con due birre in mano, seduti sul marciapiede e immaginavamo le storie dietro alle finestre. Erano racconti semplici e pieni di speranza. Partivamo da un particolare come un lampadario, la tinta sui muri, la cornice di un quadro, un mobile… e lo facevamo fiorire. I nostri abitanti stavano sempre bene, meglio di noi almeno: gente che ha capito quel che vuole, che la notte dorme, che si ama tranquilla, che lavora e studia e si parla fitto fitto. Se qualcuno mi chiedesse cosa vuol dire essere madre, risponderei così: quando sono con Lorenzo e Marta io sto dall’altra parte del vetro.

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