l’amore può attendere

Uomo che verrai,

vorrei dirti di prendertela comoda. Di fare tutto quello che c’è da fare e da disfare. Sposa una brava ragazza, compra un cane, regalalo a un amico con la cascina perchè la brava ragazza che ti sei sposato non lo sopporta più. Facci dei figli. Metti in discussione la ragazza che ti sei sposato perché è cambiata. Non è più brava ora, è solo noiosa. Anche tu sei cambiato, ma in una maniera del tutto diversa. Non farci più l’amore, facci la guerra e il dopoguerra. Raccontati che stai con lei per il bene dei figli. Metti su pancetta, iscriviti in palestra, vacci due volte. Lavora tantissimo, disperatamente, per i motivi sbagliati, come un criceto sulla ruota. Perdi i capelli, ma guadagnaci in fascino. Coccolati l’ego con qualche cattiva ragazza. Ritorna a casa con la sabbia nel cervello e il senso di colpa nel cuore. Continua a crescere i tuoi figli, giorno dopo giorno, meglio che puoi, fai la guerra e il dopoguerra anche con loro. Divorzia. Sentiti solo. Rimpiangi la tua vecchia casa e il costante rumor bianco di bimbi e tv. Domandati chi sei e finalmente datti delle risposte. Capisci che hai passato la vita a credere di meritare di più di ciò che avevi. E invece hai avuto abbastanza (non tutto eh, non mi hai ancora incontrata). Vieni a patti con te stesso, con le tue imperfezioni, con la vita che non è mai bianca o nera. lo capisci solo ora che sei un po’ più grigio tu. Finalmente cresci.
E siediti accanto a me, sulla panchina dove ti sto aspettando da sempre, davanti al più spettacolare dei cantieri.

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29 thoughts on “l’amore può attendere

  1. Leonardo says:

    Letto tutto e in ordine cronologico inverso. Bello, ben scritto: si sa già come andrà a cominciare, ma è bello scoprirne il percorso.
    D’ora in poi procederò seguendo il tempo 🙂

      • E dopo quasi un anno lo rileggo… In un anno di guerre e dopoguerre succedono miliardi di cose, e uno stesso scritto può perfino essere letto in maniera diversa.
        Non so se poi su quella panchina sei stata raggiunta. Non sono più presente come un tempo, quindi resto con il dubbio. Lo spero per te.

        So però che alcuni uomini, magari che non hanno regalato il cane e perso i capelli, si sono talmente induriti con le guerre e dopoguerre che quella panchina non la noteranno nemmeno.

        É un peccato.
        Perché magari ai giardini pubblici ci sarebbe qualche sorriso in più e qualche muso lungo in meno…

  2. Pingback: Il meglio della settimana #41 | MammaMoglieDonna

  3. Sherlock Hound (Gianluca) says:

    Ho letto il tuo blog, tutto d’un fiato, in una giornata in cui i pensieri faticavano ad essere chiari, o forse ero io che non riuscivo piu’ a mettere a tacere me stesso. Da allora ti seguo con piacere ed interesse, perche’ non hai paura di mostrarti per quello che sei; perche’ comunichi in modo diretto e sincero e, soprattutto, perche’ mi sembri una persona davvero speciale. Quando lo lessi per la prima volta, questo post mi sorprese con la sua familiarita’ – descrivi un’immagine che ho coltivato anch’io nella mente – e da allora mi trovo sempre piu’ spesso a pensare a quelle due anime gemelle, con una vita intera alle spalle, che finalmente si incontrano, dopo aver fatto tante cose belle con le persone sbagliate. O forse la vita e’ proprio cosi’: l’eterna ricerca di una persona che in realta’ forse non esiste ancora, ma esistera’ in futuro. Comunque sia, non arrenderti, resta sempre come sei, e non stancarti di aspettare.

  4. Va bene, posso pure smettere di picchiettare sulla mia tastiera, io non avrei saputo dirlo, eppure è ciò che penso, parli tu per tutte. Bellissimo questo pezzo Enrica, mi ha tolto il sorriso paresi che avevo guadagnato con i vecchi post, ma sono certa che se non desisto ora lo recupererò.

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