e vissero tutti veramente, ma veramente felici…

Le favole non ce l’hanno mai raccontata giusta. Ora che le bazzico un po’ di più ne colgo appieno le logiche inique e perverse.I protagonisti sono sfortunati, come minimo orfani, più spesso svantaggiati fisici o psichici, quasi sempre categoria protetta. Nani, bambini abusati e malnutriti alti un pollice, topi ciechi, lupi travestiti… anche il Piccolo Principe, il mio preferito di sempre, altri non è che un extracomunitario depresso.

Ma una soluzione c’è, e non è nell’happy end. Bisogna leggerle incrociando le storie. Pollicino incontra Campanellino ed è un piccolo grande amore, Mangiafuoco si fa la Fiammiferaia e niente più problemi di assideramento (ma anche la Fiammiferaia incontra Pinocchio e fa un falò dell’odioso burattino). Cenerentola invece della scarpetta ritrova gli stivali delle Sette Leghe e fugge a Ibiza per godersela degnamente. Il gigante dei fagioli magici mangia il biscotto rimpicciolente di Alice nel paese delle meraviglie e risolve i suoi problemi di aggressività da disadattato. Io a Lorenzo e a Marta le racconterò così. Non hanno avuto il coraggio di dircelo e ci hanno reso malinconiche sognatrici in attesa del principe azzurro, ma ve lo assicuro: c’era una svolta.

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