partire è un po’ morire, ma tornare fa un po’ cagare.

Le vacanze sono state felici. E più faticose del cammino di Compostela. Quest’anno è andata così: un po’ a Nizza e un po’ in un Resort in Toscana. Mi sono fatta sedurre da un sito che prometteva baby parking sotto i tre anni e dio solo sa quanto io abbia bisogno di un baby parking sotto i tre anni. Il posto era bellissimo, con fantastiche piscine e mare a un chilometro, appartamenti con giardino e un fottio di bambini con cui far giocare Lorenzo. E qui sorge il primo problema. Perchè come i cani fiutano la paura, i bambini fiutano gli altrui genitori in difficoltà e non li mollano più.
Ho fatto da madre affidataria per almeno quattro o cinque treenni a rotazione, che manco Julie Andrews in Tutti insieme appassionatamente. Naturalmente l’animazione sotto i tre anni non si è vista, ma penso che temesse la mia concorrenza e preferisse tenersi alla larga per non sfigurare. Nemmeno i genitori naturali si sono visti e a loro auguro un inverno molto rigido e una tata costretta a letto tre mesi causa mononucleosi.

Detto questo ho imparato cose importanti dalla mia prima estate da single. La prima è che i francesi sono una razza superiore e amabile. Lo so che sono in controtendenza, ma cosa potrei dire di un popolo che annovera tra le sue fila un bigliettaio capace di guardarmi candidamente negli occhi e chiedere “étudiante?”.

La seconda è che, in quanto a uomini, non c’è stata trippa per gatti (in realtà di trippa ce n’era in abbondanza soprattutto intorno al girovita). Neanche i bagnini sono più quelli di una volta, o forse sono proprio quelli di una volta, precisamente i coscritti di mia madre. Bell’annata il 42.

Comunque ricorderò quest’estate come quella dell’autoscatto, in particolare dell’autoscatto 3P: pancia, pube, polpacci perpendicolari all’orizzonte. La foto 3P ha spaccato sul web e non mi stupisce. E’ la foto definitiva delle donne alle prese con la prova costume perchè ti photoshoppa senza photoshop. Mentre la posizione supina ti appiattisce la pancia, dando l’illusione degli addominali scolpiti (soprattutto perchè per scattarla stai leggermente in trazione), la gravità snellisce le cosce lasciando nell’ombra cellulite e smagliature. Tutti i miei like a voi amiche in 3P e, vi assicuro, sareste belle anche dall’altra prospettiva, la tibie-trippa-tette.

Immagine
Qui un contributo fotografico della tesio in 3P con Martuzzi perplessa.
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4 thoughts on “partire è un po’ morire, ma tornare fa un po’ cagare.

  1. Epperò! Sei stata brava a cavartela coi bimbi (io l’avrei fatta finita allo scoccare della seconda ora) e hai superato la prova costume a pieni voti. La mia pancia- bassoventre non mi permette di aver risultati postabili nemmeno in formato 3p.

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