l’amore è un corpo a corpo

Esistono due tipi di famiglie: le famiglie corpo a corpo e le famiglie minuetto.
Nelle prime lo scontro è di casa, a volte volano parole grosse, a volte volano i bicchieri. Non si ha paura di parlare, quasi sempre ad alta voce, di discutere i ruoli, di litigare. Nelle famiglie corpo a corpo ci si ama con rancore, che è una cosa estenuante.
Nelle famiglie minuetto i ruoli sono rispettati, ci si parla con gentilezza o con durezza, ma non si trascende. I genitori sono gli adulti, i figli i bambini, anche se hanno quarant’anni. Nelle famiglie Minuetto l’amore passa attraverso i rituali: il cibo buono, lo shopping, le vacanze… ci si confronta ma mai a muso duro. A volte nelle famiglie minuetto ci sono i segreti sotto i tappeti.
Io, naturalmente, sono cresciuta in una famiglia corpo a corpo. Quelli tra pesi massimi, mia sorella la definirei un’autentica lottatrice di sumo. Il Mulino Bianco era un miraggio, noi del Mulino Bianco avevamo solo un servizio di piatti preso coi punti e tutto sbeccato. Sognavo la pace delle famiglie minuetto: la mamma che ti compra i vestiti il sabato pomeriggio, la sorella più grande che ti fa da apripista nella vita, robe così… Anni luce dai nostri psicodrammi serviti a pranzo e a cena, dalle montagne russe emotive, dall’assordante sbatter di porte.

Poi ho capito. Ho capito che c’è una sola grande differenza tra le famiglie corpo a corpo e le famiglie minuetto. Nelle prime cresci squilibrato, ma consapevole di esserlo. Nelle seconde cresci squilibrato, ma pensi che i pazzi siano sempre gli altri.

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9 thoughts on “l’amore è un corpo a corpo

  1. Angel81 says:

    Anch’io famiglia corpo a corpo.
    Non l’ho apprezzata finché non ho incontro il frutto della peggior famiglia minuetto esistente. Per fortuna, il nostro è diventato un amore corpo a corpo…
    Complimenti, sei semplicemente sensazionale.

  2. Questo è di gran lunga il mio post preferito…
    Io non ho apprezzato veramente la mia famiglia corpo a corpo finchè non è nato mio figlio quasi un anno fa… E come avrei potuto??? Visioni umane, politiche e filosofiche che definire diverse è un ingenuo eufemismo. Solo quattro persone, i miei, mio fratello piccolo e io che abbiamo racchiuso per anni tutte le visioni possibili – mainstream e non – dell’Italiano medio, alto e basso negli anni 80-90, sconfinando abbondantemente nei 2000. Scontri infiniti per le uscite, sulla religione, sui modi di pensare, destra e sinistra da ala estrema a ala estrema (altro che pentapartito, e solo in 4 non è da poco).
    Quando ho incontrato il mio grandeamore, quattro anni fa, ho toccato il punto più basso della considerazione della mia famiglia corpo a corpo: figlio unico, cresciuto in un’armonia splendida, mammapapaenonnituttiinsieme nella sacra missione di crescerlo nella pace, fiducia reciproca, nel dialogo aperto e sincero e adulto, mai un litigio ma sempre questa descrizione di un’arcadia della testa e del cuore (sottofondo di musica new age).
    Tutti super progressisti o a limite comunisti, tutti uniti nell’intento di rendere questo schifo di mondo popolato di umanità migliori, più evolute, più sagge, più amorevoli. O, a limite, di conversazioni più intelligenti.
    Beh, inutile dirlo, oggi ho completamente superato il complesso di inferiorità nei loro confronti e nei confronti di tutti gli esempi affini, in ogni loro declinazione. Sviluppando un fine odorato verso questi idilliaci posti del cuore che nascondono l’inculata più bieca (ricatti affettivi, legami inestricabili, rovi di sentimenti inespressi e gelosie che a ricordare Misery ci si fa una risatona…fino e oltre i 40 anni).
    Io e il mio uomo ci amiamo molto e spero che riusciamo a mantenerlo questo amore, e oggi , fortunatamente, abbiamo la nostra famiglia ancora un pò informe ma ben avviata verso il corpo a corpo. E io intimamente ringrazio ogni giorno la mia, di famiglia di origine, perchè la cosa più preziosa, proprio la più fica, che mi porto dentro, è l’estrema libertà esistenziale che mi hanno insegnato i miei, a suon di litigoni, psicodrammi, infinite incomprensioni, scorregge del cuore. E a sopravvivere al disequilibrio.
    Un bacio grande da una lettrice anonima e poco commentante,
    E.

    PS Mi piace molto il tuo posto senza tag e senza diavolerie internettiane. Mi fa sentire in diritto di commentare un post di svariati mesi fa senza sentirmi inopportuna e superata 😉

    • grazie! tengo anch’io a questo post, perché riassume tutta la distanza tra me e il padre dei miei figli. Sopravvivere al disequilibrio potrebbe essere la mia filosofia di vita. Per quanto riguarda tag e altre diavolerie proprio non riesco a comprenderne l’utilità. un abbraccio grande

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