le parole tra noi leggere

La mia famiglia è un presepe postmoderno. Uno di quelli abborracciati, dove tra un Re Magio e una Pecorella trovi Puffetta o uno Snorkies formato Ovetto Kinder. La mia statuetta preferita è quella della bisnonna Marianna. Una madre tutta d’un pezzo, una moglie coi calzoni, una donna coi coglioni. Un generale. Sopravvisse alla seconda guerra mondiale e a un ictus che, come un fulmine a ciel sereno, la colpì togliendole le parole di bocca.Gliele tolse tutte fatta eccezione per “mamma” e “dio”. Provata, ma non doma, il Generale Mammadio pare continuasse a dare ordini, sgridare i figli, mettere in riga il marito semplicemente cambiando intonazione a quei due lemmi che, a seconda, diventavano una bestemmia, un insulto, una carezza, un invito, una richiesta, un’affermazione.

Un beffardo rasoio di occam le aveva falcidiato il vocabolario, riducendolo all’essenziale, lasciandole solo l’inizio (la mamma) e la fine (dio).

La bisnonna Marianna era la madre di mio nonno Enrico, che non c’è più. E’ andato via in silenzio e nessuno era lì a raccogliere le sue ultime parole. Che sono sicura siano state “mammadio”.

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3 thoughts on “le parole tra noi leggere

    • il logo carino e intrigante è la visualizzazione standard di wordpress… è un po’ come se su facebook lasciassi l’immagine del profilo vuota. Il logo l’ha fatto una mia cara e talentuosa amica. Però apprezzo il suggerimento da professionista! beso

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