bonjour tristesse

I cinici mi piacciono. Mi piacciono perché hanno ragione, la loro comprensione del mondo è superiore e profondamente giusta. Ma non tutti si possono permettere di aver ragione.
Romain Gary poteva. Per chi non lo conoscesse, mi basta dire che le note biografiche di un suo libro, da sole, valgono otto romanzi scritti a quattro mani dalla Mazzantini e da Baricco. Fu aviatore, liberatore della patria, decorato con la Legion d’Onore, diplomatico, marito della scrittrice Lesley Blanch e scrittore lui stesso. Un autore da guinness, perché bissò il Premio Goncourt (che per tradizione non può essere assegnato due volte alla stessa persona), pubblicando sotto pseudonimo La vita davanti a sé.
Ma, soprattutto, fu un figo pazzesco, tanto che di lui si innamorò la giovanissima Jean Seberg di Bonjour tristesse. Si sposarono, divorziarono, lei si uccise nel 1979. Nel 1980 lui comprò una vestaglia rossa, la indossò e si sparò nel suo salotto, non trascurando di lasciare un biglietto che diceva così: “Nessun rapporto con Jean Seberg. I patiti dei cuori infranti sono pregati di rivolgersi altrove”.

Lui aveva ragione, su tutto. Sulla vestaglia rossa come il sangue di cui si intrise, sulla mancanza di speranza, sulla vita davanti a sé indegna di essere vissuta. Sul biglietto. Sulla Seberg. Sull’amore che alla fine ti incula.

Ma la realtà è che c’è solo una cosa più importante di aver ragione e quella cosa è essere felici.

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13 thoughts on “bonjour tristesse

  1. Angela says:

    “La vita davanti a sé” è un capolavoro. Un libro che tengo vicino a me e a cui ritorno con il pensiero spesso.
    Anche a me i cinici piacciono, sono in sintonia con il mio pensiero.

    • Marika! mi sa che io e la littizzetto amiamo le stesse commedie romantiche, perché è l’assunto intelligente di un film banalotto che si intitola i separati innamorati…

  2. “He cometido el peor pecado que uno puede cometer. No he sido feliz.”
    Ho commesso il peggiore peccato che si possa commettere. Non sono stato felice.
    Borges.

    una frase che riassume una vita.
    Hai ragione.

  3. – Romain Gary non cancella. Ricopia. “Non voglio interrompere il flusso. Mi rimetto nel flusso copiando tutta la pagina”. Questo flusso è la grande angoscia dello scrittore. Lo sfortunato, ossessionato dalla siccità, attende questa marea di ispirazione che deve venire dal fondo dell’orizzonte per sollevarlo e portarselo via.”-Romain Gary – “Delle donne, degli ebrei e di me stesso”

  4. strichnina says:

    E’ colpa tua, sappilo, se adesso ho letto La vita davanti a sé, ho coinvolto nell’impresa altri sei manigoldi, ce ne siamo innamorati perdutamente e ora sto ammorbando chiunque a riguardo. Colpa tua. Siine fiera 😉

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