Famo la nanna, ma famola strana… la mia risposta a Estivill.

Continua il progetto Mamasutra, il testo definitivo, il compendio esaustivo di tutte le posizioni provate dalla sottoscritta per far addormentare la mia secondogenita. Io Estivill lo conosco e non mi esprimo, ma Marta era tanto attaccata alla poppata serale che l’unico oggetto transizionale efficace sarebbe stato (forse) la Lola della Granarolo, in carne ossa e mammelle. Perciò, signore e signori, a voi il Mamasutra.

Posizione dell’aratro. Il soggetto si addormenta rigorosamente e solo nel passeggino in movimento? La madre ara tutto il pavimento di casa, avanti e indietro, fino a creare solchi sufficientemente profondi per la semina.

Posizione dello scroscio infinito o  cascate del Niagara. La mamma produce un crescendo di Shhhhhhh Shhhhhh Shhhhhhh sempre più intensi e ravvicininati direttamente nell’orecchio del piccolo. A volte il soggetto, sballottolato e completamente sordo, cede e si addormenta. Molto più spesso a cedere è la vescica devastata della mamma.

Posizione La notte è piccola per noi anche detta della contorsionista nella valigia. La mamma, convinta da testi di studiosi emeriti a non accogliere il soggetto nel lettone, si infila con lui nella culla.

La Estivill. Mamma e figlio dormono avvinti come l’edera sul divano, al calore di Fate la Nanna che scoppietta nel camino.

Il feticista in erba. Il soggetto è miracolosamente sdraiato nel suo lettino confortato dall’odore della sua mamma. La culla, infatti, viene completamente foderata di vestiti usati dalla genitrice. Più il soggetto è refrattario ad addormentarsi più si consiglia una maggior stagionatura dei suddetti abiti.

Il salto della quaglia. il soggetto si addormenta solo schakerato ritmicamente? La mamma disegna con i gessetti la settimana (o campana) sul parquet dell’ingresso e ci gioca da sola saltellando con il piccolo in braccio.

La ufficiale, gentildonna. Si lascia piangere il soggetto tre secondi nella propria culla, poi si arriva in camera da letto e lo si porta via prendendolo in braccio manco fosse Debra Winger.

La già citata dervisho rotante: la mamma ruota su se stessa con il soggetto in braccio creando nel piccolo un vortice  stordimento più vicino alla trance che alla nanna.

La più calda delle posizioni Mamasutra (anche detta: Mamasuda) il tornado caldo: la mamma con una mano culla il bambino e con l’altra tiene un phon con cui scalda i piedini del piccolo. Sconsigliata nella stagione estiva.

Il canto del cigno. La madre, bimbo in braccio, canta fino alla dipartita della medesima tutte le canzoni che conosce. Iniziando con Lady Oscar e terminando con Osteria numero venti, se la figa avesse i denti.

P.S. Io credo molto nel progetto Mamasutra, secondo me è scientificamente più credibile di Fate la nanna, quindi se avete posizioni da suggerirmi o siete illustratori e avete voglia di aiutarmi a sconfiggere Estivill… fatevi sotto!

Immagine

Il logo è di Lorenzo De Palo, art bellissimo e soprattutto fedele ciuchino.

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62 thoughts on “Famo la nanna, ma famola strana… la mia risposta a Estivill.

  1. In base alla legge vigente sulla Par Condicio attendo post dal titolo Papasutra.
    Poi non mi devi più nominare il titolo di quel libro li. É stato uno dei maggiori fallimenti della mia vita, acuito dalle statistiche poste sull’ultima di copertina che narravano successi planetari.
    Io ho ceduto alla prima notte. Una Caporetto delle nanne, un venerdì nero dei sonni.

    Buona notte insomma …

  2. Ricordo notti passate a fare le vasche lungo il corridoio di casa cantando Pippi Calzelunghe, con un folletto di 15 chili nel marsupio, che quando si addormentava (faceva finta di farlo) mi esibivo in numeri di escapologia come un novello Houdini. Naturalmente a ridosso dell’ultimo bottone da sganciare il folletto si svegliava e tutto iniziava da capo. Non nascondo che spesso anzichè il marsupio della Chicco con l’imbracatura, ho usato quello della Nike con la tasca a cerniera, finchè le dimensioni del folletto lo hanno permesso, lo mettevo dentro, chiudevo la zip e appendevo il marsupio all’attaccapanni….una pacchia.

  3. il pezzo è molto carino, come sempre, ma non sono riuscita a finire di leggerlo mi sono addormentata prima causa ENNESIMANOTTEINSONNEPERTOSSE. Mia figlia, se sta male, non si addormenta con nessnuo di questi metodi. Lei non si addormenta e basta.

  4. Posizione del ciuccio: il ciuccio sei tu; la neonata dorme nella culla e tu, piegata a 150 gradi, stai immobile con la tetta nella sua bocca finché non riesci a sgusciare via producendo il caratteristico schiocco del guanto di gomma tirato e rilasciato. Oppure la neonata tiene la tua tetta in bocca tutta la notte, teneramente avvinta a te nel lettone (ops, ho detto nel lettone?). La mattina il capezzolo sarà ben macerato e praticamente insensibile. Don’t do this at home.
    (Tiasmo, sei inarrivabbbile!)

    • Ariane tu hai più coraggio di me, ora devo fare outing anch’io: la posizione del ciuccio l’ho fatta nella variante in macchina quest’estate, disperata perché lei piangeva nel sedile posteriore. Robe da funamboli. La chiameremo la posizione: La pantera del ribaltabile. Ti piace? Un abbraccio grande

  5. federica says:

    con il primo figlio emettevo dei inquietanti suoni gutturali, tipo orangotango in calore, di intensità crescente, mentre lo cullavo stretto al mio petto. Con la seconda ho dovuto, nel corso del primo mese di vita, infilarle ripetutamente tutto il mignolo in bocca perchè era l’unica cosa che ciucciava, in qualunque luogo ci trovassimo (devo dire che ora, da quando ha preso il ciuccio, le mie relazioni sociali sono decisamente migliorate!)

  6. Lucilla says:

    fantastici i tuoi pezzi … soprattutto perchè ahimè reali!!! ti segnalo la posizione del vortice. Si posiziona il neonato sotto la cappa della cucina e la si aziona alla massima velocità – maggiore è l’intensità sonora, migliore sarà il risultato – lasciando che il piccolo venga risucchiato insieme ai cattivi odori. Funziona anche con l’aspirapolvere.
    Propongo anche una variante alla posizione ciuccio. La postura è la medesima, ma il livello di difficoltà aumenta perchè il pargolo vuole addormentarsi con i bacini della sua mamma … così tu, stoica, continui a picchiettargli le guance con la bocca, nonostante la perdita di sensibilità degli arti inferiori. La chiamerei “il bacio della strega”. Interessanti sono anche le contorsioni per riemergere dalla culla. 🙂

  7. io facevo una variante del salto della quaglia con musica etnica in sottofondo (itunes): tipico era l’ukulele della musica hawaiana, quando ero allo stremo havy metal iraniano. se posso dare una nota di speranza: dapo l’anno il mio crolla da solo- a parte il tetris familiare mattutino (alla ricerca della perduta intimità)

  8. Da provare l”altalena impazzita”: si prende il pargolo (la Pargola nel nostro caso) e la si dondola con le braccia come si dondolerebbe un Adolescente ubriaco sull’altalena cioè con oscillazioni variabili di 15/20 mt al minuto…qua si consiglia di essere sia Papà che Mamma o dopo 10 minuti si perde l’uso delle braccia…Grandissimo il Mamasutra!!

  9. Robi says:

    Sto male dal ridere, e’ fantastica!!! Mi son rivista in varie posizioni e confortata dal fatto che non sono sola!!! Col mio primo le ho passate quasi tutte e piu’ cresce piu’ la cosa si fa complicata, la piccola e’ in fase latteria sempre a portata di mano… chissa’ cosa si inventera’! concordo, Fate la nanna e’ stato un fallimento totale!! Viva il Mamasutra!

  10. Variante mammasnaturata: dopo mesi insonni e dopo aver rischiato la morte attraversando la strada con il rosso perchè il mio cervello ha guardato il semaforo e mi ha detto “vai tranquilla!” (Era evidentemente un tentato suicidio) sono passata alla melatonina. Non ha risolto ma ha migliorato molto.
    Mammascalino: variante dell’aratro, contempla la presenza di piccolo ostacolo sulla strada per fare l’effetto saltello che dicono sia ipnoinduttore. Mai provato.
    Mammamaratoneta/mammakeniota: praticato nelle ore diurne; infilare pupo nella fascia lunga (che fa tanto africano già di suo) e macinare i km in giro per il quartiere a ritmo sostenuto, lui si faceva certi sonni che non ti immagini. E se dovevo fermarmi, tipo per comprare il pane, dovevo continuare a saltellare, pena il risveglio molesto.

  11. Marzia says:

    Conosco una coppia che optava per la posizione dell’aratro …masochista. Questa variante consiste nel cullare il piccolo nel passeggino lungo il corridoio ma passando ritmicamente sopra ad un piede. Al bimbo piacevano le strade dissestate!

  12. Vale&co says:

    hihihi! la posizione della contorsionista nella valigia è la mia preferita, l’ho fatta con culla (per fortuna tipo side-bed) e la faccio tuttora col lettino…ben più difficile di entrare è uscire, attentissima a non risvegliare la pargola (la mia seconda si chiama Marta too!)…quindi sempre associata alla posizione della funambola (camminare in punta di piedi sperando di non inciampare in un giocattolo o di schiacciare quel listello del parquet che scricchiola sempre) oppure alla posizione del varano in fuga (strisciare a 4 zampe il più bassa possibile per non farsi vedere). tutto ciò sempre nella convinzione che tutto ciò sia meglio del lettone! e che sia meglio lasciarli quando ancora non dormono profondamente! ahahahha

    • grande vale! la vergogna estrema io l’ho raggiunta quando mi sono infilata nel lettino di Lorenzo mentre allattavo marta neonata… brave noi mamme funambole!

  13. Maxqua says:

    I pezzi con le varie fenomelogie di madri e padri sono eccezionali !!!! Ormai viene prima tiasmo e poi il buongiorno di Gramellini !!!! Per il papàsutra (che aspettiamo tutti) ti consiglio la posizione pendolo di foucault : bambino nell’ovetto e dondolate avanti e indietro passando l’ovetto sotto le gambe opportunamente divaricate !!!!

    • effettivamente ci vuole una certa forza fisica per foucault… ma ho provato anche quella nella versione borsa da passeggio, nel senso che mettevo marta in un borsone e la “pendolavo”. ora pesa 11 chili e rischio che la borsa la metta a tracolla e ci vada a fare la spesa. baci

  14. Posso fare una parentesi di nonnasutra? Lo tengo in braccio ruotando il mio busto a destra e sinistra mentre canto nenie inventate, tristissime, con note acutissime. Be’, non ci si crede: si addormenta!
    Dobbiamo metter da parte i soldi per l’analista?

  15. Ma io ti amoo!!! Quindi condivido uno scheletro nell’armadio.
    Il nostro primo figlio soffriva di reflusso gastroesofageo.
    Non ha dormito per un anno e mezzo.
    O meglio: si addormentava. Dopo 10 minuti si svegliava per il mal di stomaco. Cercava la nostra mano per tranquillizzarsi. Si riaddormentava e così via fino all’alba.
    Dopo innumerevoli notti insonni e braccia completamente ischemiche, perchè le sbarre di culla e lettino bloccavano l’afflusso sanguineo dall’ascella in giù, mio marito, medico, acquistò un braccio finto, normalmente usato in ospedale per esercitarsi nei prelievi. Ha funzionato…

  16. lucilla... un'altra! says:

    sono trimamma: sono partita con la prima figlia essendo una mamma canto del cigno itinerante. ore e ore passate a girare intorno a letto cantndo nenie strazianti. alla fine, cioè quando ancora la prima figlia era pccola e nella pacnia avevo già la seconda, sono diventata una mamma Estivill: mi butto sul divano con loro e via! la prima si addormentava in mezzo alle mie gambe mentre allattavo la seconda, la seconda semplicemente in braccio, ed il terso in braccio toccandomi l’orecchio, ma non quello a tiro, ma l’altro in modo che il mio torcicollo è assicurato!. la variante è che nel letto non si limita a toccarmi l’orecchio ma mi carezza con movimenti rotatori la guancia! una vera goduria!
    ah mamma Estivill lo sono ancora, ed i pargoli hano 10, 8,5 e quasi 4 anni! 🙂

  17. Fantastico. Noi abbiamo anche il Kamasucchia (posizioni di allattamento… sono due gemelli grandicelli e ne abbiamo viste di tutti i colori) e anche il… caccasutra (i colori variano meno, ma il gemello1 è un tipo molto creativo).
    Riguardo al Mamasutra la sappiamo lunga, anzi larga perché abbiamo “risolto” attaccando due lettini al lettone, tipo doppio sidecar, tanto lo so che detta così non si capisce. Ammazzalavecchia è la mia posizione: da sempre mia suocera è la più efficace, efficiente e veloce addormentatrice di creature insonni: li dondola e sballotta in maniera irregolare e sgraziata improvvisando melodie stonate a tutto volume. I bambini (che ora hanno 2 anni e mezzo) la fissano inermi e si fanno sballottare, fino a prendere sonno. Mistero.

  18. Bellissimo blog. Ieri tutti via (marito fuori, figli a letto) un kinder e via, leggo tutto!
    Due tips, uno che non funziona, uno SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII:
    – sedia dondolante Ikea, pupo addosso, luci della notte. Canto all’infinito “Ninnananna ninna oooo, tuttibambini fanno lananna, maaa-tuuuu-nooooo”, per rendermi conto che dopo un po sto fissando le luci della notte e canto: “Ninnnananna ninna ooooo, tuttibambini restano a galla, maaaaa-tuuuuunooooo”. Aiiut!
    – La mia SANTA babisitter moldava, mi guarda senza capire la distruzione psicofisica, prende un libro e una coperta. Posa pupo al centro della coperta, gli piega le braccine a Tutankamon sul petto, e con 4 rapide mosse lo incarta bello stretto a matrioska: galattico, una mummia-supposta gialla col sorrisone da pisciarsi dal ridere (la coperta era gialla). Si siede sul letto gambe tese unite, mette Tutankamon sulle gambe, adagiandolo con la testa dalla parte dei suoi piedi, tenuti a martello, cosi si guardano bene, tutti e due, lui felicissimo della sua camicia di forza e sorrisone! E poi, comincia a muovere solo i piedi, facendoli dondolare destra-sinistra-destra-sinistra. Minimo movimento, minimo sforzo, pochissimi muscoli, nessuna fatica. Lui sorride, sorride, fessura degli occhi, sorride. Lei sorride sorride, tocca mento del bimbo un po (solo mento, picchiettare). Cala palpebra cala palpebra CHIUSI. Prendere libro, leggere 15 min libro, di più se ti piace il capitolo. Fermare minimo movimento piedi. Allargare leggermente le gambe sulle quale stava posato fino a posarlo sul letto. Alzarsi, andare via.
    Importantissimo: che sia impacchettato tutto, anche testa, orecchie, collo, tutto. Lui ama sentirsi avviluppato del tuo amore giallo e caldo che fa i sughi. Lei dice: “così cresce gambe tritte”, e non capisce perchè la abbraccio.

  19. Pingback: Kit di sopravvivenza alla mammitudine di Enrica Tesio con burabacio.it - Blogmamma.it

  20. Laura says:

    Segnalo la mitica posizione del leone sdraiato sul ramo!
    Pupo a pancia in giù sdraiato sull’avambraccio, con arti mollemente penzoloni come il succitato felino, e analoga aria soddisfatta post-prandiale.
    Molto efficace sulle coliche.
    Da mantenersi finchè il tunnel carpale della mamma non è meritevole di intervento chirurgico!

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