lettera a un uomo nel momento del bisogno

Oggi scrivo a te,

uomo che tutte le sere torni dal lavoro, fai il tuo ingresso in casa, saluti velocemente compagna e figlio piccolo e ti chiudi in bagno per una seduta di mezz’ora. Io, uomo dall’intestino puntuale come un orologio, ti capisco. Capisco quanto sia diventata complicata la tua vita e come quella lunga parentesi sia una fuga, un rifugio, la tua mezz’ora d’aria, per quanto viziata. Perché l’aria ti manca.

Perché senti che presto quando Lei chiamerà “Amore” si girerà solo più il bambino. Perché Lei è diventata meticolosa, tutta gesti esatti destinati a uno scopo: il cambio del pannolino, la pappa, la spesa, il bagnetto. Non c’è più improvvisazione. E tu invece stai improvvisandoti adulto, padre, marito… e la colpa ti uccide.

Sei lì seduto sul tuo trono, l’unico da cui non ti hanno spodestato. Ripensi alla prima volta in cui avete fatto l’amore e a come dopo rompesti il silenzio con quella frase assurda “hai mai notato come, sotto la doccia, i capelli caduti si annidino nella piega del sedere?”. Lei rise e tu ti sentisti a casa. Quella casa non esiste più, l’ha spazzata via l’uragano delle responsabilità, del pragmatismo, dei doveri che si sommano ad altri doveri.

Io, uomo che tutte le sere torni dal lavoro, fai il tuo ingresso in casa, saluti velocemente compagna e figlio piccolo e ti chiudi in bagno per una seduta di mezz’ora, ti capisco e mi permetto di darti un consiglio: esci da quel cesso e domani la cacca falla in ufficio.

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26 thoughts on “lettera a un uomo nel momento del bisogno

  1. Peccato che l’uomo che tutte le sere torna dal lavoro, fa il suo ingresso in casa, saluta velocemente me e figlio piccolo consideri il trono dell’ufficio non comodo come quello di casa.
    So’ problemi eh

  2. Si, ma per noi non è esattamente una fuga dalla realtà, ormai è un’abitudine intrenseca, un momento di vera concentrazione che nasce fin da quando siamo bambini, io c’ho preparato la maturità con questa tecnica…infatti mi ci sono voluti dieci anni per prenderla 🙂

    • grazie anche il tuo blog ha un titolo fantastico. Io conoscevo le memorie di una vagina, ma i segreti ancora no… dimmi tutto, la mia con me non parla più!

      • hahaha! La mia al momento crede di essere ostaggio dei Siriani, le sue gesta eroiche risalgono all’ultima presidenza Scalfaro. Ma conto di farle ancora dire qualcosa di buono! 🙂

  3. Michele says:

    Per caso hai delle microspie in casa mia ? E’ esattamente quello che faccio appena arrivo a casa dal lavoro, un bacio a tutti e poi via.. ma sarà anche che essere finalmente a casa mi rilassa……….

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