c’era una volta un re seduto sul sofà che disse alla sua serva raccontami una storia e la storia incominciò c’era una volta un re…

Lorenzo oggi era triste, di una tristezza che conosco. E’ la tristezza per chi ti invita a giocare, ma al gioco del silenzio. Per chi ti promette una storia, ma la “storia della Vacca Vittoria, morta la vacca finita la storia”. Per chi ti illude di portarti al cinema… ma “al cinema biancolini, con la testa sui cuscini”. E’ la tristezza per una minuscola promessa mancata di cui, alla fine, è costellata tutta la vita.

Io a quelle promesse credevo sempre, sapevo che la Vacca Vittoria sarebbe morta e con lei il mio entusiasmo, ma ugualmente cadevo nel tranello dell’aspettativa e sognavo il colpo di scena, magari un bel toro che la portasse via in pascoli più verdi. Ero cosciente che il cinema biancolini fosse una supercazzola, ma nella mia immaginazione aveva poltrone bianchissime e un lenzuolo profumato a fare da schermo.

Se Lorenzo ha preso dalla mamma, crederà sempre che se qualcuno ti promette una favola, quella inizierà con C’era una volta e finirà con vissero felici e contenti, vacche comprese.

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13 thoughts on “c’era una volta un re seduto sul sofà che disse alla sua serva raccontami una storia e la storia incominciò c’era una volta un re…

    • Il piccolo principe è un bellissimo libro, devastato dagli abusi del marketing… come tutte le poesie troppo ripetute è diventato stucchevole. Detto questo se riuscissi a scriverne anche solo una pagina sarei una donna felice

      • Però se lo leggi al buio resettando i cazzi e mazzi, ti fa vedere le poltrone bianche e il toro che porta via la mucca.
        Sono proprio i cazzi e mazzi che ce li portano via tutti i giorni.

        Mio figlio di 12 anni crede ancora in babbo natale e devo mio malgrado informarlo, essendo alle medie e probabilmente l’unico in tutto il quartiere, che così non é.
        Leggendo il post ho pensato a questo .

  1. Manu says:

    Senti la cosa comincia a diventare inquietante.. ti seguo da un po’ non scrivo mai perché io sono una di quegli utenti occulti che leggono tutto e non condividono nulla, lo ammetto.
    Il tuo blog mi piace tantissimo ed è diventato una tappa fissa in ufficio al mattino.
    Detto questo torniamo all’inquietudine, uno dei motivi per cui mi hai conquistato è che riconosco moltissime somiglianze tra noi due.. il grande nonno 99enne, le foto dei fidanzati, la visione delle famiglie “minuetto” come le difinisci tu, lavarsi i piedi nel lavandino, la sbucciatura degli agrumi e giuro protrei andare avanti per molto. Poi ieri o l’altro ieri te ne esci con la frase dei capelli che ti si annidano nel sedere, mi è venuta fortissima la tentazione di farti sapere che proprio con quella frase lì, detta da una mia amica in piascina, io ho finalmente realizzato (alla veneranda età di 19 anni) che il dramma personale è in realtà dramma collettivo, che quello che di brutto o di bello mi capita, capita anche al resto del mondo. Però ho resistito, perchè mi sento egocentrica a dire “anche a me..” “a me invece..” mi sembra sempre di invadere lo spazio di qualcun’altro. Però poi oggi.. “c’era una volta un re”.. ho incominciato a leggere con lo stesso spirito di aspettativa e con il ricordo di antiche delusioni (hihihi) e continuavo a pensare.. “proprio come faceva mia nonna solo che invece che sul sofà il mio re stava sul… bidet”. Come te!
    E allora basta questo te l’ho detto! Un bacio grazie per le risate!!
    Manu

    ps: (che quando comincio divento logorroica) sulla “supercazzola ai figli” mi sono fatta sgamare dall’ufficio intero ridendo come un’indemoniata.
    ps2: tu lo conosci Tom Robbins? Così giusto per vedere se le somiglianze vanno avanti.

    • Manu! sai cos’è che ci accomuna soprattutto? E’ che anch’io sono tra quelli che leggono tutti e non condividono nulla… naturalmente amo Tom Robbins. E amo anche te. Grazie e rifatti viva!

  2. Seppur bastonata innumerevoli volte non mi arrendo e cerco di spiegare ai miei figli che tutte le storie che iniziano possono anche finire come promesso. Del resto vorrei che selezionassero tra chi le promesse le mantiene e chi non.

  3. conosco il gioco del silenzio richiesto da tuo figlio!!!!! conosco La speranza che nutre e soprattutto che la vacca vittoria per una volta non muoia……..ma poi si cresce e passa……. con l’abbraccio silenzioso e lo sguardo rassicuramte di mia madre passava tutto (o quasi)
    un grande abbraccioa tutti e due
    ciao veronica

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