killing Nemo

Un sabato qualunque, un sabato italiano. Si decide di partire alla volta di Genova, destinazione Acquario. Nome in codice della missione: finding Nemo.
Scendiamo le scale. Lorenzo: Dov’è Nemo?
Saliamo in macchina. Lorenzo: Dov’è Nemo?
Prendiamo l’autostrada. Lorenzo: Dov’è Nemo?
Sosta benzina. Lorenzo: Dov’è Nemo?
Caffè all’autogrill. Lorenzo: Dov’è Nemo?
Arrivo al parcheggio. Lorenzo: Dov’è Nemo?
Entriamo all’Acquario alle 11.

Meduse iridescenti si illuminano a intermittenza sulle note di Daddy Cool. Lorenzo: Dov’è Nemo?

Un gruppo di tartarughe ninja balla la break dance ruotando sul carapace. Lorenzo: Sì ma dov’è Nemo?

I delfini fanno nuoto sincronizzato su una coreografia di Luca Tommasini. Lorenzo: Sì ma dov’è Nemo?

Le foche sono impegnate in una partita di pesce-pallanuoto. Lorenzo: Dov’è Nemo?
Gli squali rilasciano interviste sulla loro esperienza di controfigure nel film di Spielberg. Lorenzo: Dov’è Nemo?
44 pescegatti si uniscono compatti in fila per sei col resto di 2. Lorenzo: Dov’è Nemo?
Alle 11 e 5 il giro è finito. E’ stata la corsa attraverso le sale del Louvre di Bande à parte, una corsa ritmata da quella martellante domanda: dov’è Nemo? Già, dove minchia è Nemo? E poi, a sorpresa, quando le sperenze stanno diradandosi come un banco di sardine di fronte al pericolo, eccolo Nemo. Nella sua micro-vaschetta, accanto all’uscita, troppo lontana dai pirana, ma giusto a portata di toilette. Ed è proprio lì che avrebbe dovuto fare la sua fine, nella tazza del cesso, benedetto dallo sciacquone. O mangiato da me, vivo, sotto gli occhi impotenti di mio figlio come in Un pesce di nome Wanda. Perché io lo odio quel pesce pagliaccio, come tutti i pagliacci, con l’aggravante che lui ha pure le squame.

Comunque Lorenzo finalmente lo vede, fa ciao ciao con la manina, si gira verso di me e dice: Andiamo?

Per il prossimo sabato ho già un programmino. Rimaniamo a Torino: si va sul Po a vedere le pantegane di Ratatouille!

Immagine

nella foto: irresistibile voglia di sushi.

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27 thoughts on “killing Nemo

  1. Fatto km noi, per vedere la tigre allo zoo. O l’hanno messa sui manifesti col photoshop o se n’è stata nascosta tra i rovi, la stronza. E noi a domare le tre belve deluse ed inferocite.

  2. cavallogolooso says:

    prendi questo racconto come paradigmatico: quando ad un adolescente NON viene data come prima cosa, tutto il resto è come lo spettacolo pirotecnico di cui parli all’acquario. Puoi allungare il periodo adolescenza fino a circa 26 anni. Se il tuo bambino, di qualsiasi età, vuole avere nemo, è nemo a cui pensa. Solo nemo. Tu dagli nemo, e poi si vedrà. Del resto pure tu… se vuoi la torta alla crema e ti fanno vedere le Rocky Mountains… si, belle pure le Rocky, ma tu volevi la torta. Dov’è la torta? 🙂

    Ahahahha 🙂 NON HO BAMBINI!!!!! tié!!!!!!! 🙂
    ok, scusa, si, ora merito forchette e coltelli dappertutto 😛

      • cavallogolooso says:

        io sono stato un’ora a guardare UNA vasca… dentro c’erano 29384729384 tipi di pesci diversi 🙂
        ovviamente gli altri della comitiva volevano lasciarmi lì.

        quando ci torni mi raccomando urta CASUALMENTE tutti quelli che usano il flash!! 😉

  3. Comunque consolati, gli acquari sono tutti uguali, come i cinesi, visto uno visti tutti….tranne il nostro di Livorno. Qui ti sembra di sentire la voce dei pesci e per un momento realizzi che dicono pure un sacco di parolacce. Poi guardi meglio e ti rendi conto che l’acquario è situato accanto al porto e le voci che senti sono quelle degli scaricatori che smoccolano come turchi.

  4. Ah ma allora lo vedi che ho fatto bene ad andare all’acquario in una beatissima solitudine? una delle esperienze migliori degli ultimi 10 anni!
    Tu mi confermi quello che già immaginavo, cioè che i figli siano una fonte inesauribile di frustrazione.

  5. Ahahaha! Mia figlia girava per casa e ripeteva “nemo mare aperto” per mesi, dopo averlo visto…ma forse è pieno di quei messaggi subliminali che ti controllano la mente tuo malgrado e ti teleguidano? Forse siamo stati tutti contaminati e non lo sappiamo? Basterà il sushi per sconfiggerli?

  6. Conosco il quadretto, facevamo viaggi di 2 ore e mezza che alla prima curva mio figlio iniziava con “siamo arrivati? quella è casa di nonna?” e qualsiasi cosa dicessi per distrarlo tornava sempre li! Arghhhh

  7. fra says:

    la prossima volta ti do anche i miei due, a quel punto ripetuto per 3 dovrebbe diventare un mantra…. ed essere rilassante
    PS a milano l’acquario delle acque dei dintorni è abbastanza triste, ma hanno avuto l’accortezza di mettere in una vasca tutto ciò che è griffato, pure nemo 😉

    Un ricordo di una bambina, avrà avuto 4 anni. Il suo desiderio più grande? andare a Parigi a vedere la Gioconda. I genitori hanno resistito per 2 anni, poi esausti, Tutti a Parigi! (tutti, mamma, papà, bimba e sorellina)
    Biglietteria del Louvre, e la bambina (allora seienne) parte con uno scatto da centometrista, schiva il primo guardiano, scivola tra le gambe del secondo. Sale l’enorme scala che porta al piano superiore, mangiandosi due gradini alla volta. Arriva in cima… per un attimo non sviene dall’imponenza e la bellezza della Nike di Samotracia… si riprende, capriola e pirla tra le persone, alla fine vede un gruppetto di gente davanti a un muro bianco… sgattaiola lenta tra le gambe della piccola folla, emozionata, le tremano le gambe, le trema il respiro, lo sa che è lì dietro… trova finalmente il coraggio di alzare lo sguardo, fa un bel respiro e…

    una bacheca in vetro, che manda fastidiosi riflessi, protegge un minuscolo quadro a 2 metri di distanza.
    che è sta roba, pensa la bimba
    non è la MIA Gioconda
    che schifo

    dopo un attimo di smarrimento, alza le spalle delusa, e ricomincia la sua corsa verso il basso, a questo punto disperata e disillusa, la vita le ha dato il suo primo assaggio di “fregatura”

    dopo 31 anno questa bimba si ricorda perfettamente tutte le emozioni di quei 20 minuti rimasti nel Louvre….

    io non ce la faccio a prendermela che i miei terremoti quando fanno così, perchè rivivo ogni volta questa scena

    buona giornata!

  8. rssfrancesca says:

    si, anche a noi all’acquario è andata più o meno così. ma diciamo che la razza da toccare e le murene hanno preso la loro buona parte di attenzione… 🙂

  9. Ale says:

    La spedizione a Genova noi l’abbiamo fatta a pasquetta e martedì successivo . Fra lamantini, foche, delfini, caimani e pinguini direi che i ragazzi (8 lui e 5 lei) erano interessati (tra l’altro, ormai rientrati, con l’imitazione della foca che va a mangiare ci sono usciti un paio di giorni di risate). Magari i tuoi giovanotti non erano ancora pronti x l’acquario.
    La città dei bambini e dei ragazzi, a 500 mt dall’acquario, pure e’ piaciuta : soprattutto “mettere” la testa nel formicaio o l’essere avvolti da una enorme bolla di sapone.
    E poi, forse perché x noi non così usuale, la sequenza metro – treno – metro piace sempre (se possibile, nella metro di Torino, la carrozza anteriore).

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