Cose che non mi spiego

–       Imparo le canzoni più assurde a mia insaputa e, a tradimento, mi si ripropongono come la peperonata. Basta una melodia alla radio, ed eccomi lì, in mezzo alla cucina, a cantare l’intera parte in sardo di Spunta la luna dal monte. Mi alzo in acuti vertiginosi fino a lisciare i capelli al defunto cantante dei Tazenda nell’alto dei cieli e poi subito mi siedo nelle baritonali strofe vibrate del compianto Bertoli. Una visione che i miei figli si porteranno dietro per anni.

–       Da qualche tempo il mio ombelico non produce più lana. Dopo anni di onorato servizio nel tessile, ha chiuso i battenti (e la mia igiene non è mai stata approssimativa).

–       Non c’è niente che getti la mia mente nel più totale sconforto come i programmi, le musiche, i film legati al Natale visti oltre il 26 dicembre. A casa mia il 26 dicembre sera l’alberello è già in cantina. Se volete farmi male mostratemi la puntata dei Simpson del piccolo aiutante di Babbo Natale, a ferragosto.

–       Entro in confusione al pensiero di un test di logica. Già solo l’indovinello del cavallo bianco di Napoleone mi destabilizza, balbetto. Tiro fuori tutti i pantoni possibili prima di arrivare al bianco. In compenso sono un asso nella Ghigliottina di Conti. Avete presente in Matrix quando Neo riesce a entrare nel programma e vede la realtà come uno scorrere di codici e lettere? A me succede esattamente la stessa cosa. Esce la seconda parola e io capisco le connessioni, intuisco la risposta e ci becco sempre. Un talento utile quasi quanto fare le scoregge con la mano a conchetta sotto le ascelle.

Ma la cosa che proprio non mi spiego è come mai stasera riprende la quarta stagione del mio amato Walking Dead e io non sono per nulla contenta. E’ che va bene la casa, il lavoro, i figli… ma gli zombie, da sola, proprio non sono ancora pronta ad affrontarli.

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15 thoughts on “Cose che non mi spiego

  1. Il secondo punto mi ha fatto morire dal ridere.

    Hai cambiato capi d’abbigliamento, probabilmente? Anche se a me succede con qualunque capo, t-shirt, canottiere, felpe…

  2. Credo che la lanetta nell’ombelico sia direttamente proporzionale alla curva della pancia. Tu esci da una gravidanza recente, se non ho capito male, significa che sei tornata in forma.
    Io invece non ho più speranza. Potrei metter su uno di quei laboratori artigianali di lana cardata… servono delle babbucce?

  3. Punto 1: celo. Ieri cantavo “fiki fiki con me” mentre ramazzavo la stanza. La canzone trash preferita di mio marito per giunta. Lo so, ho bisogno di un rehab.
    Punto 2: non CELO. E ti diro’ di piu’. Il mio ombelico da due anni a questa parte produce pallini di lana fucsia, devo ancora capire se poterli utilizzare per produrre i maglioni per la stagione invernale.
    Punto 3: SUPER CELO. Il Natale è un’ apostrofo rosa tra le parole CHE e COGLIONI.
    Punto 4: NO, NON CELO, cazzo sono un genio nei test di logica e non ho vinto neanche un posticino in banca.
    Punto 5: NON CELO ma sono solidale. Gli zombie di THE WALKING DEAD sono la cosa piu’ brutta e intollerabile che si sia mai vista sulla faccia della terra. (anche se la faccia da pesce lesso di Rick se la gioca bene, devo dire.)

  4. polpetteSIMO45 says:

    Se è per questo la pletora di spettacoli e affini di sapore natalizio mi getta nello sconforto anche PRIMA di Natale: che dire della martellante pubblicità di panettoni, pandori, torroni & C a partire dal giorno dopo Ferragosto? Accattivanti come la sabbia nelle mutande o – meglio – come la mulinobiancate di Banderas (ci finirà mai sotto la macina?).

  5. ma sai che io (come te) credevo che produrre lana e affini fosse una prerogativa degli ombelichi maschili? ma puoi scardinare così le mie poche certezze?
    di lunedì, poi?

  6. verdemela says:

    …a proposito di pernacchie, mi premeva dirti che si possono fare anche con la stessa tecnica ma nell’incavo dietro il ginocchio, mio figlio ne va orgogliosissimo e anch’io in effetti penso sia un bambino pieno di talento.

  7. Invidio molto il punto 1) perchè è un periodo che non riesco a memorizzare manco mezza strofa delle canzoni che preferisco…nemmeno mettendomi lì come un adolescente col foglietto alla mano e lo stereo stop&play!
    In compenso so tutta la seconda parte del 5 maggio….

  8. Cappuccino e Baguette says:

    Sul punto 1 posso confermare che sarà qualcosa d’indelebile nella memoria della prole. Io ho ancora molto chiara l’imbarazzante scena di mia madre che segue (male) la cassetta di Minghi usurata dai replay, ululando “trottolino amoroso dududadadà…”.

    Cosa peggiore, sospetto anche che ci sia una predisposizione genetica. Il che, sebbene spieghi molti miei canticchiamenti ingiustificati, disegna un’inevitabile ombra sul futuro dei miei figli.

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