DIN DIN DIN

In via Garibaldi ci sono le luci di Natale. Ho già messo il mio like alla pagina Din Din Din. Mi predispongo psicologicamente al coro di status indignati perché i festeggiamenti iniziano a ferragosto e le risposte degli Umpa Lumpa “o è Natale tutti i giorni o non è Natale mai”. Io alla fine sarei per il Natale mai, ma voglio comunque continuare a crederci, nonostante l’evidenza.

La scorsa vigilia mi sono entrati i ladri in casa. La nostra famigliola ancora al completo stava tornando da una cena di spacchettamenti e leccornie. Il mutuo inaugurato da cinque mesi, Marta da quattro, Lorenzo da poco più di due anni. La porta è aperta, Matteo se ne accorge dalle scale… mi guarda preoccupato. Entriamo, tutto è in ordine, solo qualche maglia e qualche capo di biancheria buttato sul letto. Il ladro voleva stirare ma è stato colto sul fatto da un vicino? Non lo so. Fatto sta che a un primo controllo non manca niente, solo un cappotto, ma potrebbe anche essere stato divorato da un armadio durante i miei selvaggi cambi di stagione. Chiamiamo la polizia giusto per segnalare l’accaduto, i poliziotti si fanno una risata, ironizzano sul fatto che probabilmente non c’era nulla da rubare, che Natale di merda passerà quel ladro. Ridiamo anche noi. Mettiamo le due maglie a posto, i bimbi a nanna. Ci infiliamo sotto le coperte. Matteo tenta di scherzare facendo il pensionato piemontese, un gioco tra noi, dice “meno male che abbiamo l’un l’auta”. Suona male, suona falso come l’alberello sintetico di là. Noi di qua non ridiamo più.

Non fa ridere capire che le cose importanti non te le ruba nessuno. Le cose importanti si perdono.

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23 thoughts on “DIN DIN DIN

  1. polpetteSIMO45 says:

    Sul Natale anticipato dovresti già aver capito come la penso; sulle cose importanti che si possono perdere vorrei riuscire a convincerti che ne avrai di altrettanto importanti. Non è consolatorio (perché comunque qualcosa non c’è più), ma così è la vita, baby, e se ci pensi troppo ogni attimo trascorso è andato, per sempre…. Magari lo ritroveremo in un’altra dimensione, chissà, magari in un posto dove i Natali cominceranno solo il giorno di santa Lucia!

  2. L’ultima frase mi ha fatto pensare a un verso di “You’re so vain”, di Carly Simon: “(…) but you gave away the things you loved, and one of them was me”.
    Non fa ridere, no.
    Non fa ridere neanche quando tutti ti dicono che un giorno ne riderai. Forse ci sono dei momenti in cui lo fai già, di un riso amaro e molto poco consolatorio.
    Però accade.
    È quello è il momento esatto in cui si nasce un’altra volta.

  3. è fatalmente vero. Le cose importanti le perdiamo.
    Un uomo straordinario e fondamentale x me è Rezza.
    Sarà ke anke x me fu il postnatale…sarà ke l ho ritrovato…Enjoy this! 🙂

  4. verdemela says:

    leggerti in questi giorni è un solletico che fa ridere leggero, un colpo allo stomaco e uno al cuore, tutto insieme. e a proposito di cambi di punti di vista: non hai perso qualcuno o qualcosa è qualcuno che si è perso da solo

  5. LadyKaiura says:

    Non c’entra molto col tema del post, forse, eppure l’ultima frase che scrivi la collego ad un pensiero che facevo ieri sera… stavo leggendo un articolo su Vanity Fair dedicato a Blue Valentine, con Ryan Gosling e Michelle Williams…senza dilungarmi troppo su trama e contenuto del pezzo, il succo dell’articolo è che quel film è stato ritirato dalla distribuzione italiana perché la dirigente intuiva che se una coppia fosse andata a vederla, l’uomo alla fine ne sarebbe uscito sogghignando e la donna avrebbe dovuto dirgli “Hai ragione”. Hai ragione perché lui incolpa lei di essere cambiata, diventando più seriosa e rompiballe, mentre quando l’aveva conosciuta era sexy e pazza, e allo stesso tempo la incolpa di aver voluto cambiare lui quando il suo modo di fare andava bene quando si sono conosciuti. Il pensiero mi ha un po’ urtato, perché quando ti prendi un impegno, per forza alcune cose devono cambiare nel tuo modo di essere, o quanto meno c’è bisogno di adattarsi ad una situazione che richiede più testa e meno “cazzonaggine”. E non ci si può mentire. E pensavo che, alla fin della fiera, la donna cambia perché è l’uomo a non voler cambiare.
    Che maledetto stream of consciousness. scusate tutti per lo sfogo da PMS

    ps. a volerla dire tutta, magari con Ryan Gosling manco mi incazzerei più del tanto se non cambia, soprattutto quando parla in perugino stretto http://vimeo.com/68533572

  6. dobrilla says:

    anche io sono stata “persa” subito dopo un Natale, lui aveva “trovato” un’altra. poi di Natale ne è passato un altro in cui mi hanno dominato rabbia rancore tristezza e solitudine. non è stato un bel Natale nemmeno per il mio duenne purtroppo. il prossimo voglio ridere e voglio che il mio bambino rida con me. e auguro anche a te di ritrovare il sorriso dentro e fuori, non solo a Natale. una sonora risata seppellirà tutti quelli che ci voglion male! solidarietà.

  7. Joanne says:

    Il tuo blog è un’autentica scoperta, e l’ho già divorato.
    C’è una cosa che vorrei chiederti, ma è così “politicamente scorretto” e indelicato che sono certa che non dovrei farlo. Lo faccio comunque, ma tu sentiti libera di nn leggere e/o non rispondere.
    Come succede? Come succede che un marito e un padre che fa battute che solo voi conoscete e con una bambina nata da poco se ne vada?
    io e mio marito siamo molto giovani. Così giovani che i nostri amici in questo momento sono ancora sui tomi dell’università a studiare, per dire. Abbiamo una figlia piccola, e non sempre tutto è rosa e fiori. C’è l’affitto e le bollette, che ci fanno venire l’ansia appena si avvicina la data. C’è il mio non-lavoro, che mi pesa da morire. C’è il tempo, o meglio non c’è, mentre i nostri amici fanno l’aperitivo, prendeno il cappuccino al bar, mangiano in posti nuovi, fanno gite. Mi chiedo se possa capitare anche a me che Lui un giorno possa dire: “no, guarda, non ce la faccio più” e prenda la porta. Mi chiedo se ci siano dei segni rivelatori, e se si possa fare qualcosa.

    Joanne

    • Capita. Semplicemente. Succede che magari i segni premonitori ci siano, ma il pianto dei bimbi o semplicemente la vita, li mimetizzi bene. Non so. So solo che non è una tragedia. ti abbraccio Joanne.

  8. CristinaMMM says:

    @Joanne la ricerca dei segni premonitori va di pari passo con “a me non può capitare, me ne accorgerei prima”. il timore che capiti ci rende guardinghi, alla ricerca di segnali che ci mettano sulla strada e ci evitino la sofferenza . non credo ce ne siano ( eppure , essendo in una condizione simile alla tua, li vorrei!). per banale che sia, non darsi per scontati può essere un primo passo ma il concetto di base è che non puoi controllare tutto e figlimutuofamiglialavoro non hanno mai DAVVERO costretto nessuno a restare (e sarebbe giusto?)
    CristinaMMM

  9. È un post meraviglioso.
    Fino alla quint’ultima riga pensavo di condividere ironicamente la volta che qui entrarono in garage, sembrava non avessero rubato nulla e dopo due mesi scoprimmo il vuoto lasciato da una spettacolare motosega (ecco, l’ho condiviso).
    Il ribaltamento di contenuto invece mi ha fatto scendere una lacrima, e poi due. Come gli anni di mio figlio, e la media dei tuoi.
    A cui a Natale bisogna insegnare che stiamo attorno all’albero perchè siamo tutti gli uni per gli altri.
    Quest’anno vicino all’albero lascia due posti liberi: uno per qualcosa che se ne andrà, e uno, molto più grande e accogliente, per qualcosa che arriverà.
    Un caro abbraccio e grazie perchè mi smuovi sempre emozioni diverse.

      • laura says:

        Splendida! Il mio tocco di buonismo mi fa dire che le cose importanti si perdono e… Spesso si ritrovano, magari sotto ad un kg di polvere, tipo i Lego sotto al divano, o con qualche ammaccatura, come il lavoretto di Pasqua dello scorso anno finito sotto ad una pila di pentole. Ma se sono perse per sempre voglio pensare che ne arriveranno di più importanti!! In fondo… Politeama insegna! Sei davvero unica!

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