I 4 giochi preferiti dai miei figli. NON RIFATELO A CASA

La vendetta del suona e scappa. Ovvero non avvicinatevi a quel portone. Avete presente quei simpaticoni che suonano ai campanelli e fuggono ridendo? Marta fa lo stesso ma dall’interno dell’appartamento. Il citofono esercita su di lei un’attrazione irresistibile, se lo vede, deve afferrare la cornetta e, soprattutto, deve urlare le peggio cose agli ignari passanti. A volte è un grugnito satanico stile Marilyn Manson, a volte un sospiro alla Darth Vader, altre volte un ululato agghiacciante. E io immagino il poveretto in strada che si caga addosso per essere capitato sotto casa dell’incredibile Hulk.

 

La cucina neorealista. Mi sono già dilungata sul pragmatismo di Lorenzo durante il disegno. Bene, lo stesso approccio concreto e disilluso lo applica al gioco della preparazione di finti piatti al parco. Tutte le altre mamme si fanno cucinare pastasciutte di rami, polpette di terra, torte di sassi. Lui no, lui vuole la verità anche in cucina.

Lui: Mamma guarda cosa ti ho preparato?

Io: Mmmh che buono, cos’è una bistecca?

Lui: Ma nooo… Non vedi? E’ un piatto di foglie.

Io allora tento: Buone… ma manca il sale.

Lui: Ma quale sale? Se vuoi ti ci metto su la polvere. Ma non mangiarle eh!

Ora che so dove vuole andare a parare mi dilungo in descrizioni schifose tipo “mmmh in quest’erba manca un po’ di pipì di cane, la prossima volta aggiungila…” e lui ride. Contento lui.

La finta evacuazione. Ovvero getta la mamma dal letto. Marta ama tutti i congegni luminosi. Ha una passione per le sveglie, per la lavatrice, per i timer e per le radio. In due mesi è riuscita a programmare tutti gli orologi di casa, compreso l’allarme del forno, facendoli scattare rigorosamente in piena notte. Ormai dormo vestita, pronta a scattare sull’attenti, come a naja.

L’uomo ragno era orfano. Lorenzo pretende che io lo prenda in braccio, lo sollevi fin sopra alla mia testa e lo appiccichi ai muri come fosse Spiderman. Lui lancia le ragnatele e io dovrei fare il resto. Così gli ha insegnato suo padre. Un uomo allenato, con un’ottima alimentazione, un corpo soprattutto riposato. Lui ce la fa benissimo, lo fa roteare, lo appende alle travi del soppalco a testa in giù. Io riesco al massimo ad appoggiarlo ai battiscopa. E allora Lorenzo mi guarda sconsolato e dice “Papà è fotte, la mamma no”. No, Lorenzo, la mamma non fotte, ma non ti ci mettere anche tu.

Immagine

Spiderman… già che ci sei, fai fuori un po’ di ragnatele dai soffitti del salotto!

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17 thoughts on “I 4 giochi preferiti dai miei figli. NON RIFATELO A CASA

  1. francesca says:

    Ma guarda che bei giuochi istruttivi che si inventano questi fanciulli!
    Noi invece abbiamo (te li descrivo, così puoi proporli alla prole):
    – “Dai, Metticela Tutta e Raggiungi il Punto Più Vicino al Soffitto” (molto divertente, si può scalare qualsiasi cosa ma io suggerisco la libreria, che così abbiamo la certezza di arrivarci al soffitto) Il gioco -ahimè- termina quando si raggiunge il soffitto o quando arriva la mamma urlando come una indemoniata. Per adesso è sempre finito con la seconda, ma ci sono buone speranze di arrivarci, a questo benedetto soffitto.
    – “Cosa ci fanno i vestiti nei cassetti? Cosa ci fanno i piatti negli scomparti della cucina? Un bel Nulla! Portiamoli quindi un po’ in giro” giuoco il cui titolo spiega già la dinamica in modo dettagliato. Anche questa attività ludica termina con la mamma che urla come una indemoniata. Chissà, forse lei si diverte a fare così.

    • Cosa ci fanno i vestiti nei cassetti? è un’attività che secondo me imparano al nido! ahahahah Marta ha superato quella fase, ora siamo a Gesù che cammina sui giochi. Consiste nel ricoprire il pavimento di pupazzi e macchinine e calpestarle con convinzione!

  2. Lorenzo, papà mi sa che ti fotte, che è diverso, apprezzerai il fatto che mamma invece no.
    Detto questo, mi sono segnata i giochi da non ripetere 🙂

  3. Carotaggio al culetto è forte sai, Ariane ?
    Per restare in tema (lunedi copro schifoso sia) quando ho letto “La finta evacuazione” credevo che i pupi ti sumulassero cacche a destra e a manca nel salotto, Enri Tesio, per poi dirti “scherzetto, l’ho fatta normalmente nelle mutande !”

    • Sì, scusate se ho parlato di cose che riguardano le parti meno nobili della nostra anatomia; ma quando ci sono bambini di mezzo, è inevitabile. Poi comunque, Enrica, hai cominciato tu con il sottotitolo del tuo blog … 😀 (anche quello è un carotaggio, no? Sebbene metaforico, spero.)

  4. La prima la fa anche la Purulla, da quando aveva un anno o giù di lì.
    Adesso porta la sedia al videocitofono, attende la vittima e lancia strali dettagliati del tipo “hai un blutto cappotto, signoa!”, oppure “apri l’ombello che sta piovendo!”.
    Ogni tanto riesco pure a fotografare le facce dei malcapitati.

    Da noi il fotte/non fotte viene declinato in un “mamma, sei toppo bassa!”, quando la metto a cavacecio, facendomi strappare i pochi capelli che mi sono rimasti in capo, e lei nota sconsolata che non arriva ai ripiani più alti.

    Buon coprolunedì.

  5. I miei gemelli fanno la lotta. Sempre. Quando faccio loro notare che non si deve fare la lotta dicono che i supereroi fanno sempre la lotta. “Si ma la fanno contro i cattivi”. “Ma papi, giochiamo che lui fa i cattivi ed io i buoni”.
    La logica non è mai stato il mio forte. Avranno preso dalla mamma.

  6. A casa nostra è rimasto un unico gioco che è quello del “dove sbucherà la mutanda?”
    Ella, come dotata di vita propria, potrà saltare fuori da sotto il materasso, dallo zaino, da dietro un termosifone, dal cassetto delle mutande pulite.
    Ovviamente la mutanda viva è quella sporca!
    (lo sai, lo faccio x renderti l adolescenza mim-friendly) 😉

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