Cazù questo sconosciuto

Sono sempre stata una bambina fantasiosa. Fantasiosa, ma silenziosa, che è un pessimo binomio, perché se le fantasie non le comunichi finiscono per diventare la tua realtà distorta. Le fantasie più inquietanti io da piccola le facevo sul pene.
Sapevo che gli uomini ne avevano uno, così mi era stato detto, ma non ne avevo mai visti dal vivo, fatta eccezione per quei piccoli passerotti senza penne dei miei cuginetti. Insomma l’uccello era per me incredibilmente esotico. E infatti:

1. pensavo che non fosse cosparso di penne, ma completamente ricoperto di peli. Avete presente Cugino Itt? Ecco immaginatelo due mele o poco più.

2. ero convinta che fosse retrattile. Che insomma potesse rientrare all’interno del corpo. Un cugino Itt timido… ecco più il Tenerone del Drive In a dirla tutta.

3. non avevo considerato il girocollo di palle, pensavo che spuntasse ramingo, senza radici intorno.

4. nonostante ci fossi andata vicino con la storia del “rettile retrattile”, non avevo la minima idea che potesse cambiare dimensioni e consistenza. L’erezione non sfiorava la mia mente e, a pensarci bene, anche oggi mi sembra uno degli spettacoli più avvincenti e sorprendenti che la natura abbia da offrire.

5. ero convinta che il soffiarci dentro avrebbe determinato la morte del legittimo proprietario per embolia cerebrale. Se pensate che sia incredibile siete delle anime candide. La cosa davvero incredibile è che da adulta, cosciente che non avrei ucciso nessuno, ci provai. Soffiai con tutte le mie forze, a tradimento, nel povero membro (a riposo) del malcapitato. Non so perché lo feci, fu un raptus di stupidera, la bambina che vuole realizzare la sua fantasia, la fantasia meno erotica che si possa immaginare. Sì perché lui non morì alla fine, ma urlò dal dolore, mi diede della psicopatica, mi lasciò lì sul divano e andò a piangere nell’altra stanza.

Di questa storia mi resta una sola morale: il cazzo, se ci soffi dentro, suona.

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37 thoughts on “Cazù questo sconosciuto

  1. Noooo sei tremenda, hai appena distrutto uno dei piaceri più belli della vita di un uomo, da questo momento non riuscirò più a godermi un rapporto orale come si deve, vivrò nel terrore dell’improvvisa soffiata….spero tu sia contenta!!!! Grazie mille!!! E da stanotte inizierò a dormire con le mani sul pacco…non si sa mai. 🙂 oh, mi hai fatto venire le lacrime agli occhi dal ridere e anche un pò per il dolore che deve aver provato quel poveretto. Vorrei mandargli un messaggio: “amico, se mi stai ascoltando, sappi che hai la mia massima comprensione” Insomma, oltre al dolore fisico c’è il danno psicologico e quello non si può far guarire con una pomata.

    • leggendo i commenti scopro che il soffio del piffero ad alcuni piace. Forse dovevo inserire anche un’ancia e farlo diventare un clarinetto… viva il kazoo!

  2. cavallogolooso says:

    beh… pure io avevo una certa idea alquanto buffa da piccolo sul motore immobile 🙂 Me l’hai ricordata… e grazie! Sei però fortunata perché anche il più pacifico dei pacifici avrebbe potuto farti molto male per una reazione incontrollata… soffiare!!!! sei tremenda.

  3. Tesoro mio, mi hai fatto quasi soffocare col biscotto (e visto l’argomento sarebbe stata una morte calzante).
    Io lo chiamavo Naba, non si sa perché.
    Noi siamo naturisti, chissà quali dubbi verranno alla mia treenne…

  4. MASSIMOMAS says:

    Eccomi, sono stato nominato. Io e la mia dolce metà, durante gli anni del fidanzamento e i primi di matrimonio, abbiamo sperimentato con piacere il soffio del pene. In realtà non mi ricordo da chi partì la proposta. Ti assicuro comunque che se fatto con perizia è davvero stimolante per lui e piacevole per lei. Poi la tecnica è stata abbandonata per passare ad altre intuizioni e sperimentazioni amorose. E’ forse questo il trucco per essere ancora innamorati persi dopo oltre trent’anni? Boh…

    Ti sei mai chiesta perché alcune persone chiamano il pene, affettuosamente, flauto a pelle?

    Un abbraccio

    • ho sicuramente sbagliato la l’intensità del soffio… e infatti dopo trent’anni non stiamo insieme! La storia del flauto a pelle non la conoscevo, ma a quanto pare non conoscevo un sacco di cose. Bravo Massimo innamorato e che dire? Fiato alle trombe!

  5. mi hai fatto venire in mente una canzone dei blur che faceva “kazooo kazooo you are mine…”
    adesso quando la sentirò non potrò fare a meno di pensare a cugino it e al tenerone!

  6. Sara says:

    sono piegata in due dalle risate 😀
    o invece ero molto incuriosita dal pene di mio padre…ricordo che facevo degli appostamenti per sorprenderlo mentre si cambiava 😀 😀 😀 devo dire che non gradiva affatto, ma non mi hanno mai “repressa”
    Poi le curiosità di altro genere sono arrivate solo molti anni più tardi 😉

  7. Non riesco a dare un contributo, non mi ricordo assolutamente cosa ho pensato fino al primo téte a téte… A dire il vero al momento mi sfugge anche il primo tète a tète…che adolescenza sprecata 😦

  8. Il Superfluo Indispensabile says:

    da qualche giorno non ti leggevo e ora penso che avrei fatto meglio a rimandare a stasera. Restare in ufficio tutto il giorno ossessionata dall’idea di tentare l’esperimento del soffio non mi aiuterà a far passare presto la giornata.

  9. Il soffio!!! Lo feci anche io per dimostrargli che la sua teoria dell’embolia fosse una cagata, lo feci a tradimento e come te mi presi della psicopatica più altri epiteti poco consoni per un blog. Peccato scoprire solo ora che se ben modulato il soffio avrebbe sortito altri effetti. Too late 😀

  10. Pingback: VANITY FAIL: la rivista che vi cambierà la vita. | prima o poi l'amore arriva. E t'incula.

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