Tiasmo

Ti amo.

Come fai a sapere che è amore?

Perché quando ti penso mi manca il respiro.

Quello è l’asma,

allora ti asmo.

Tiasmo è una citazione dei Peanuts.
L’ho scelta di getto, ma a pensarci bene il mio blog dovrebbe chiamarsi hai-presente-Charlie-Brown-e-Lucy-che-gli-toglie-il-pallone-da-football-mentre-sta-per-calciare.wordpress.com. Pazzesco che un dominio così sintetico e momorabile sia ancora libero. Charlie Brown è lì, davanti al pallone per la milionesima volta e per la milionesima volta desidera con tutte le sue forze dare quel calcio, il calcio perfetto, il calcio assoluto, il calcio che manderà in orbita soprattutto lui. Lo vuole con ogni fibra del suo corpicino bidimensionale. Dall’altra parte c’è Lucy, sadica e dispettosa, ma alla fine prevedibile nella sua adorabile stronzaggine. Lui sa che non dovrebbe crederci, che lei il pallone glielo toglierà da sotto i piedi all’ultimo, ma lo stesso si vuole fidare. Non può farne a meno. Allora prende la rincorsa, fissa il suo obiettivo, il cuore comincia a battergli all’impazzata, il respiro si fa corto, la testa enorme si svuota, si gonfia il cuore. E… e naturalmente Lucy fa il suo sporco lavoro, toglie la palla e fa cadere il nostro eroe. Non è cattiva, Lucy, la disegnano così.

In amore a volte capita di essere Lucy, molto più spesso di essere Charlie Brown. E’ la vita. Ma, ragazzi, volete mettere il piacere di quella rincorsa?
P.s. In uno degli ultimi episodi Lucy promette a Charlie Brown, che è in ospedale, di tenere la palla. Ironia della sorte, Charlie Brown manca il pallone e colpisce il braccio di Lucy. In amore a volte capita che ti fottano anche i Charlie Brown.

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35 thoughts on “Tiasmo

  1. In quanto persona “coinvolta” nel mondo della comunicazione sei abituata a esprimere attraverso le parole un concetto ben più vasto.
    Io penso che le parole, in particolare i nomi che usano le parole come mezzo, nascondano sempre storie bellissime.
    Io quando incontro un nuovo cliente chiedo sempre il perchè del nome della sua azienda, se non mi è evidente, in quanto a volte da un perchè si capisce molto di più che attraverso un misero bigliettino da visita, un bilancio, un pomposo company profile.
    In un nome c’è sempre la verità.
    E io mi chiedo sempre il perchè di una via , di una piazza, di un blog, per poi scoprire che Piazza della Passera a Firenze si chiama così perchè era la zona dei bordelli o Via delle Botteghe Oscure a Roma perchè gli artigiani non avevano finestre.
    Tutta questa pastella per dirti che me lo sono chiesto anche per il tuo.
    A peanuts non c’ero arrivato. Ma alla crasi delle parole ti amo/asmo si..
    Infatti questo nome rivela un blog splendido come la contraddizione delle due parole rende l’amore così soffocante e intrigante.
    Ci tenevo a dirtelo.
    Tutto qui.

  2. Sara says:

    conoscevo la vignetta, che ripubblico periodicamente sulla mia bacheca fb.
    Qualche giorno fa per comunicare ad un uomo il motivo per cui non sono interessata a lui, nonostante le ottime credenziali, avrei voluto dirgli “perché non ti asmo” poi ho desistit. Temevo chiamasse la neuro 😀
    Cmq…anche oggi un post da brividi. Applausi toujours!

  3. “volete mettere il piacere di quella rincorsa?”
    Sempre.
    Sempre.
    Sempre credere che quella rincorsa sarà la buona.
    Alla fine, che cacchio è la vita se non una bellissima (e imprevedibile) serie di rincorse ?

  4. federica says:

    com’è vero!! non ci sono regole…anche quelli apparentemente “buoni” o per lo meno corretti, e che di solito in effetti lo sono…arrivi tu…e puff! un calcio in bocca te lo becchi pure da loro, gli insospettabili! meraviglioso…

  5. la vignetta non la conoscevo, nonostante Charle Brown e la sua banda non siano mai mancati in casa mia, soprattutto dopo l’arrivo di mio fratello, che dai 4 anni in su ha sviluppato una sanissima passione verso le noccioline di Schulz.
    Avevo però intuito anch’io quel gioco tra amore e mancanza d’aria…”ti me cavi el fià”, diciamo qui a Venezia e dintorni…e non è esattamente un complimento!
    Detto ciò, rincorse tutta la vita!

  6. laura says:

    sorrido ma mastico amaro.
    sei forte, enrica.
    (per me che avevo colto la citazione nel titolo del blog ci sarà senz’altro un premio. vero?)

  7. Sono scettica di natura, più che una vera rincorsa, io mi avvicino alla palla con fare indifferente, guardo la Lucy di turno sapendo quello che farà, in un attimo devo decidere se desistere o sfidarla a farlo ancora e ancora tanto mi troverà lì a riprovarci. Mi sa che la risposta non devo dirtela 🙂

  8. cavallogolooso says:

    cosa inutile #1: mi chiedo come potesse funzionare questo gioco di parole in originale
    #2 adoravo i peanuts! 🙂 un volume dei soli anni ’70 costa 45 euro!!!!
    #3 all’inizio pensavo che ammettessi di essere la lucy in questione… e che per questo tutto questo acido che cola e trasuda arrivasse a far accartocciare qualsiasi cuore timido (altro che “è la vita”) … ma invece no… il Charlie Brown sei tu, dici, giusto?

    In effetti i libriccini (quelli piccoli della Bur…) si intitolavano spesso “povero charile brown” “provaci ancora chiarlie brown” e cose del genere …

    Non so perché io mi trovi a leggere sempre ragazze come te… straripanti di odio verso i maschi (oh no, no, ti ho fraintesa) probabilmente successivo ad una delusione.

    Cerco molto di capire il tuo punto (il “vostro”: siete in tante) di vista, mi interessa. Ma ne esco sempre contuso, tagliuzzato come da un ninja frullatore, schiacciato come essere umano in un tritacarne. Convinto che l’incomunicabilità che sigilli (tu e tante altre) tra i sessi sia ineluttabile, un dato di fatto, qualcosa che mi fa chiedere perché iniziare quella corsa, perché credere in quel qualcuno che ti tiene il pallone se il pensiero sarà sempre “tutte le lucy sono stronze” (e non esistono delle Piperita Patty)

    Sei arguta, brillante, divertente. E prosciughi ogni speranza.
    L’analista mi ha chiesto cosa ne ricavo per me, di positivo, a farlo (giuro, pensati in un film alla W.Allen come oggetto di conversazione, contenta? ) , di leggerti.
    Conoscenza.

    Conoscervi così a fondo non sembra produrre del bene.
    Mi fa sentire irrimediabilmente sporco, irrimediabilmente manipolatore, una merda, un ignorante, un insensibile, uno stupido, un burino, un inadatto all’esistenza se non in un’altra mandria di uomini.

    Eppure perché farlo? Per via del tuo buon senso dell’umorismo, del finale salace, del piacere di veder scrivere di qualcosa di importante per la vita con uno stile interessante?

    Il dito puntato (tuo e di altri scritti pervasi dall’identico sentimento) verso l’uscita è il messaggio più grande. La desiderata costruzione di un essere che non esiste come unica alternativa per essere persone a voi gradite … io sono la Lucy che si tiene il pallone, io sono il Charlie Brown che se la calcia, ogni volta che vengo in questo campo di calcio che siete voi, pensieri femminili che tento di conoscere.

    Siembé smettila sinnuntepiaceno?

    non è esattamente così … 😉

    Sempre brava, comunque! 🙂 Alla fine ne farai un libro. La littizzetto con molto meno eh. Altri 40 post così puoi scegliere e poi pubblichi: mi raccomando la copertina prendila nel microstock così fai guadagnare qualche poveretto come me 😉

    Un augurio per trovare un supporto che tenga su la palla e qualcun altro con cui giocare, assieme, a pallone.

    • io non so se sono come tutte le altre, tutte quelle che trasudano odio nei confronti dei maschi. Una cosa che sfugge, sfugge spesso anche a me, è che questo blog, per quanto esile, è un prodotto letterario. E’ una storia raccontata per un pubblico (anche se quel pubblico fossi solo io) e richiede un’interpretazione. Le mamme trovano caustico come parlo delle mamme, gli uomini trovano caustico come parlo degli uomini. io mi trovo caustica per come parlo di me stessa. Non credo sia una questione uomini e donne. Se avessi relazioni con le donne sarebbe la stessa solfa. Forse è più una questione di relazioni, in senso lato. Sì io sono stata Lucy, la più stronza delle Lucy, sono stata anche Charlie, quest’ultima volta sono una Lucy inculata da un Charlie. Pensa te. Ma non importa, perché davvero io sono un’incredibile ottimista e gli uomini li ho amati alla follia e sono stata amata alla follia. Sto crescendo un uomo e una donna con altrettanta passione. Forse tu cerchi delle risposte che nessuna di noi ti può dare, perché non le abbiamo. Io non le ho. Una cosa però la so: non mi prendere sul serio, la vita non lo è quasi mai. ti abbraccio

      • cavallogolooso says:

        non sei solo tu, cara 🙂 Sei una, siete tante, che parlate in questo modo, un filo rosso (sangue, un filo) che passa amaramente tra le vostre parole e vi accomuna.
        Tu hai un bello stile e spicchi, ma non è che sia la sacerdotessa del male che sghignazza e fa proseliti 🙂
        e si, del fatto che donne crescono donne e crescono uomini sono cosciente: troppo spesso infatti questo si dimentica.

        Sembra che io cerchi risposte che nessuna può dare… ma le risposte a nessuna domanda sono qui elencate: sono lamentele, una risma di lamentele impilate, accatastate talvolta in ordine e talvolta svuotate come un catino.

        Non posso che pensare, sempre, che in fondo a questa disillusione ci sia stato un ideale altissimo di uomo, che sa, fa, prevede, capisce il non detto, conosce tutto ciò che serve, agisce d’istinto come un saggio.

        Io sono un poverEtto, ma cerco di capire. Come te, che ce ne canti quattro, che ne canti quattro al tuo maledetto lui, ce ne sono cori interi.
        Io non li disprezzo (certo, ogni tanto un fanculo generico mi viene da sbottare, ma non di odio, più del tipo “se facciamo tanto schifo, perché non ci lasciate perdere?”) e anzi, li ascolto. Perché si cerca di capire.

        E , se non cambia completamente quello che uno è, di cambiare.

        E’ un BEL prodotto letterario. Non significa che non possa far soffrire. E che debba in qualche modo cambiare: dico solo – da lettore – che cosa provo. Posso ridere molto: ti servi delle arti comiche come si deve!
        Poi penso che per quanto letterario (ha richiesto almeno un po’ di comprensione, non è una improvvisazione fiume totale) comunque ha un sapore così genuino e sentito, che ok, il tuo dolore si sente e il tuo punto di vista è chiarito.
        Ma poi guardo quell’altro scarafaggio sotto l’impietoso riflettore, lo metto da parte e ci metto un altro uomo qualsiasi, ci metto anche me “generico”.

        A che altissime leggi , rigorosissime regole e standard impeccabili deve rispondere il povero cristo che non subirà una feroce critica?

        Ti abbraccio con cautela , magari ho l’ascella eau de cabròn 🙂

        E’ solo un sentimento (o una sensazione, più che altro) di un lettore. Non ho voglia di perdermi i tuoi articoli per “tornare quando sarà meno sensibile” e godermeli e basta. Però sai, si dice sempre che gli uomini non comunicano i loro sentimenti… Eccoci qua 😉

  9. anche una delle mie citazioni preferite è dei peanuts. L’ho letta per la prima volta sula maglietta di mia zia fricchettona, poi per fortuna l’ho ritrovata anche in una striscia.
    How can we lose when we’re so sincere?

  10. ottabella says:

    “Forse sono scorbutica. Forse dovrei cercare di essere più gentile. Oh, come odio dare al resto del mondo questa soddisfazione!”

  11. ottabella says:

    E pensa che sono così cogliona da non aver colto la citazione ed aver pubblicizzato il tuo blog con le mie amiche dicendo: “ragazze ho scoperto un blog fighissimo, si chiama tìasmo”.

  12. Maurizio says:

    Ho scoperto oggi il tuo blog per puro caso. Ho passato le ultime ore a leggere molti post e mi sono soffermato particolarmente su questo, che mi ha fatto molto ridere e pensare. Sì, perché proprio in questi ultimi giorni ho (ancora una volta) fatto una grande rincorsa, ero quasi convinto finalmente di farcela e di volare in orbita, c’erano tutte le promesse… e infine, badabùm, ho ruzzolato clamorosamente, come Charlie Brown.

    Ti ringrazio per avermi regalato questo sorriso.

    Maurizio

  13. In tutto ciò qualcuno mi sa dire da quale striscia originale (nel senso la data della striscia originale dei peanuts) è presa la battuta ti asmo?? Non riesco a trovarla e non so come fosse in originale…ho trovato il blog cercandola 😄

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