la fenomenologia del mezzo pubblico. Il solito tram tram

Lo studente tartaruga ninja. Sale con uno zaino-carapace stracolmo che non toglie mai dalle spalle. Dallo zaino spunta una lunga alabarda spaziale-righello con cui tenta di infilzare i malcapitati. Si muove come il protagonista delle comiche con la scala sulla spalla: si gira e si rigira, falcidiando i poveri compagni di strada.
 

Lot in fuga da Sodoma. Per paura di dover cedere il tanto agognato posto non gira mai lo sguardo dal finestrino. Accanto alla Lot in fuga possono passare donne gravide in travaglio, un’intera compagnia di freaks, Matusalemme in persona… e niente lei ferma, immobile, una statua di sale.

 

Aglioween. Il terrore corre sul filobus. Dietro la facciata rispettabile del pensionato del sedile accanto si cela l’incubo di ogni mezzo pubblico: il mangiatore di bagna caoda. Infesta soprattutto le linee piemontesi nei lunedì invernali, ma il suo fiato si condensa anche al sole estivo.

 

Nome in codice: il Portoghese. Non ha il biglietto e lo si capisce da lontano un miglio. Osserva intorno guardingo, suda, scruta il vicino con sospetto, non si siede mai, deve essere pronto alla fuga. All’arrivo dei controllori si fa scudo con lo studente tartaruga ninja, impala l’autista con l’alabarda righello e scappa per strada urlando: “non mi avrete mai!”.

 

I colleghi scollegati. Tutte le mattine prendono il tram insieme, uno sale davanti, l’altro dietro. Fanno finta di non vedersi giorno dopo giorno. Talvolta uno dei due si trasforma in Lot in fuga da Sodoma. Tutte le mattine scendono dal tram, incrociano gli sguardi e si stupiscono per l’incredibile carrambata.

 
ll carretto siciliano. La signora di mezza età (anni effettivi 55, anni rilevati 72), solitamente cubica, che sale a fatica sulle sue gambe da zampognara trascinando 18 sacchi stracolmi di spesa. Il suo accento tradisce discendenze non propriamente nordiche soprattutto quando, come faceva Gassman, declama a tutto il pullman la ricetta dello sfinciuni. La signora carretto siciliano, nelle sue estreme manifestazioni, è anche chiamata la ristotram.

Bob Sinclair al capolinea. Ascolta la musica in cuffia, battendo il tempo sul sedile davanti occupato dalla signora carretto siciliano. Le vibrazioni pare ne curino la cervicale provata dal peso dei sacchetti.

 
L’esibizionista telefonica. Di solito donna, di solito al telefono con amiche o parenti, l’esibizionista telefonica parla a un volume da concerto rock di transiti intestinali dei propri figli o, in mancanza di figli, delle “cacca brutta” di Fuffi. Si consiglia di non guardarla mai negli occhi, di fronte al contatto visivo l’esibizionista telefonica si sente in diritto di coinvolgervi in un’appassionante call conference.

Brontolo su tutta la linea. Firma di spicco di Specchio dei Tempi, prende i mezzi con l’unico scopo di incazzarsi. Odia tutti: giovani, vecchi, marocchini, rumeni, impiegati, maledice la signora carretto siciliano, detesta lo studente tartaruga ninja, ma più di ogni altra cosa dichiara guerra alle classi in gita, professoresse incluse. Nel caso di arrivo dei controllori, è l’unico in grado di placcare il Portoghese con una mossa di ju jitsu e di consegnarlo alle autorità.

 Immagine
in foto: il carrello della spesa della carretto siciliano.

 

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34 thoughts on “la fenomenologia del mezzo pubblico. Il solito tram tram

  1. polpetteSIMO45 says:

    Variante di Lot: il Tecnologico, ovvero colui che, pur di non lasciarti il posto a sedere, non stacca gli occhi da cellulare e/o tablet neppure se l’autobus viene dirottato da talebani in gita! Sospetto esista una applicazione che segnala loro per tempo quando devono scendere!

  2. Se posso permettermi un’aggiunta: l’editorialista. È quello che, davanti qualche contrattempo/inefficienza (vagone troppo pieno/traffico/ ecc) comincia a lamentarsi che in Italia non funzioni mai niente, (parte come un Brontolo) prodigandosi, poi, in un’analisi socio-politica della situazione attuale, “è colpa di …”, “bisogna/non bisogna andare a votare…”, “eh, quando c’era…” e così via, sempre rivolto ai vicini di posto che annuiscono per assecondarlo.

  3. sabato mi è capitato casualmente di prendere il 13 (tragitto via cibrario/via s.ottavio) imbattendomi in un Aglioween-brontolo. Puzzava come una carogna abbandonata in una stalla a ferragosto, e si lamentava random “ma guarda che disgrazia”, “ma che schifezza”, “non è possibile”. Che poi sarebbe stato quello che avrebbero detto i miei turbinati, se avessero potuto parlare.

  4. A mia esperienza aggiungerei una specifica a “Il Portoghese”. Ormai non sudano più, sono persone che hanno una corazza di teflon al posto della pelle e un deserto invece che le ghiandole sudoripare… in compenso riesci a distinguerli dalla massa per lo sguardo. Lo sguardo della persona che vede “al di la”, cioè esattamente 2-3 fermate dopo nel tentativo di prevedere la salita del controllore.

    Alla figurine Panini dei frequentatori aggiungerei anche:
    – Il Pensionato: che è un misto fra una figura mitologica e una rettoscopia invasiva. E non per via del fatto che è pensionato, ma perché quando stai cercando disperatamente di cavarti dalla trappola per topi che è il bus, lui si piazza come una statua in bronzo in mezzo all’uscita sordo alle tue invocazioni di pietà. Tempo stimato di discesa: 2 fermate dopo.
    – Il Predicatore: colui che ad un certo punto della giornata incomincia a raccontarti fatti completamente ininfluenti della sua giornata o di quella degli altri cercando un tuo consenso. Al tuo tramutarti in sedile del bus, lui persevera sfoderando un repertorio di luoghi comuni e detti popolari da far impallidire Il Bagaglino. Dopo un paio di fermate saresti disposto a metterti una cintura esplosiva piuttosto che continuare il viaggio insieme a lui. Cosa che faresti, se non intervenisse il “Tribuna Politica”, che è l’evoluzione 2.0 del Predicatore, che è deciso a spiegare come si vive e come non si vive in Italia al giorno d’oggi. Da quel giorno ho deciso di portarmi una katana con me per effettuare un sontuoso harakiri nei momenti di profonda depressione.

    Ps: complimenti per il post. Mi ha regalato un sorriso! 😀

  5. rssfrancesca says:

    auhauahahaua!!! mi hai risollevato il lunedì!
    o ero una tartaruga ninja, ai miei tempi… la mia schiena ne risente ancora… 😀

  6. adoro il tuo blog!! io vivo a Zurigo, ma con il mio compagno abbiamo individuato due categorie: Circolare!!; ovvero quelli che si piazzano davanti alla porta anche se scendono tra dieci fermate e tu che vuoi entrare gli devi passare sopra o sotto, e se vuoi scendere è anche peggio…
    e poi i vecchietti (con tanto di bastone o stampella) che prendono il bus delle 8.40!!!!!!!!!!!!! strapieno, niente posti a sedere, non riescono nemmeno a stare in piedi…ma dove cazzo vai a quell’ora?????????? prendi quello delle 10 che è vuoto!!!!!! già siamo in tanti noi tra ragazzi che salgono con la chitarra, mamme con passeggino, gente con la valigia….mah….

  7. ingenuetà says:

    Da sempre utente di mezzi pubblici, non posso che notare l’evoluzione delle specie. Fra le varie occorre citare:
    – L’estinzione della remora da filobus, ovvero il ragazzino che si attacava all’esterno posteriore per scroccare trasporti al volo (con numeri da vero circense, anche se ai tempi i bus erano fatti diversi…per dire quanto sono vecchia…)
    – La proliferazione della sciura carrellata, simile al carretto siculo ma avvezza alle comodità contemporanee, ossia l’uso di carrello da spesa superaccessoriato e mostruosamente gonfio e pesante. Ovviamente la sciura si piazza sempre davanti all’uscita (anche se il mezzo è vuoto) e non dimentica mai di passare con le ruote del rimorchio su quanti più piedi altrui possibile.
    Sorvoliamo sulle tipologie mendicanti o furtaioli…ahimè evoluti anch’essi.

  8. Io più di tutti in assoluto non sopporto l esibizionista telefonica. Io so di non essere normale, visto che non tollero nessuna suoneria, ma da lì a dover sapere cosa prepara per cena, quante volte hanno fatto cacca i suoi figli o il numero di punti neri schiacciati al malcapitato di turno.. Beh no!

  9. Lucy e Laura mi hanno fatto conoscere il tuo blog e devo dire che sei troppo in gamba. Prevedo per te successo e fama. Non ne sbagli una!
    Mia figlia si è riconosciuta nello studente ninja ma senza righello, un po’ Bob Sinclair ma anche Lot, perchè prendere la corriera “è una guerra”!
    Complimenti, davvero

  10. Bellissima questa fenomenologia!!! Sono felice di averti scovata! 😀 Sono secoli che non prendo l’autobus e devo dire che a mio tempo ho conosciuto i vari personaggi che hai menzionato. Forse, mi ritrovo un po’ in Lot e un po’ in “Salvatrice della Patria” (quella che fa sedere tutti), a seconda degli sbalzi ormonali giornalieri. Mi è capitato spesso di incontrare il tipo “impicciato”, con il suo amico immaginario e una storia da raccontare a gran voce.

  11. luciaaaa says:

    Ho scoperto il tuo blog in contemporanea da due fonti diverse: una mia cara amica che mi aveva citato la tua fenomenologia delle mamme al giardinetto e diversi link su altri blog che leggo. Chedddire, sei pure una mia concittadina 🙂 Oltre alle categorie già citate (quella dell’editorialista detto anche sindacalista per me è insopportabile, soprattutto quando aggiunge alla sua analisi della situazione sociopolitica che viaggiare sui mezzi pubblici fa schifo e lui il biglietto non lo paga. Mi trasformerei volentieri nello studente ninja e con un calcio rotante lo farei volare fuori dal finestrino!). ne vorrei aggiungere una molto personale che mi sta a cuore: la mamma con bambino. Se sale col passeggino tutti la guardano come per dire “ecco, già siamo stretti, pure lei col catafalco deve arrivare”; se decide di portare il suo pargolo legato alla schiena o al petto la guardano come per dire “ma non è pericoloso? Metti che poi frena all’improvviso e tutto l’autobus le cade addosso”. Ma ovviamente nessun Lot in fuga da sodoma si degna di scollare il sedere dalla seggiola per farla sedere. Anzi, una volta si è pure dovuta alzare lei per far sedere una ragazza incinta con una pancia abnorme. Poi mezzo autobus si è svegliato e si erano alzati tutti :-/ True story.

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