la pantera

Era il 2000. Non è da tutti vedere arrivare un anno con tre zeri (per dire: Alessandro Magno, seppur Magno non c’è riuscito), non è da tutti nemmeno salutare un nuovo millennio. E non è un caso che quell’anno io vidi una pantera nel giardino dei vicini. Lo so, non è da tutti vedere una pantera nel giardino dei vicini, ma è da me.

C’è la me di allora che ha appena acceso e spento per la trecentesima volta il suo primo cellulare di allora. Ogni volta che lo spegne pensa “magari quando lo riaccendo arriverà un messaggio”, naturalmente quel messaggio dovrebbe provenire dal grande (e appena perduto) amore di allora. E invece arriva il messaggio della Omnitel che allora mandava un sacco di messaggi, molti più del mio grande amore (perduto), soprattutto ne mandava di molto più calorosi. Quella me, distrattamente, si avvicina alla finestra del salotto di mamma, butta un occhio fuori ed è tutto come sempre o quasi: una collina, una villetta, un lampione. E una pantera. E lì, nel giardino dei vicini, nera, grande come un alano, ma senza bava, mi osserva e io la osservo, uno stallo alla messicana. Le sorrido, lei mi guarda come dire: “cazzo sorridi? Sono una pantera” e come darle torto. Probabilmente delusa dalla mia cortesia, si gira, scavalca il cancelletto dei vicini, e in due balzi si fa tutta  la collina e sparisce dalla mia vista.

Rimango inebetita, il massimo che mi è capitato di vedere da quella finestra è l’accoppiamento di due barboncini. Racconto in giro quanto accaduto, non mi dà retta nessuno, alcuni fanno finta per educazione, ma alla fine no, una pantera a San Mauro Torinese non è credibile, qui non ci vengono neppure le giostre. Gli amici mi prendono in giro ancora oggi, quando esco con il mio solito entusiasmo a sproposito talvolta mi ammutoliscono: “Seeee, è arrivata quella che ha visto la pantera!”.

Di questa storia mi resta qualche certezza, ma nessuna morale.

Se nel 2000 avete trovato nei pressi della collina torinese i vostri barboncini a brandelli… è incredibile da accettare ma non sono stati gli zombie.

Ci sono persone che vedono le pantere e sorridono. E quelle che sorridono di chi vede le pantere.

Vedere una pantera non ti insegna nulla: io alle pantere degli altri non credo mai.

La Tesio ha sempre ragione, leggete qui: http://www.repubblica.it/online/cronaca/pantera/pantera/pantera.html

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La pantera che sta pensando: “che palle la vita di provincia!”.

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32 thoughts on “la pantera

  1. Inquietante. E criminale, soprattutto.
    Ma non per farti i fatti dei tuoi vicini, ma che gente era?

    no, perché, dalle mie parti chi c’ha tigri e altri felini in giardino è di sicuro un boss della camorra 😀

    ps, mi è concesso fare il sapientino? La pantera nera non esiste! Cioè, è solo un leopardo o un giaguaro melanico, ma non c’è la “razza” pantera nera 😀

  2. Solare says:

    E dire che io mi sono fatta tutte queste migliaia di km per venire a vivere dall’ altra parte della terra e poi mi affaccio alla finestra e vedo al massimo qualche innocuo pappagallino…certo il capodanno del secolo e la pantera una bella accoppiata della serie poi tutto il resto e’ noia…ma ti ha almeno portato fortuna l’ incontro di sguardi?!secondo me si…

  3. La pantera, ma pensa te…io se mi affaccio alla finestra vedo i nani da giardino della mia vicina che fanno la festa a Biancaneve, tutti insieme appassionatamente, tranne Pisolo, che dorme sul pianerotto dell’ingresso. Mi sa tanto che devo smettere di mangiare il risotto con quegli strani funghetti….

  4. Ma vedi un po’ te… sai che questa storia, all’inizio, mi ricordava un racconto di Irvine Welsh? Strano eh? Comunque dev’essere interessante trovarsi faccia a faccia con una pantera (scusa Gin! Un Giaguaro Melanico 😛 ).

  5. Me lo ricordavo, l’avvistamento della pantera!
    Beh, sappi che le avrei sorriso pure io.
    Un mio collega aveva un puma. Addomesticato, così diceva.
    Ora che ci penso, è da un po’ che non lo sento.

  6. me la ricordo la pantera scappata che si aggirava inquietando la popolazione!
    me la ricordo perchè stava al nord e io comodamente al sud! :)))
    ora posso dire di conoscere una persona che l’ha vista dal vivo nel suo transitare fuggitivo…mi crederanno?
    mondiè! pensa che io sono talmente vecia che ho fatto parte di uno dei movimenti più inutili e improduttivi che si siano registrati a livello di iniziative studentesche…la pantera dell’86.
    e il mio primo cellulare manco sapeva cosa fossero gli sms!!! 😀
    mammina santa!!!

  7. sara says:

    Però…direi che sei stata fortunata a vederla ma soprattutto ad essere in casa e non fuori casa direi! Io non so come avrei reagito forse avrei avuto la sensazione di avere le allucinazioni o di non essere molto lucida.
    Sara

  8. polpetteSIMO45 says:

    anche questo tu bel rcconto mi ricorda una favola… e, per la cronaca, a ‘sto punto ti credo anche se mi racconti che hai visto un marziano! Perché questa fiducia incondizionata? Per stima e per affezione. Baci

  9. Oddio Grazia! facciamo parte davvero di una storia parallela! Quando ho cominciato a leggere il post non ho potuto non pensare alla “nostra” pantera! Ma tu pensa le associazioni di idee…sarà stato tutto quello che ci siamo fumati all’ora, sotto l’ombra dei Platani di Villa Mirafiori? Altro che i funghi di “pinocchio!”

  10. È vero!L’ha vista anche mio cugino! Mio cuggino mentre usciva da Giancarlo ai Murazzi ha visto una pantegana che lottava contro qualcosa e quel qualcosa era una panteeeeeeeeeeera,mio cuggino mio cuggino, e la pantegana ha viiiiiiinto.:-)

  11. Ma insomma, poi che fine ha fatto? Morta di mal d’Africa? Assoldata da un circo ambulante? O razzola ancora felice per quelle calli? Aspettiamo aggiornamenti… (quasi 14 anni dopo la poverina , che già era melanconica, sarà entrata minimo minimo in depressione.)
    La morale potrebbe essere: per quanto tu soffra come un cane e ti senta sola e abbandonata da tutti, c’è sempre qualcuno che se la passa peggio. Sì, anche a capodanno. Non consola ma aiuta a relativizzare.

  12. giulia artale says:

    mia suocera racconta sempre che una sera, saranno state le 9, era uscita sul terrazzo per prendere qualcosa. Non si era resa conto li’ per li, che la luce fosse sbagliata. Racconta di aver alzato gli occhi e di aver visto una specie di disco metallico, enorme, a pochi centimetri dal tetto della loro villetta, e di essersi resa conto, a quel punto, che la luce era quella delle 7 di mattina. Poi questa “cosa”, si sarebbe allontanata, rimpicciolendosi e muovendosi a zig-zag, ed e’ tornata la luce serale. Nessuno le ha mai creduto, anche se, effettivamente, in quei giorni, il giornale locale ha riportato altri “avvistamenti”, vicino allo stadio. Io, invece, ci credo e sono anche convinta che gli alieni l’abbiano rapita e sostituita. Si spiegherebbero tante cose. 😀

  13. Nicola says:

    Guarda un po’ dove ti ritrovo. Ciao Tesio, sono Cianca. Brava. Bel blog. Molto ben scritto e molto divertente. La pantera l’ho vista anche io per quel che vale. Più di una volta. Begli anni quelli della “pantera”… Continua a scrivere che non hai idea di come sono arrivato qui. Sei molto seguita. Baci.

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