3 donne il cui giudizio mi innervosisce più di quello materno.

La donna delle pulizie. Fantastico molto sulla ragazza che viene a fare le pulizie a casa mia, il lunedì. Ha la mia età, è peruviana, è apparentemente adorabile, ma io credo che stia scrivendo un blog sulla “Signora Mateo”, che sarei io. Immagino che fotografi i miei armadi implosi, i cassetti di calze spaiate (si sono lasciati Raoul Bova e la moglie, per quale motivo dovrebbero stare insieme i pedalini?), la mia Sagrada Familia di tupperware (il diavolo fa i tupperware e non i coperchi) e posti tutto con commenti terribili. All’interno del blog ha una rubrica che si chiama “indovina cos’è?”, il format è semplice: lei prende un oggetto qualsiasi dal mio frigo e chiede ai suoi lettori di indicarne la provenienza. È un kiwi? No, no, è una zucchina ricoperta di muffa. È un baobab bonsai? No è una patata centenaria con i suoi germogli. E via così. A volte mi viene la tentazione di ripulire la domenica sera in modo che mi faccia i complimenti, un po’ come mia nonna che in albergo si rifaceva il letto da sola. Temo talmente il suo giudizio che cerco di incrociarla il meno possibile, le lascio messaggi in giro per la casa, con un dito scrivo “perdonami”  sui vetri lerci della cucina, “da domani sarò brava” sui mobili impolverati. Lei pulisce, ma non mi concede conforto, solo quelle due parole lapidarie e implacabili come un indice puntato contro: “Viakal finito!”. Ah… il blog della mia donna delle pulizie è lacasadallefinestrecheridonopernonpiangere.wordpress.com.
L’estetista. Ci sono donne che adorano andare dall’estetista, le rilassa. Io ci arrivo sempre come a un esame dell’università, con quell’umore che è un  misto di patema e “facciamola finita al più presto”. Anche lì passo tutto il tempo a giustificarmi per l’irrispettosità dei miei peli, dimenticandomi che se non avessi i peli non andrei dall’estetista. Ma la mia mente è malata. Entro nella cabina e parloparloparlo: “stavolta ho superato me stessa, ma sai gli ormoni dopo la gravidanza e… poi i bambini, gli impegni, sono sempre di corsa e poi andiamo verso l’inverno, mi piace stare al calduccio”. Lei sorride per farmi piacere ma nella mente pensa a come aggiornerà il suo blog pelineri.wordpress.com con l’articolo “cera una volta, una mamma orsa a Torino”. Anche quella mutanda di carta che ti lasciano sul lettino mi manda in crisi: devo indossarla tipo tanga? quindi con la parte più sottile nelle retrovie. Oppure con la striscetta piccola davanti per consentire una perfetta sgambatura e i peli nel culo a batuffoli? E soprattutto perché se chiedo “togli tutto” mi pare che mi guardi come fossi una pornostar e se dico “lascia pure” mi sembra che mi guardi come una pornostar anni settanta?
La parrucchiera. Idem come sopra, una tortura fatta passare per “tempo per sé”. Il problema è l’eccesso di esposizione alla mia immagine riflessa, in più lei mi confonde: mi fa scavallare le gambe, mi fa fare due giri su me stessa, mi guarda la ricrescita spulciandomi come un babbuino con il suo figlioletto e intanto prende appunti per il suo blog 50sfumaturedigrigiointesta@wordpress.com. Naturalmente la giustificazione scatta anche lì “eh hai visto che roba? son sfibrati… ma è perché ho preso gli antibiotici, poi ho allattato per anni e anni e non mi sono potuta tingere, sì lo so che ci sono tinte naturali, ma non mi fido, un po’ di ammoniaca ce la ficcano sempre”. Lei intanto fa i suoi magheggi di shatush, mi propone un castagna caldo con punte rosso menopausa e io faccio solo sì con la testa. Se è una giornata buona esci con la testa a posto, così a posto però che i tuoi vestiti stonano, sembri Maria Antonietta fino al collo e una zingara dal collo in giù. E allora torni a casa e ti lavi i capelli, che un guardaroba nuovo non te lo puoi permettere.
Immagine
un’immagine dal blog della mia estetista: cera una volta.
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122 thoughts on “3 donne il cui giudizio mi innervosisce più di quello materno.

  1. Non per farmi promozione , capisco che c’e’ grossa crisi e quindi lancio la promozione a tutte le followers della tiasmo i baffi ve li faccio aggratis. Che con si diventa tristi in effetti e poi ci si incattivisce. Contattate sul blog! Pelineri.wordpress.com

  2. ingenuetà says:

    Avendo la fortuna (o sfortuna, dipende dai punti di vista) di dover ricorrere poco alle cure di parrucchieri ed epilatrici, ho ottimizzato la questione usufruendo quasi in esclusiva dei vari sconti, buoni ecc sui siti di coupon.
    Il mio emisfero pragmatico ha così unito due vantaggi:
    – Risparmio economico
    – Possibilità di non farsi più rivedere nello stesso posto senza sensi di colpa.
    PS = Bisognerebbe aprire una parentesi sulle diverse posizioni che ciascuna estetista fa assumere per la ceretta “zone intime”… quelle sì che sono situazioni imbarazzanti (penso di aver assunto pose mai viste da nessuno dei miei morosi)

  3. Giuliana says:

    ahahahah ma sai che ho anche io la stessa ansia da prestazione (non tanto per la donna delle pulizie che non ho) ma con l’estetista e la parrucchiera (le rare volte che ci vado) mi sembra sempre di dover passare un esame all’università 🙂

  4. selvatica says:

    e se dopo l’ansia da prestazione da estetista ( io gli dico di solito, eh si lo so sono pali della luce, la menopausa… gli ormoni…. ti rendi conto che ti sei depilata totalmente … per niente?

    • cavallogolooso says:

      ah. questa sembra la versione femminile di Elio e le Storie Tese … “sto vent’anni in bagno e penso che…” (vi lascio con la voglia di cercare…)

  5. Ansioso? says:

    Cara Ingenuità… ma perchè non provi quelle posizioni con il tuo (o i tuoi?) morosi? Lascia l’ansia dall’estetista e prova a cogliere l’ansia del tuo moroso…

  6. io non oso mai dire all’estetista di levare un po’ più di peli che se poi mi capita di finire a “dormire” a casa di qualcuno almeno non faccio brutte figure.
    PS. ti adoro

  7. Ah cavolo, dimenticavo di raccontare questa mia esperienza demenziale !
    Anni boh 18, forse meno. Mia mamma mi porta dalla sua estetista e mi dice a sorpresa…fatti fare la ceretta all’inguine cara, dai. Io non volevo. Vergogna nerissima.
    Morale l’estetista mi porta nella stanzetta, io a dire “no ma veramente no non vorrei ecco no”, lei mi dice “siediti sul lettino” io protesto e dico “no ecco no non vorrei”, mi siedo recalcitrante sul lettino e lei “siediti tesoro fammi fare” e io “no ma ecco no io no” e per divincolarmi non so cosa combino ma….il lettino si CHIUDE, piegandosi a metà, e io cado per terra col lettino chiuso su di me tipo cozza (pelosa).
    Un trauma per anni.
    Merda, avevo rimosso !

  8. Mi ci ritrovo al 100%…e ho riso di cuore…
    I miei figli mi hanno chiesto di non fare più venire la nostra Annamaria,un tornado che dove passa lascia il segno,perchè, dicono, mi crea trioppa ansia…Inizio la sera prima chiedendo lorom di mettere tutto in ordine perchè “arriva l’annamaria…:-)”

  9. francesca says:

    ahahah, buffa sei!
    Ma c’hai ragione.
    Io ho anche un’altra donna-spauracchio: la commessa molto stilosa del negozio assai chic in cui non so perchè sono entrata:
    -“eh si, no, ma oggi son vestita così perchè andavo di fretta/la bimba mi ha tirato addosso del fango/mi son vestita al buio era molto presto/ è tanto che non rinnovo il guardaroba perchè sono stata in africa in missione umanitaria/ perchè poi io tanto mi vesto sempre di nero/..è che non ho TEMPO per fare shopping/poi tanto vado sui cantieri, non posso mica vestirmi tanto bene….”
    Risposta a una qualsiasi delle precedenti frasi:
    -“Già, già…SI VEDE”

    • ahahahah è vero. io temo di più il tipo del negozio di scarpe stiloso. Tu metti il paio nuovo e poi, vergognandoti delle vecchie adidas bianche-un-giorno, finisci per dire: quelle bruciale, buttale via, non le voglio più vedere!

  10. fraug says:

    no, non ora, non qui. la mia petnoira ha l’influenza intestinale. ho più bisogno di lei ora che di un seno sodo all’atto del piegamento del busto nudo. che giornata schifosa…

  11. La mia “Santa Mihaela” un giorno è arrivata da me furiosa: le avevano chiesto di pulire ogni due settimane una casa, che veniva usata solo d’estate. Non c’era nessuno a metterla in disordine, solo un po’ di polvere, al massimo. Le sembrava un lavoro assolutamente inutile e, alla fine, dopo tre o quattro volte che andava, si è licenziata. “Ma io voglio venire qui, dove il mio lavoro SERVE, io arrivo e quando vado via vedo la differenza! Vuoi mettere la soddisfazione?” Mia madre dice che Mihaela pulisce male, ma io non la lascerò mai. Piuttosto lascerei volentieri mia madre…

  12. Silvia says:

    una volta ho chiesto alla donna delle pulizie di saltare il turno settimanale e venire la settimana dopo perchè mi vergognavo troppo di come stava messa casa.. morale: la settimana dopo era ancora peggio!
    e lo stesso procastinare a volte lo applico anche ad estetista e parrucchiera, con gli stessi risultati.. ti sono vicina!

  13. Ho deciso, appena finito a leggere questo post : sei fantastica, voglio essere una tua lettrice !! Sono anni che non prendo la donna delle pulizie per gli stessi motivi che mi descrivi!
    Sei brava a scrivere! A presto!
    Aniko

  14. Mariarosa says:

    Anch’io sono ferma agli anni ’80. E penso che la tabula rasa sia stata inventata per compiacere qualche tendenza un po’ pedofila. Diamine, eravamo così solo da impuberi.
    Comunque l’illustrazione è strepitosa.

  15. Solare says:

    Vabe’ ma allora scusate Lei, la donna spauracchio per eccellenza, quella che dopo tutte le altre sono niente: la SUOCERA dove la mettiamo?
    In lei si trovano concentrate tutte le colf, estetiste , parrucchiere e commesse snob del mondo.
    Ho visto la mia amica super genio, donna con una carriera avviata che dirige senza pieta’ un ufficio di 10 persone cadere in preda all’ansia e regredire all’eta’ delle elementari quando la visita della suocera era in vista.
    Organizzava una task force che neanche Obama quando viene in visita in europa, colf, babysitter raddoppiate e amiche pronte ad ogni evenienza, comunicazioni ridotte a zero, frigo ripulito da ogni cibo peccaminoso e anche solo goloso, casa tirata a lucido, bambini improvvisamente impegnati in attivita’ extrascolari che sembravano i figli della jolie e poi pero’immancabilmente un particolare sfuggiva, e allora via telefonate fiume sulle critiche distruttive della suddetta suocera-mostro.
    Lei che aveva superato brillantemente concorsi impossibili e vinto ogni avversita’ professionale all’ improvviso temeva la suocera casalinga piu’ di ogni altro dirigente uomo stronzissimo che aveva intorno per lavoro.
    Il commento della suocera sul suo modo discutibile di mettere i piatti in lavastoviglie la lasciava a macerarsi per ore sulle sue capacita’ di essere donna…poi pero’ ha scoperto che la suocera beveva e allora tutto si e’ ridimensionato!

  16. Ogni settimana lotto contro me stessa per non mettere in ordine il giorno prima che venga la donna delle pulizie, riuscendoci faticosamente. Il mio momento di gloria è stato quando mi ha chiesto di prendere per lei lo stesso detersivo che uso io (e infatti vado in giro a raccontarlo a tutti da allora)

  17. Mario says:

    Sono un uomo, capitato qui perchè uno dei miei contatti su facebook ha condiviso entusiasticamente questo articolo. Nulla da dire sull’ironia, per carità. Ma pensare sul serio queste cose non fa altro che aumentare il nervosismo che manifestate (e manifestiamo anche noi, sia chiaro) durante il giorno. Non sarebbe più semplice accettare di aver “bisogno” di donna delle pulizie-estetista-qualsiasi cosa? Aver bisogno non è peccato, non è sbagliato, non è umiliante e non è vergognoso. Credeteci davvero, starete meglio voi e staremo meglio pure noi 🙂

  18. ironmark99 says:

    Vista la mia età anagrafica direi che la “evoluzione” lo vissuta (quasi) tutta…
    Temo che il prossimo look sarà come quello del 1990, però con i peli tatuati! 😉 E sinceramente, in fondo, mi auguro di non doverla vivere 🙂

  19. daniandcolf says:

    Ti scopro oggi per puro caso e ho le lacrime agli occhi dal ridere. Sei un mito e non capisco come un uomo possa lasciare una donna con così tanto senso dell’umorismo! Non capiscono proprio una fava. Baci e respect, ti seguirò…ovunque!

  20. Aggiungo l’insegnante donna dei miei figli quando hanno la materia insufficiente. Mi approccio con l’ansia, il capo chino, mi preparo le risposte alle possibili domande da casa, esco con le ascelle pezzate, la consapevolezza che tanto lo bocceranno comunque e che non dall’insegnante non ci andrò mai più! 🙂

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