10 ragioni per non vivere con me.

1. Sono la regina del procrastinare per quanto riguarda burocrazia e spese per la casa. Fosse per me Marta e Lorenzo non avrebbero ancora un nome registrato, andrebbero in giro come “il nano capoccione” e “la pelata con la faccia di mamma”. Le parole anagrafe, inps, imu, ise… sono per le mie orecchie una goccia di limone su un’ostrica, sortiscono l’effetto accartocciamento doloroso. Per quanto riguarda la spesa faccio un semplice esempio. E’ finita la carta igienica. Prima di comprare un altro pacco costringo la mia famiglia a pulirsi il sedere con: le salviette struccanti, i fazzolettini di carta, il rotolone regina dividendo i due fogli (altrimenti è difficile mandarlo giù nello scarico), i tovaglioli a tema natalizio dell’anno scorso, i tovaglioli rossi della festa di compleanno di tre mesi fa (così la prossima volta che faccio fare pipì a Lorenzo scopro robe rosse nelle mutande e mi faccio cogliere dalla paranoia più nera che sia sangue). In ultimo, quando l’alternativa è la carta di giornale o le foglie del fico in balcone, rubo un rotolo in ufficio.

2. Mi taglio le unghie in giro per casa, semino cadaverini di cheratina ovunque e poi incolpo i gatti.

3. Spesso e volentieri prima di iniziare un pasto dico: “stasera non ho fame”, non mi servo quasi nulla. In compenso inizio un avanti e indietro dalle pentole, su e giù dai fornelli, mangiando una cena pantagruelica a cucchiaiate. Al ristorante faccio la stessa cosa, un su e giù irritante dal piatto del mio accompagnatore. 

4. Davo ordini indiretti al padre dei miei figli parlando con i figli stessi. Esempio “oh amore hai fatto la cacca? Ora papà ti prende e ti cambia il pannolino”.

5. Mi sento in dovere di dire il prezzo delle cose che mi compro, solitamente togliendo il 20% del costo reale. In questo sono figlia di mia madre. Es di conversazione:

Lui: è nuova quella camicia?

io: Eh sì, l’ho pagata dieci Euro al mercato.

E dire che mi guadagno da vivere da quando avevo vent’anni. 

 

6. La tirchieria non so cosa sia, ma ugualmente servendo in tavola un pezzo di carne devo proclamarne indignata il prezzo. Es di conversazione:

 Lui: Che meraviglia hai fatto l’arrosto.

Io: 18 euro, ti rendi conto?

Lui si avvilisce e si serve la porzione di arrosto e senso di colpa.

 

7. Rubo le calze maschili.

8. Rubo le maglie, le felpe fighe e le uso come pigiami. Solo che di notte il gatto mi si accoccola vicino, mi “fa la pasta addosso” e il giorno dopo la felpa è a frange. 

9. Litigo malissimo, con una voce monocorde, ripeto ogni tre parole il nome del mio interlocutore, un nome proprio che diventa un’arma impropria. Faccio lunghi silenzi e quando la conversazione sembra agli sgoccioli riprendo con un “comunque” seguito da qualche giudizio universale o anatema. 

10. Sostengo la filosofia del “non è grave, tutto si sistema”. Leggi: tutto lo sistemi tu. A mia discolpa posso dire che il tutto riguarda cose pratiche (cambio lampadine, multe, questioni legali). Sul resto, tutto il resto, sono fatta di materiale ignifugo e infrangibile. Sono solida come una mamma.

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54 thoughts on “10 ragioni per non vivere con me.

  1. Chiara says:

    “Sono solida come una mamma.” Lo
    confesso, ti amo. Comunque anche io odio tutte le cose inerenti a multe, scadenze, inps e cose simili. Se facessero i conti per me e levassero tutto dalla busta paga sarei più felice (pena poi andare sotto zero).

  2. Se ti guardassi con la stessa ironia tagliente e sarcastica con cui guardi il resto del mondo rideresti di te 🙂 Ma ti giudichi troppo seriosamente. Due figli senza nome, che si puliscono il culo con le foglie di fico, proclamando il prezzo dell’arrosto davanti a una mamma che ha le calze del papà e che si taglia le unghie in presenza del gatto attonito….sono qualcosa di meraviglioso 🙂 Infine: 10 ragioni per non vivere con te contro 5 ragioni per non vivere con un uomo….. Vuoi far finta di perdere a tavolino? Naaaaaaaaaaaa…non ci crede nessuno 😉

  3. Solare says:

    La convivenza, ovvero come distruggere un ideale d’amore in quattro mosse!…Sta a vedere che gli arabi con la cultura del gineceo ci hanno visto giusto! Noi ci siamo certamente liberate dall’ immagine della madonna perfetta e a quanto pare gli uomini fanno pure fatica ad accettarlo visto che i piu’ disperati ogni tanto si lasciano un po’ troppo andare e arrivano a gesti estremi mentre gli altri, i piu’ sani semplicemente se ne vanno.
    La strada per trovare la ricetta della relazione ” perfetta” o almeno duratura, forse e’ ancora un po’ in salita ma potrebbe anche essere vero che invece di due cuori e una capanna ci vorrebbe un grande amore e due appartamenti!

  4. DANIELE says:

    Ok, credo sia giunto il momento di analizzare nei dettagli se tra noi due può funzionare.

    1) Vivo da solo da qualche anno e ho imparato a memoria tutte le scadenze e i numeri di telefono degli uffici. La multa per il ritardo di una bolletta è uno dei miei incubi peggiori (e di migliaglia di studenti fuori sede), quindi sono super organizzato. E, ti dirò, ora mi piace anche occuparmi di queste cose: la fila alla posta con l’ottuagenaria romagnola che bestemmia sottovoce per poi arrivare dalla cassiera e fare la leccaculo è uno spettacolo che non mi stanco mai di vedere.
    Anche nella spesa sono organizzato, ti prometto che ogni sera, al posto delle rose rosse tornerò a casa con un bel pacco famiglia di carta igienica.

    2) Finchè il gatto sopravviverà ti permetterò di incolpare lui, dopodichè o lo sostituisci o il tira graffi del povero deceduto diventerà tuo di diritto, così il problema è risolto.

    3) Anche io adoro rubare il cibo dal piatto degli altri. Nelle nostre cenette romantiche (il ristorante lo scelgo, prenoto e pago io! =) ) potremmo ordinare ognuno il piatto che vuole l’altro, così, giusto per il gusto di incrociare le forchette.

    4) Questo punto mi sembra un po’ prematuro, ne parleremo.

    5) Finchè al mercato ci vai da sola e non mi obblighi a maratone sotto il sole con 10 buste per mano, puoi comprare anche il cinese della bancarella con tutto lo stipendio e farlo dormire nel nostro letto matrimoniale.

    6) Io compro al G.A.S. e se continueremo a farlo, mentre serviamo la cena potremmo lodarci di quanto siamo bravi, etici e solidali. Arrosto con contorno di autostima.

    7) Ecco questo è un problema, ma per te. Uso solo calze tristi di spugna dai colori che farebbero venire la depressione anche dopo aver vinto al superenalotto. Se vuoi puoi comprarmele tu al mercato. Da sola.

    8) Mi vesto molto alla cazzo, una felpa a frange potrebbe migliorare il mio look.

    9) Ho una capacità affinata negli anni di far credere che sto ascoltando, che ho capito e che sono anche dispiaciuto, ma nel frattempo nella mia testa suonano canzoni celtiche, che neanche mi piacciono (mi autoinfliggo la punizione).

    10) Solo per la frase “sono solida come una mamma” ti potrei amare.

    Ah, e a proposito del post di ieri, l’unica camicia che ho è una coreana di lino che non si stira! 😉
    Ah, e quella della laurea, che credo marcirà nell’armadio fino al prossimo matrimonio, ma non ti preoccupare, quella volta la porterò in lavanderia.

    Che ne dici, affare fatto?

    • te lo dissi una volta: ero tua al sei una bella donna. E non scherzavo. Sulle canzoni celtiche fanno a paio con la mia colonna sonora mentale “Spunta la luna dal monte” dei tazenda…

      • DANIELE says:

        Visto che abbiamo anche il benestare di alcuni lettori, direi che è fatta.

        Io preparo le valigie, tu il letto per me e il cinese del mercato.

        P.s.: “Spunta la luna dal monte” era in una cassetta dell’autoradio di mia zia, e ad ogni viaggio io e mio fratello la volevamo ascoltare dalla partenza all’arrivo (santa donna). La so a memoria, ma la parte in sardo è un po’ rivisitata, versione bambini e cassetta rovinata.
        Sono ancora convinto che in qualche punto dica “il peso, sapete peso, assiste la dimagrente”.

  5. Sembra l’identikit di mia moglie (a parte che lei ha la pulizia compulsiva). Lei fa anche spese di vestiario che poi nasconde. Es: compra tre maglie nuove? Ne indossa una oggi, poi la seconda fra un mese, la terza due settimane dopo. La quarta, secondo me, se la cambia in macchina andando al lavoro

      • gianbumbi says:

        Colpita e affondata.
        Anche io mi taglio le unghie ovunque, a parte che nei luoghi deputati.
        Anche io tendo ad impartire ordini in modo indiretto.
        Anche io ho un modo di litigare che dà fastidio anche a me: mi metto su un piedistallo e impartisco una lezione.
        Anche io riduco ampiamente il prezzo di tutto ciò che compro e talvolta, preferisco nascondere del tutto i miei acquisti, se non fosse che mio marito è uno attentissimo e nota tutto (- “questo vestito è nuovo?” – “no, cioè, sì… me l’ha regalato mia mamma”. Oppure – “ma queste scarpe? non le ho mai viste” – “eh, già…me la ha date la mia collega, non le andavano di taglia”…) che vergogna…
        Ma il punto fondamentale è che non credo di voler cambiare.
        Però sopporto un “master and telecommander” da paura (da “Affari di famiglia” a Mistero”, da “Voyager” a “Jeordie shore”, tutto, rigorosamente, nella stessa sera, nelle stesse due ore di zapping forsennato).
        Questo per dire che, a mio avviso, i tuoi presunti “difetti” non bastano a “giustificare” una separazione.

  6. Io sono capace di vomitare le peggio cose dopo averle trattenute e fatte immarcescire per benino, e so ferire.
    Questo sarebbe già un motivo sufficiente per non stare con me.
    In più soffro di pulizia compulsiva (come la chiama giustamente El_Gae) e anche di shopping nascosto (maledetto Zalando).
    E anche il punto 4 è uno dei miei piatti forti.

    P.S. Sei meravigliosa.

  7. Io ho eletto il comodino a cimitero degli elefanti per le unghie tagliate. Quanto allo stasera non ho fame, stessa cosa: proclamo di non avere fame, ma se qualcuno cucina faro’ sto gran sacrificio di abbuffarmi di cibo altrui.

  8. da quando ho scoperto il tuo blog ci passo spesso e ogni volta rido! Sei proprio brava! Adoro la storia delle patatine fritte nella testa del tuo figliuolo 😀

  9. da quando ho scoperto il tuo blog ci passo spesso e ogni volta rido! Sei proprio brava! Adoro la storia delle patatine fritte nella testa del tuo figliuolo 😀

  10. francesca says:

    Io non pulisco mai nulla. Proprio NULLA. Mia figlia sta imparando a parlare conversando con i batuffoli di polvere sotto il letto (che hanno più pazienza di me e evidentemente parlano francese, visto che stamani mi ha detto -Bonjuu- e io sono SICURA di non averglielo mai insegnato).
    Grazie madame La poussière, è bello vivere con te!

  11. melaverde says:

    1. infogno le borse da viaggio quando si torna da qualche spostamento nello scomparto dell’armadio in basso separate (non una dentro l’altra) così occupano più spazio e formano un malloppo inverosimile. il tutto dopo averle lasciate una settimana a prendere aria in balcone sotto pioggia grandine vento
    2. non metto a posto il divano devastato dai nani. questo è stato motivo di grandi contestazioni. che per uno che ha avuto certi input famigliari su ordine e pulizia è stato un trauma duro da elaborare
    3. sono in genere approssimativa sulle cose che ritengo marginali (!), che qualche volta è una cosa che fa saltare i nervi persino a me medesima
    4. non mollo mai. e questa è davvero una condanna
    5. mi stanno sulle palle gli uomini che dicono che vogliono donne con le idee chiare ma poi piagnucolano perché non le sanno reggere (e questo anche per rispondere alla domanda di ieri). rassegnazione un cavolo, sono incazzata nera.
    6. non butto mai via niente. e questa è un’altra tragedia.

  12. giacomo says:

    io ho sempre temuto, un pò come fossero uno strano guardiano di un motel misterioso, le persone ordinate.
    Sotto sotto mi fanno un pò paura, li invidio e li temo; hanno tutto sotto controllo e ti guardano come San Francesco guardava i lebbrosi, e io vorrei scappare via, piangendo e saltellando tra l’erba, come una bambina della “casa nella prateria”.
    Vabbè, però con voi mi sento in buona compagnia, avete dei difetti meravigliosi, potrei esservi amico in tre decimi di secondo, che poi son amico pure degli ordinati, fino ad un certo punto, però.
    Sul litigare, mamma mia, penso che manco una equipe di psichiatri riusciranno ad estirparmi via la veemenza e la rabbia stile “Mike Tyson-anni ruggenti”.
    Sempre bello leggerVi.
    Buona Giornata..

    • Raffa says:

      Giacomo, purtroppo non tutti i nostri difetti sono meravigliosi.
      Non a detta dei nostri compagni, attuali, passato e – presumo – anche futuri. Sigh.

  13. Non mi sembrano cose così insopportabili…
    In fondo chi è che ama le questioni burocratiche?
    …a parte Daniele ovviamente!…Lo vedi cosa fa fare l’amore accecato di cui parlavo nel post precedente? 😉
    Il resto pure è tranquillamente arginabile dai pregi che di sicuro hai!

  14. Sapere che qualcun altro lascia “cadaveri di cheratina” in giro mi ha commosso 🙂 Ma, mi chiedo io, come si fa a non sparpagliarle quando le tagli? Saltellano peggio delle pulci!
    Per ricambiare tanta sincerità ti confesso che sono arrivata a fare il bidet dopo la pipì solo per non cambiare il rotolo di carta igienica ^^’ Per fortuna in casa mia ci pensa lui!

  15. giacomo says:

    amici, il roomba raccoglie le unghie, se faranno quello che abbassa la tazza e prepara il baccalà non ho scampo, mi rottameranno per un disco rotondo che, peraltro, non emette nauseabondi gas, non dice parolacce e si può spegnere ogni volta che si vuole.
    Io sono un ex “chenonbuttavianiente”, ho 40 anni ma nei cassetti potevo trovare le tshirt NBA del liceo, i pantaloncini di 32 taglie fa, insomma un bazaar del vintage.
    Ogni anno regalo o butto questi cimeli, piano piano mi libererò di tutto, non delle lego, quelle no, MAI!
    però, i garage e le cantine sono fatti per quello, per le cose che non usiamo più! Gli americani, furbi loro, ci mettono divano e maxischermo o i resti della nonna, insomma in cantina si divertono, noi NO, nelle nostre cantine, azzannati dai ratti, cerchiamo il portagioie del 1948, della zia, era carino, si sa mai che su ebay ci facciamo un 200 euro.

    🙂

  16. sui calzini sono messa ancora peggio: non solo uso quelli anche maschili ma perdipiu’ spaiandoli deliberatamente perche nn ho voglia di fare i bozzoletti o di cercarli al mattino giusti…rendendoli cosi spaiati pure a lui

  17. Hahah anche io faccio così con la carta igenica, che tragedia!
    E sono solita non cenare per poi ritrovarmi alle tre del mattino a letto…con un pacco di biscotti!
    Hai tutta la mia solidarietà!

  18. cavallogolooso says:

    Quello che mi viene da chieder(mi) è : chissà da dove viene fuori questo elenco. E’ una riflessione sul proprio dolore, sono cose che sono state notate da qualcuno … e poi… è un elenco che dice “queste cose per qualcuno sono difetti, ma per me non sono ‘sto gran problema infatti non intendo cambiarli … sono liberaaaaaaaaaaaa!”, forse?

    🙂
    E se fosse: perché no? Un modo come un altro.

    Comunque un’autocritica che ha un bel peso.

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