guida semiseria per fare un complimento a una donna

La complessità del complimento dovrebbe essere direttamente proporzionale alla bellezza della destinataria dello stesso. La donna oggettivamente figa è abituata a sentirsi dire che lo è. Il mio consiglio è di sbizzarrirsi con le somiglianze a opere d’arte sconosciute ai più: “Il tuo sguardo l’ho visto in un quadro di Jan Vermeer” ha più chance di “Che bel sorriso”. Non esagerare però la donna bella è bella ma non scema.

 

Stessa cosa vale per le donne dalla bellezza dubbia. A loro (e mi ci metto anch’io) vanno dette cose semplici: “Sei bella” funziona sempre. Ci crederà anche se è un cesso, mai sottovalutare la forza dell’autoconvincimento, lei ci vuole credere. In più, nessuno pensa nel proprio profondo di essere brutto e in un certo senso è vero, il segreto è trovare il proprio pubblico, per quanto di nicchia sia.  Purtroppo succede anche che il pubblico non corrisponda ai desideri della donna diversamente bella, allora io a quella donna diversamente bella dico: “Però non ti ci mettere anche tu… sei un rabatto e fai pure la schizzinosa?”.

 

I complimenti a sfondo sessuale vanno calibrati bene sul senso dell’umorismo della ricevente. Es potete anche dire: “Se riuscissi a venire a letto con te poi me lo taglierei e lo farei mangiare dal gatto, non riuscirei ad avere niente di meglio”. Lei, se è come me, riderà, riderà molto, vi darà una pacca sulla spalla, vi eleggerà a suo miglior compagno di bevute e si farà il vostro migliore amico.

 

Mai paragonare la destinataria del complimento alla mamma. Questa è una regola chiara e inequivocabile. La mamma non va citata per nessuna ragione. Mai. Ho detto mai. Quale della parte di mai non avete capito?

 

Ignorare il difetto. Chi più chi meno siamo tutti modelli difettosi, ma preferiremmo ignorarlo. Io, per esempio, ho un grande nasone. Per me non è mai stato un problema, credo nel profondo che senza non sarei io e che può essere storto quanto vuole ma se la schiena è dritta non se ne accorge nessuno. Comunque il mio becco divide le masse, è uno spartiacque: a sinistra quelli che lo accettano e lo amano, a destra quelli che mi suggeriscono il chirurgo plastico. Il mio target è quello di sinistra, a patto che non se ne parli mai. Non valgono nemmeno i complimenti mascherati: “hai un profilo coraggioso” o ancora peggio “hai un naso interessante”. Qualora l’argomento lo introducessi io, avviso che è un tranello, la risposta giusta è “Naso? Quale naso?”. Avete presente “Gobba, quale gobba?” di Igor in Frankenstein Junior? Ecco.

 

 

Il gioco “animali, cose, persone” va utilizzato con parsimonia. Suggerisco grande attenzione nella scelta dei paragoni: “Sei bella come è bello il prato tenero dietro l’arcobaleno nel tacito meriggio d’acqua e sole” è ok. È di Juan Ramon Jimenez e funziona. Va bene anche una versione paracula tipo: “Sei bella, assomigli alla felicità”. Al limite “sei più dolce di un tiramisù”. Estremizzando: “Sei bella, potresti essere la sorella di Belen”. Ma è inaccettabile: “Sei bella, di una bellezza buffa, sembri Gonzo dei Muppet” (vita vissuta, vero Claudia?).

 

A una donna insicura non fate mai complimenti troppo specifici e vagamente astrusi. Es. “Hai delle ginocchia molto sexy”. Nella sua mente scorreranno le immagini di tutte le parti del corpo improponibili che avete scartato prima di arrivare alle ginocchia. Vale anche “Stai proprio bene con i pantaloni” lei lo leggerà come “Hai i polpacci di Maradona, la gonna non te la puoi permettere”.

 

A una donna insicura non fate mai complimenti troppo circostanziati nel tempo. Es: “Stai benissimo, oggi”. Le sue orecchie sono fatte per selezionare “oggi” e cancellare lo “stai benissimo”, la sua mente è fatta per ripetersi “Ha detto oggi, vuol dire che ieri stavo male, vedi sono una sciattona, dovevo mettermi quel vestito che mi tira su le tette, dovevo mettere la pancera…” e così via sfumando.  

 

Evitate i paragoni con le ex. Vale la questione mamma. La ex non va menzionata, nemmeno se il paragone gioca a favore della ricevente. Es. “Che bello, finalmente una donna intelligente, non come la mia ex”. Non si fa e sapete perché non si fa? Perché con la decerebrata ci tornerete, lasciando noi donne intelligenti a trastullarci con la fisica quantistica.

 

Nel dubbio pronunciate queste parole: tu credi/veramente/di/non essere bella/ed io/ad un certo punto/ci ho creduto che ci credi/e dunque ho saputo/che tendi/alla pazzia/o forse/hai/una percezione/strampalata/del vero/o ancora/hai uno specchio cattivo/nella tua cameretta di bambina/che ti fa gli scherzi/uno specchio/magico cattivo/tipo gli specchi/delle fiabe/io/quello specchio/lo infrango adesso/e tu/sappi/adesso/che/sei/senz’ombra di qualsiasi assurdo dubbio/bella. E’ di Guido Catalano. Un uomo di una bellezza buffa, tipo Gonzo dei Muppet, ma che secondo me scopa seriamente.

Immagine

Gobba? Quale gobba?

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78 thoughts on “guida semiseria per fare un complimento a una donna

  1. Standing ovation da una che piace senza essersi mai piaciuta fino in fondo.
    Apprezzo quindi tuttora il passaggio vicino a un cantiere zeppo di muratori testosteronici, per tirarmi su di corda quando mi sento un cesso (quelli valgono, come complimenti?)

  2. Chiunque mi abbia fatto un complimento aggiungendo “oggi” non ha più usato quella parola neanche per sbaglio… tanto gli ho martellato il cervello per far capire che potrebbe essere inteso come insulto che ormai è considerata una parolaccia

  3. Enry sai che sono un cazzone ma vado controcorrente oggi. Ho i miei perchè.
    Un complimento, quello vero, è un’opera d’arte. Mai lo stesso, sempre unico, espresso con l’animo e non con la bocca. Il riassunto di uno stato d’animo … di due persone.
    Meglio farne pochi, ma veri, con le cornici barocche e dorate. perchè le opere migliori occuperanno sempre, da sole, le stanze più prestigiose del museo.

    Detto questo … Super Duuuuuper! (quello è il mio film preferito, tanto per confermare che non sono un falso cazzone). Non si sa mai ti abituo male.

  4. Simone says:

    Prima di citare Vermeer assicuriamoci però che la destinataria lo conosca, altrimenti il risultato sarà misero ugualmente!!

  5. Due cose ho imparato sulle donne:
    1)Concordo: “sei bella” funziona sempre. Anche se annunci prima che lo dirai per gioco (si faccio anche di ‘ste stronzate).
    2) Mai dire “sei dimagrita” perché lei pensa “Allora prima ero grassa?!?!?”. Conviene dire “Sei ulteriormente dimagrita”
    Alex

  6. Mi fai morire! Mi hai ricordato un pezzo di Luttazzi che elencava gli approcci da evitare con le donne.
    Il generico. Fra tutte le donne con cui sono uscito, tu potresti essere una di queste.
    L’esplicito. Siamo vicini ad un aeroporto o è il mio uccello quello che stai facendo decollare?
    Il drammatico. Lo sai che le sopracciglia di Niky Lauda non ricresceranno mai più?

  7. Io ho imparato che qualunque cosa si dica si finisce sempre in un campo minato.

    Vabé che io sono il tipo che casca sempre in tranelli simili

    “Hey, hai fatto qualcosa ai capelli? Stai bene”
    “Ho fatto lo shampoo…”

  8. Bacche Rosse says:

    Il bello è che, senza essere un granché, io voglio i complimenti complessi riservati alle bellissime. Quelli che ti paragonano a opere d’arte, per capirci. E invece, i pochi che ricevo, a parte che arrivano da signori ultrasessantenni, sono cose del tipo “Buona. Sei buona.” Ragassi che sconfortoooooooo!!!

  9. Enri says:

    Mai come sentirsi dire che hai un viso mistico?? no vi prego io ho guardato il mio viso allo specchio per almeno 20′ per cercare il mistico che è in me !!!!
    Meglio lasciar perdere certi complimenti..

  10. Morgana says:

    A me più che il complimento mi interessa il parere sincero… Tanto come son fatta lo so da sola, mi incuriosisce molto di più sapere cosa le menti maschili (e femminili) vedono in me, a volte alcune “letture” mi hanno lasciato veramente affascinata! Il complimento fatto “per conquistare” mi dà quasi fastidio…

  11. Ahahahsh fantastico! Io da bimba avevo le sopracciglia leggermente ( e dico leggermente!!!) attaccate… Attaccate del tipo che sembrava un sopracciglio unico… Il tempo di farmelo notare e subito sono diventata cliente fissa dell’estetista! Ma ancora me lo ricordano……. Post bellissimo!

  12. Je says:

    A proposito di complimenti…tempo fa ho avuto l’occasione di incontrare un ragazzo al quale avevo fatto da animatrice durante l’estate una decina di anni fa. Passati i primi convenevoli, riesce a dirmi “Sei più bella adesso di quando eri giovane”. Ecco, io a uno così gli metto le mani in faccia 🙂

  13. melaverde says:

    Per me che uomo non sono tu sei bella davvero. però la questione della nicchia è vera: ma è un punto a favore che nella nicchia alla fine ci sono i pezzi più particolari. Meno pitonesse per tutti come diceva un commentatore l altro giorno!

  14. io sto ancora cercando di capire come il caso abbia potuto consentire ke ben due uomini mi abbiano detto, motivandolo come complimento, “tu hai un tuo pubblico” .
    non è propriamente esser di nicchia…è più come piccoli fan il revival….c era della sorpresa in loro come sulla faccia di Sandra milo.

  15. DANIELE says:

    Eppure ci casco sempre.

    La prima volta che si incontrano i genitori di lei scappa il complimento paraculo alla mamma, tipo “Ora capisco da chi ha preso sua figlia” oppure “Complimenti, più che la madre sembra la sorella”.
    E commettiamo tre sbagli: la madre penserà “ecco un’altro banalotto che se ne esce con la frase fatta” e la figlia si arrabbierà per due motivi: il paragone con la mamma e con una sessantenne.

    Nonostante sono a conoscenza del grande errore, l’incontro con la suocera ha degli effetti devastanti, dal sudore freddo, ai brividi sulla schiena e alla totale scomparsa dei freni inibitori e della dignità.
    Credo di non aver mai detto tante cazzate tutte insieme come in quelle occasioni.

    Con tua madre punterò sul complimentarmi per la creatività e il famoso centro tavola sarà il protagonista assoluto delle nostre prime conversazioni.

    Enrica, non smetterò mai di dirti che sei una bella donna.

    (Bonci, bonci, bon bon bon)

    Buon fine settimana! 🙂

    • daniele, io non ti sarò mai grata abbastanza per “il peso, sapete peso, assiste la dimagrente”. ho riso, riso, con le lacrime. Insomma dammi pure della nasona, a te è concesso tutto. Tua Gonzo

  16. Posto che sicuramente la forma esterna (stavo per scrivere “la bellezza fisica”, o anche “le tette”) ha il suo importante ruolo, e che una che spacca il culo ai passeri lascia il segno (Lapalisse mi fa una sega), vedo che fa molto piacere alle donne anche quando si fa notare loro quanto son belle dentro (alcune; a volte; con il vento a favore…). Se poi trovi una che spacca il culo ai passeri ED e’ anche bella dentro, male non fa.
    Ma trovo che il dentro sia -entro certi limiti- piu’ importante del fuori.

    A patto che il fuori sia almeno una terza abbondante, intendo…

    • L’involucro è importante. Ma sono un romantico, in fondo: non riuscirei a vivere e fare sesso con una che non mi piace dentro. Non parlo di una botta e via, chiaramente :-).
      Sul culetto dei passeri, boh? Corrisponde a ‘quando passi tu, fermi gli orologi alla Grand Central Station’, o a ‘m’hai fatto secca la scorta di ormoni di un semestre’. Però senza la ‘k’, ti prego 😛

  17. melaverde says:

    Noooo io lo sapevo che prima o poi si scivolava sulla china della bellezza interiore…vado a dormire che mi cade la capoccia. ..

  18. Solare says:

    Secondo me il complimento piu’ riuscito e’ quando lui ti guarda emozionato e non riesce a spiccicare parola ! Pero’ anche un ” sei cosi bella…” Detto al momento giusto magari puo’ andare…poi arriva il fatidico momento in cui ti tocca sentire …” Non male…per la sua eta’!” Una pugnalata praticamente…oppure meglio tu di tante ventenni…si ma tante quante? Mica di tutte e allora zitto…evita complimenti a esclusione di una cosa a favore di un altra…niente paragoni, mai!

  19. Pingback: L’illusione di capire le donne | purtroppo

  20. Va be’, io in questo senso posso ritenermi fortunata col mio lui. A parte che è seriamente convinto che io rappresenti uno standard elevato di bellezza, ma poi dopo dieci anni continua a ripetermi che sono la più bella del mondo ottenendo in risposta solo qualche grugnito, e che mi ama tantissimo ottenendo in risposta in genere un “va bene”. ma quello che volevo dire veramente è che io a Guido Catalano lo trovo un figo incredibile! (barba e pancia per me è il surplus del “mi fai sangue”. Dico sul serio eh!)

  21. Ahahah sei sempre geniale e leggermente pungente, come il freddo di oggi … oddio, ho detto oggi, oddio ho fatto un paragone 😀 😀
    Cmq … Gobba, quale gobba? … Adoro!

  22. Sara says:

    fantastica!
    io vorrei sapere da quelli che come “approccio” ti fischiano dietro, alle 6 del mattino, mentra sei infagottata in una tuta, sudata… ecco, ditemi, avete mai rimediato un numero di telefono in questo modo?
    sono ancora sconvolta per aver ricevuto un msg esplicito da un operaio di quasi 70 anni che sta lavorando nel mio laboratorio. Mi ha scritto il seguente msg “Ma lo che ti amo?” 😀 (e sì, mancava il “sai”, almeno credo!)

  23. syrys85 says:

    Esiste anche un prontuario su come rispondere ai complimenti? Magari una cosa pratica e adatta alle fave (tipo la sottoscritta) che, ad un acconto di complimento, attraversano lo spettro cromatico di Fantozzi col famigerato pomodorino e riescono a malapena a scollare la lingua dal palato per farfugliare un mezzo “Grazie”.
    In effetti, forse più che un prontuario servirebbe un TSO… 😀

    PS: MA di Guido Catalano in giro ce n’è solo uno, vero?

  24. cavallogolooso says:

    le istruzioni sono ricevute. Parte di quelle istruzioni valgono seriamente anche per i maschi (tipo quelle circostanziate nel tempo). Forse però la decerebrata tanto decerebrata non è: magari è la strafiga che ha imparato che “diomioquantoseifiga” è vero: e lei non si dimentica di quanto sia bello: non ci si è abituata, dato che molti non osavano nemmeno dirglielo perché lo era troppo e faceva soggezione. Oppure è chiunque altro che non si annoi della normalità, perché senza quella lo straordinario non esisterebbe. E molte altre persone, anche colte, non amano vedersi propinare una citazione. Men che meno scoprirla dopo averla considerata farina del sacco del proprio amante.
    Non siamo tutti uguali, ma se ad un certo punto servono le istruzioni per fare una cosa bella come un complimento… permaloso non sarà la parola giusta, ma è la prima che viene in mente.
    Evviva mafalda che sicuramente apprezza il cantiere anche quando dice cose come le dice il volgo: persone normali, che non complicano l’acqua.

    • scriverò un manuale per spiegarti il significato di un manuale cazzaro. Io apprezzo i tuoi commenti, ma sono sempre così piccati che non capisco il senso di leggermi. ti abbraccio

      • cavallogolooso says:

        aspé. L’esistenza di qualsiasi cosa con del dialogo aperto (tipo: un blog con i commenti, un forum, un giornale con la parte relativa ai commenti) va intrapresa aspettandosi appunto… del dialogo. La differenza tra un manuale cazzaro in un libro ed uno in un blog non è il mezzo elettronico o il prezzo: ma l’esposizione diretta al pubblico dialogante (cosa che in effetti spesso induce a chiudere i commenti o sbattere fuori qualcuno).
        Per cui io percepisco qualcosa (bello / brutto) e di rimando mi genera un pensiero… che di solito ha il peso della “seconda campana”.

        Il fatto che suonino piccati invece che sarcastici è dovuto al fatto che scrivo da culo 🙂
        Però sto imparando piano piano a non disturbare (a non rompere le palle).

        Quindi lascerò perdere e ti leggerò e basta (sto imparando, magari mi scappa ancora un commento!)

        Qual’è il senso?

        Qual’è il senso di guardare un film che parla della realtà quando la viviamo tutti i giorni? O di leggere un libro che parli di ciò che ognuno potrebbe vivere?
        Per me è lo stesso.
        Il resto è stile: lo leggo più volentieri scritto da te che ce l’hai, piuttosto che ascoltare la stessa cosa in prosa e detto papale papale origliando due amiche al caffé.

        Però quando si arriva ad un “piccato” s’è rotte le palle e bisogna riconoscerlo. Sorry!

      • No, scusa, non volevo dire che rompi le palle… io ti leggo con attenzione e mi sembrava che quello che scrivo ti generasse del serio disagio. A me fa piacere discutere e, credimi, apprezzo molto anche le tue obiezioni. Quindi continua, non ho inteso bene il tuo tono.

      • cavallogolooso says:

        So che non volevi dirlo 🙂 Me lo dico da solo ^__^
        Comunque ci ho ripensato molto (non è che passo a rompere le palle così perché sia il mio hobby ^_^ )
        Ho letto due secondi fa questa cosetta che disse Pessoa: “La letteratura, come tutta l’arte, è la confessione che la vita non basta.” – Ecco perché leggere anche ciò che potrebbe (e dico potrebbe!) darci disagio. Tu sei dotata, conosci il meccanismo comico o comunque hai una tua tecnica. Naturalmente metà del meccanismo (che è ben lungi dall’essere un solo prodotto letterario) dei post acidi si basa sul dire una sequela di improperi mascherati … e di solito per portare con sé il proprio uditorio c’è una strizzata d’occhi a qualcosa che indubbiamente commuove.
        Io da lettore faccio così: mi godo, mi assaporo completamente ciò che dici: rido quando c’è da ridere (o quantomeno mi godo il tuo senso dell’umorismo) , mi addoloro per te quando è il tuo turno e magari mi arrabbio con te quando è il tuo turno di arrabbiarti e magari mi commuovo coi lacrimoni quando racconti cose come quella del tuo bimbo (sono ordinariamente straordinari e lo sappiamo) nell’autobus.
        Ma dopo la mia emotività … scremo un secondo e guardo dei fatti.
        Ed è solo rispetto alla apparente verità che si fa passare (non nascondiamoci dietro al “scherzavo dai” – hai visto la mamma nel cartone di Raperonzolo? No? beh, dovrai farlo prima o poi! ^__^) che, talvolta, sono in disaccordo… perché quello che dici è esperienza di una vita, di una metà di una coppia.
        E non lo dice mica una stupida. Quindi ci si può anche ragionare.

        Ad esempio (il più scemo che posso) la tavoletta del cesso è come il freddo e il caldo. Chi ha ragione? Io ad esempio di notte non accendo nessuna luce e se tutte le traiettorie e le coincidenze spaziotemporali e saturno è in congiunzione con venere faccio la pipì, in piedi, con gli occhi chiusi, senza far fuori una goccia. Pensa che sorpresa se la tavoletta fosse chiusa! O__o;;

        Comunque promesso, cerco di rompere meno 😉

      • tu sei una persona intelligente, ti poni delle domande, analizzi. Ma forse, dico forse, analizzi troppo. Mi pare che tu metta tutto quello che scrivo sullo stesso piano, quando, in realtà, i post pungenti sono spesso un divertissement. credimi, non mi hai rotto le palle, avevo solo il timore di essere stata fraintesa, ma anche questo è nel gioco no?

      • cavallogolooso says:

        yup! 🙂 tu continua che il libro vien fuori 😉
        e si, hai ragione, sicuramente lo faccio troppo 🙂

  25. Giordano says:

    Enrica che cita Catalano. E’ come se Goldrake dopo aver distrutto un supermostro avesse detto: “Ti è andata bene che non hai beccato Jeeg robot d’acciaio!”

    • FRANZ says:

      Beh, si vede che sei bella davvero, o hai un’alta stima di te. Io mi sento un cesso, quindi per me sarebbe un bel complimento quello… apprezzo più un complimento “realistico” che troppo sparato.

      • Vedi, è carattere: io so di essere realisticamente un 3/4 rispetto a Liv Tyler, ma amo sentirmi dire di essere la più bella bellissima dell’intero orbe terracqueo et galassie conosciute… 🙂

  26. Mi sembra fosse Woody Allen quello che descriveva una sua conquista come “picassiana”… Che magari è anche un complimento raffinato, ma in quel contesto non era quella l’idea. 😉

  27. Mi fai venire in mente che si potrebbe anche fare un post sulle “cose orribili dette per sbaglio dal povero malcapitato di turno alla sua bella”.
    Una mia fiamma (ero al liceo) (non che ora sia tanto più vecchia) prendendomi in braccio, disse: “Un paio di chiletti li perdiamo?”, come se quella minchia di prima persona plurale fosse divertente.
    Un mio ragazzo (o forse non stavamo proprio insieme. Lui non volle mai ammetterlo, comunque), guardando una foto mia dove però non si vedeva la faccia, disse: “Ma quelle sono le cosce di Gattuso?”. Ci lasciammo (se è il termine giusto, perché sai non è che stavamo insieme) due giorni dopo.
    TVB Enrica
    vorrei averti come sorella maggiore

  28. FRANZ says:

    Il complimento migliore l’ho ricevuto da un gay:
    mi aveva vista da piccola, e dopo anni l’ho incontrato ad una cena e ha esclamato “ma come sei diventata figaaa!”.
    Ma da un uomo etero, tali frasi mai… cosa significherà??

  29. “La ex non va menzionata, nemmeno se il paragone gioca a favore della ricevente. Es. “Che bello, finalmente una donna intelligente, non come la mia ex”. Non si fa e sapete perché non si fa? Perché con la decerebrata ci tornerete, lasciando noi donne intelligenti a trastullarci con la fisica quantistica.”
    La Verità! Semplicemente geniale, magari fossero tutti così meticolosi e attenti prima di apri bocca ! E invece no. Fanno sempre danno. O almeno, per la maggior parte delle volte è così.
    Complimenti, questo post è un più che valido ritratto dei rapporti moderni (e dell’incapacità di non saper usare le parole, propria di chi è superficiale. E ce ne son tanti!)

  30. RE DI CUORI says:

    Preferisco di gran lunga giocare al ribasso, mentre davanti a me la ragazza in autocritica prega, tra le righe, di ricevere un complimento per ogni autolesione verbale. Parto sempre con il “Si! fai schifo!” con quella dose di tono ironico inattaccabile anche da una fervente femminista. Poi le chiedo cosa si può fare per migliorare. Beh bastano due fini stratagemmi (l’elenco è lungo ma solo perchè giungono al momento) e ai suoi occhi lei torna a fiorire. Solo allora, magari allo specchio, è lecito sussurrarle <>.

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