2 anni e qualche giorno fa

8 dicembre 2011.

Il Sant’Anna di Torino è l’ospedale dove i bambini vengono al mondo, l’ospedale della vita, delle vite spezzate e delle vite sperate. Io sono al Sant’Anna perché sono incinta di sette settimane, anzi credevo di essere incinta fino a ieri pomeriggio quando una fitta mi ha piegata. Allora abbiamo lasciato Lorenzo dai miei suoceri, siamo corsi al Pronto Soccorso e per tutto il tragitto in macchina ho ripetuto “L’ho perso. L’ho perso”. L’ecografia mi ha dato ragione. L’ho perso, non c’è battito. “Venga domani mattina, facciamo una seconda ecografia e poi capiamo come intervenire” mi dice una ginecologa, mentre le sue studentesse annuiscono dispiaciute.

Questo succedeva ieri. Così ora mi ritrovo al Sant’Anna perché non c’è battito e perché devono capire come intervenire. Nella sala d’aspetto sono sola: è l’otto dicembre, è il giorno dell’Immacolata, non si programmano visite. Io sono un fuoriprogramma. Non ho voluto nessuno con me, ho preferito che Matteo rimanesse con Lorenzo. In fondo è proprio piccolo, ha solo 16 mesi, che sono pochi ma abbastanza per consolarmi, mentre lo cullo e mi lascio cullare tutta la notte, con un misto di tristezza e malinconia. Perché anche sette settimane sono poche, ma abbastanza da lasciare un piccolo vuoto di solitudine.
Apro una rivista, credo Wired, leggo un racconto inedito. Ammaniti si immagina l’Apocalisse: niente zombie, bombe atomiche o angeli vendicatori. Da un giorno all’altro, tutti gli abitanti del pianeta cominciano a provare un insopportabile dolore fisico. Bambini, adulti, vecchi, tutti funestati da quell’onda che non lascia respiro. Mentre leggo penso che Ammaniti non lo potrò più nemmeno sentire nominare.

Chiamano il mio nome. Spiego a una dottoressa molto gentile quello che è successo il giorno prima, della gravidanza interrotta, del dispiacere, del vuoto, di Lorenzo, racconto a lei quello che non potrò mai scrivere qui. Lei mi accarezza una gamba e mentre mi visita dice: “Cara, il battito c’è ed è forte”. Così forte che otto mesi dopo è nata Marta. Così forte che sono stata tentata di credere nella Madonna. Così forte che Ammaniti oggi quasi mi piace. Mi piace perché l’8 dicembre 2011 io la mia piccola Apocalisse l’ho scampata.

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65 thoughts on “2 anni e qualche giorno fa

  1. Giada says:

    Leggo con tantISSIMO ritardo questo post perchè ti ho scoperta da poco e piano piano a ritroso sto leggendo tutto…sono felice che quell’8 dicembre 2011ti sia successo un “miracolo” io condivido con te la stessa data perchè proprio quel giorno è nata la mia bimba più grande!! un abbraccio, sei davvero mitica ti leggo sempre volentieri

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