3 alberi di Natale.

L’albero della nonna paterna. subito dopo quello del Rockefeller Center di New York c’è lui, l’albero di mia suocera (ex suocera? Non lo so, forse un compagno è per sette anni, ma una suocera è per sempre). Alto, imponente, finto ma appositamente profumato di resina dei boschi finlandesi, sapientemente addobbato con una grazia e una perizia degna di Enzo Miccio. Rarissime palle in vetro di Murano soffiato dai gracili polmoni di una vergine con la tisi si alternano a fiocchi ricamati a mano in oro, incenso e mirra. Per il puntale scende direttamente l’Arcangelo Gabriele.
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L’albero della nonna materna. Mia madre a casa sua l’albero non lo fa da anni. Non che sia una Scrooge, ma preferisce piazzare strani festoni in giro per la casa, ghirlande di varia natura riciclate da battesimi e compleanni, dove il Gesù Bambino è sostituito dal puffo quattrocchi. Comunque venerdì sera torno a casa dal lavoro e trovo Lorenzo e la nonna tutti soddisfatti, stanno finendo una composizione alquanto bizzarra che non saprei definire con altri termini se non “la molotov di Natale”. Nello specifico: due rami divelti da un ignaro pino nel viale sotto casa, infilzati in una mezza bottiglia di plastica, riempita di carta e ricoperta di nastro adesivo verde. Tra gli sparuti aghi tre addobbi di Tiger fanno capolino, rendendo l’insieme molto simile a un totem Cheyenne. E infatti alla base della molotov abbiamo anche il famoso scarabeo di Natale, la biscia verde di Natale, la blatta di Natale e una zucca che Lorenzo continua a sostenere sia un fungo, ma un fungo di Natale. “Mamma, ti piace il l’albelo?”. Io sorrido e non so se annuire o prendere la molotov e consegnarla ai black Bloc di Natale.

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L’albero ufficiale. Coscienti che la molotov di Natale non fosse sufficiente, Matteo ed io abbiamo deciso di unire le nostre forze per un albero con la A maiuscola. Sabato si è presentato con tutto il suo armamentario, determinato a portare a termine un lavoro con i fiocchi e con le palle. Lorenzo era eccitatissimo e tutto il tempo ha cantato la versione brasilera di Jingle Bells ovvero “Gingo beu gingo beu gigolò duei”, a ogni Beu Marta dal canto suo abbaiava. L’interesse per gli addobbi è scemato in loro dopo venti secondi netti, quando hanno preso il sopravvento il caos, la furia distruttrice e il celebre gioco natalizio “centra i gatti con il puntale”. I gatti, indignati, hanno pensato bene di dare il loro contributo producendo un presepe di stronzi nella lettiera in balcone. Matteo, condottiero ammutinato, di tanto in tanto cercava di riportare l’ordine impartendo inutili consigli – “Noooo, prima le lucine, poi la neve fintaaaa” – a Marta che lo teneva in pugno brandendo la molotov Cheyenne.

Quando oggi mio padre ha chiesto a Lorenzo come fosse stato fare l’albero lui ha risposto così: “Mi è piaciuto tantisssssimo fale il l’albelo nonno, la mamma rideva. Papà no”.

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per chi non ci credesse un contributo fotografico della Molotov di Nonna Mari.
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34 thoughts on “3 alberi di Natale.

  1. Sai che c’è? Ha un suo perché!
    Mia mamma è invece usa abbellire i centrotavola già fatti con decorazioni varie, per lo più riciclate dai pacchetti.
    Una stecca di cannella raggrinzita? Via nel centrotavola, dove troverà nuova vita!
    Viva le nonne creative!

  2. Visti i precedenti post mi aspettavo dalla nonna materna un albero orribilmente kitch (mia nonna aveva delle fantastiche lucine a forma di pulcino; una cineseria dell’era pre-cinesi!).
    I migliori sono i gatti col loro presepe biodegradabile 😛

  3. ingenuetà says:

    Il mio videovoto va alla Molotov di Natale. E al presepe in lettiera (i felini hanno una creatività degna dei migliori prodotti Paint Your Life, giusto per rimanere in palinsensto RealTime).
    Dopo i primi due natali con il gatto ciò che restava, trascorsi pochi minuti dalla conclusione del mio sforzo compositivo, era uno scenario post esplosione della molotov… da 3 anni come presenza natalizia ci fa compagnia l’albero sequestrato: rimane chiuso e nascosto alla curiosità felina ed esposto solo sotto stretta sorveglianza.

  4. La versione brasiliana di Jingle Bells è troppo forte! 😄
    Temo che l’albero di mia mamma assomigli pericolosamente a quello di tua suocera O_o Adesso mi preoccupo sul serio…

  5. barbara says:

    Giuro…..muoro…..ma nn adesso… aspetto Natale…e muoro sotto l albero di mia suocera…almeno ci sara’ qualcosa di allegro sotto l albero quest anno

  6. Sara says:

    sono sorpresa. La nonna paterna non ha un abete vero che fa estirpare dalla finlandia appositamente? 😀
    dobbiamo suggerirle quest’idea ASSOLUTAMENTE!

  7. Solare says:

    Tiasmo se invece che in italia fossi in un altro paese saresti gia’ famosa….grazie per le risate che mi/ ci fai fare…la versione brasiliana ..no ti prego troppo ridere!

      • Solare says:

        Qui in Australia e’ pieno di matti…dovessero rinchiuderli tutti sarebbe la fine ma non hanno il tuo senso dell’ umorismo….in Uk magari saresti perfetta o forse sono troppo freddi ma di certo sanno valorizzare e riconoscere con effetti immediati i loro talenti e non se li lasciano scappare…uguale, uguale alla nostra cara Italia!

  8. L’albero nonnapaterna assomiglia a quello di una delle mie cognate. L’albero nonnamaterna ha il mio voto.
    Sei fortunata che tu fai l’albero di Natale a Natale. Lacomizietta voleva farlo a maggio, qualche anno fa. E l’anno scorso gli addobbi natalizi sono stati tolti a carnevale. Quest’anno invece ancora non ha detto nulla e io non dico nulla, che a me gli addobbi natalizi non entusiasmano.

  9. Pingback: 3 alberi di Natale (Enrica Tesio) | Burabacio

  10. Ahahahahhahahaah arrivata alla foto sono esplosa. Sono una di quelle che non ci credevano.

    Ti leggo da qualche settimana, scoperta per caso. Sei una mamma fantastica e una donna molto forte (e divertente, che di questi tempi non guasta).

    Hai la mia stima. Lavoro in ambito editoriale e a volte mi imbatto nei problemi che tu riscontri nel settore grafico, quindi leggerti mi fa sentire meno sola… L’ironia non paga le bollette, però aiuta a non mettersi a piangere in un angolo.

  11. Io sono ancora a Londra e tornerò a casa giusto la settimana di Natale (conto i giorni!!). No non faccio albero e nulla nella mia casa di Londra, primo perché non è mia e non so quanto ci starò, secondo perché ho cercato qualche festoncino stupido a poco giusto per dare l’idea ma niente.
    Nella mia famiglia l’albero di fa in tutte le case e io confesso di adorare gli addobbi natalizi!
    Aspetto di vedere l’albero di casa (mi è già stato inviato contributo fotografico!), che avendo anche noi un micio, viene fatto ad un metro da terra in un angolo.
    Così tanto per stare sicuri ecco.

  12. Elaijza says:

    Alla foto della Molotov sono morta dal ridere. Noi qui, causa dueenne vandalico, abbiamo un albero di natale bipolare, le decorazioni sono concentrate tutte nella parte alta.

  13. dona says:

    no, ma è veramente quello??
    aiutooooo!!!
    finalmente qualcosa di non suer-ultra-mega perfetto, ch epoi uno si domanda: solo io non c’ho sbatti?? ;0)

  14. melaverde says:

    Rido tantissimo. La gambetta all’insù della suocera è oltre. Ma mentre addobba in sottofondo va astrodelciel? Voglio una nonna Mari per natale mo vado a scrivere la letterina.

  15. Sabri says:

    Che ridere , belli i tuoi post ! E poi questo mi ha fatto ridere anche di più perché , pare, sono identica a tua mamma !! Un abbraccio ! Sabrina

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