ogni mattina una mamma stercorario…

Ok, lo ammetto, la questione delle fenomenologie mi ha preso la mano. Ne sono dipendente, sono in balia della stronza antropologa che alberga in me. C’è chi mangia l’intonaco (sono l’unica a guardare La mia ossessione su Real Time?), io adoro ridurre il mondo in superficiali stereotipi, ognuno ha le proprie perversioni. Da giorni studio i genitori della materna di Lorenzo con i seguenti risultati.

La mamma ventriloqua. E’ una donna apparentemente gentile che però comunica con gli altri genitori solo attraverso il figlio. Arriva nella stanza degli armadietti e comincia: “Hai visto Amore? C’è Lorenzo! Fai ciao a Lorenzo e alla mamma di Lorenzo. Guarda amore, la mamma di Lorenzo ha lasciato la sua borsa ad ostruire il passaggio, diciamole di togliere questo cane morto che tiene a tracolla…”. E via così.

I giano bifronte. Li vedo ogni giorno, accompagnano il figlio a scuola, lo vengono a prendere, sempre insieme. Si chiamano “mamma” e “papà”, sono un mostro biblico a due teste. Solo una volta ho incrociato il padre dei siamesi, era spaurito, parlava di se stesso in prima persona plurale. Un po’ l’ho compatito, un po’ l’ho maledetto.

La mamma Amish. Io sono fastidiosamente cordiale, ma lei cerco di evitarla. Non puoi citare un cartone perché “noi non abbiamo la televisione”, non puoi tentare uno scambio di macchinine perché “noi solo giochi educativi equosolidali in sughero del Madagascar”. Di lei posso parlare male perché non ha facebook, al massimo legge le notizie su dispacci vergati su pergamena.

L’infiltrata o anche la Bourne Identity. C’ho messo tre mesi per capire che non faceva parte del corpo insegnanti. Si muove attraverso la scuola con una disinvoltura impressionante: apre la porta quando entri, dà informazioni sul borsino pagamenti, conosce tutti i nomi dei bambini e, soprattutto, io non l’ho mai incrociata con un figlio per mano.

La nonna arredatrice. Se il piccolo F. ha un armadietto che fa invidia al mio primo monolocale da single è grazie a sua nonna. L’ha tappezzato, inserito un divisorio per le scarpe, rifinito il tutto con un profumatore d’ambiente. Ha ricamato a mano le iniziali di F. ovunque, anche sul pacchetto di kleenex. A ben pensarci la nonna di F, potrebbe essere mia suocera.

La stercorario. E’ rumorosa, trafelata, dice un sacco di parolacce, ha un bimbo alla materna e una piccola al nido. Credo che lavori in un’agenzia di pubblicità o una roba del genere, una mattina è vestita come un ragazzino di 12 anni, un’altra (quando è giorno di presentazioni dal cliente) è tutta tailleur e rigore. Oggi era elegante. Ha fatto il suo ingresso a scuola con il figlio girocollo stile koala, l’ha posato a terra e ha avuto la rivelazione: il suo piccoletto aveva pestato una merda, si era fatto successivamente prendere in braccio, spalmando la cacca su gonna, cappotto e sciarpa. La stercorario, pensando di non essere vista, ha ancora avuto il coraggio di tentare di ripulire lo scempio nei lavandini ini ini dei bagnettini ini ini della materna, imbrattando un asciugamanino ino ino di un povero bambino ino ino dei turchesi. Poi è fuggita, ma io l’ho vista, la maledetta.

Dimenticavo… pare che La stercorario abbia un blog, dove ammorba i suoi lettori con insipide fenomenologie mammesche.

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58 thoughts on “ogni mattina una mamma stercorario…

  1. margelo says:

    oddio.ahahaa!
    anch’io sono mamma stercolario,ma la caccona è solitamente di quella puzzona di mia figlia piccola che,arrivate alla materna del fratello più grande,caga.
    Il messaggio da leggere in questo quasiquotidiano gesto è?

  2. 😀
    Grazie di cuore per questa risata!
    Stercorarie lo siamo in tante, mi sa 🙂
    P.S. a me piacciono un sacco le tue fenomenologie. Le categorie sono rassicuranti e molto, molto umane.
    P.P.S. la mia bimba è nella classe degli Azzurri, io solitamente mi pulisco sui Gialli 😉

  3. Stercorario…mai nome fu più azzeccato. Deriva chiaramente dall’unione delle parole STERCO, che indica la sicura presenza di merda, e ORARIO, che fa riferimento alla puntualità con cui la merda si presenta nei momenti meno opportuni 🙂
    Comunque grande post 😀
    p.s.
    Anche mia nonna aveva arredato il mio armadietto con pizzi e inserti in radica

    Alex

  4. ahhahahaha
    io cerco di elevarmi a bourne identity da stercorario, ma se prima col francese ci riuscivo, in polacco e’ una tragedia, bea a tre anni e due mesi e’ gia’ piu’ fluent di me 😦

  5. Soliderietà alla stercorario. Individuati i restanti tipi anche da me, fatta eccezione della nonna arredatrice. da noi niente armadietti, solo i ganci degli attaccapanni con appicciata acnto la foto dei bimbi (gli azzurri stanno sulle palle pure a me! wahahahahahaha! )

  6. barbara says:

    Per anni ho ammirato le “bourne” cercando invano di imitarle e riuscendo a diventare solo una stercoaro con crisi mistiche…. Cest’ la vie

  7. Giuliana says:

    Hahahahahah, da quando ho scoperto il tuo blog leggerlo è una delle poche pause carine e divertenti della giornata. Io confesso di essere un incrocio tra la ventriloquo e la stercorario (per fortuna ancora senza esperienza “sterco”) ma con uguale bipolarismo nell’abbigliamento (la mia eleganza la sfoggio solo per i colloqui genitori) e uguale sfortuna nelle piccole scemenze della vita che richiederebbero bon-ton 😉

  8. Le mamme Amish sono tremende, pericolosissime, invasate. Sono quelle che vai a casa loro e in frigo trovi solo succo d’arancia appena spremuto, avanzi di pizza integrale fatta da loro e carne congelata. Se chiedi un sorso di Coca per dissetarti, prima ti fulminano con los guardo e poi ti tolgono il saluto per sempre. Sono le stesse che organizzano la festa di compleanno del figlio e al tavolo del buffet ti fanno trovare fette d’ananas e acqua fresca e se osi regalare al bimbo il Ben Ten invece dei giocattoli steineriani, ti cacciano a calci in culo dal party. SU-BI-TO. Se poi ospiti il loro pargolo a casa tua per farlo giocare col tuo e poi vengono a sapere che i due hanno guardato insieme i cartoni giapponesi, non te lo vorranno mai più consegnare neanche per un quarto d’ora, terrorizzate che in quei 15 minuti glielo trasformi in un satanico cultore di prodotti delle multinazionali.

    • FRANZ says:

      Confermo.
      Sono figlia di una mamma Amish ante-litteram, quando ancora ero l’UNICA in 100 km quadrati ad avere una mamma così.
      Quando andavo a casa delle mie amiche, svuotavo loro il frigorifero; non me ne fregava niente di giocare con l’amica! Le loro mamme dicevano “poverina…” e coprivano i miei furti.
      L’unica cosa buona che ho ereditato è che effettivamente tengo la tv accesa solo se la sto guardando, altrimenti mi turba. Però ho passato un periodo verso i 18 anni che la guardavo compulsivamente per recuperare il tempo perduto!
      Succede… ora sono fanatica del “la virtù sta nel mezzo”.

  9. Chissà come mai noi tue lettrici appassionate siamo quasi tutte mamme stercorario 🙂
    Comunque, visto che in me alberga anche una piccola ma tecnologica mamma Amish, nel mio post di oggi avevo involontariamente trovato una soluzione ecologica al problema merdacce, selfmade o pestate (e a quella Nagasaki di spazzatura semiliquida che generano quotidianamente i nostri pargoli). Perché, è mi scuso per l’autocitazione, un bambino piccolo è una minuscola fabbrica di lordura semovente, un generatore casuale di macchie e patacche, un orgoglioso produttore di sozzume.

  10. Il tuo blog mi affascina, più che mamma stercorario sembri mamma spiderman, con il polso che lancia ragnatele tipo liane sulle quali volare insieme ai tuoi bambini!
    …e comunque anche io guardo il programma torbido di realtime…mi fa sentire più “normale”!

  11. Bellissimo e divertente! Quando non ero mamma ero un’educatrice in un nido. Ho potuto conoscere tutte queste categorie di mamma. Rubavo i biscotti al figlio della mamma Amish perchè mi ammorbidivano lo stomaco! Adesso che sono mamma ho le sciarpe usa e getta. Le metto, le uso per pulire il vomito di mia figlia e le butto perchè non riesco a portarmele dietro per pulirle.

  12. Ti sei dimenticata la mamma wannabe adolescente, che però ha passato i 40 da un pezzo.
    Io aspetto la fenomenologia dei papà… 🙂
    (io sono quel papà che non sta mai zitto con sua figlia e lo senti parlare su ogni cosa dello scibile umano, dalla fisica atomica alla teologia bizantina.)

  13. ing.francesca says:

    sei una grande! io mi identifico un sacco nella cosa dei vestiti: figurati che a volte le maestre non mi riconoscono !! il capitolo cacche varie, considerati i miei tre figli, vorrei proprio non toccarlo….. ancora ho incubi che mi fanno sobbalzare la notte!!!
    p.s. si potrebbe fare un post sui luoghi più impensabili in cui abbiamo cambiato un pannolino stracolmo di cacca!!!

  14. lora doula says:

    e la mamma tenente colombo? quella sono io!
    impermeabile sozzo da mamma stercorario, macchina sozza e scopiettante, quadernino sempre in mano e torna sempre indietro, non perchè ha risolto genialmente il caso, ma perchè dmentica regolarmente qualcosa.

  15. Oh, io non vedo l’ora di diventare mamma per vedere in che fenomenologia mi colloco !
    Le voglio provare tutteeeeeeeeeeeeeeeee !
    Ti lovvo come sempre.

  16. melaverde says:

    un ‘amica mi ha raccontato che la mamma vegana (io la chiamo bimbonaturale) ha somministrato ad una festa di compleanno per quattrenni una fantastica torta alle ortiche.l’amica con il suo braccio totalmente tatuato ha fatto no con la manina che la suola di scarpe immangiabile era troppo anche per lei cosi aperta di vedute.Tutto ciò è meraviglioso. Ma racconta il fuoco d’ artificio di minchiate della presentazione che mi viene quasi nostalgia.

  17. laura says:

    mamma amish a rapporto!
    incredibile, ma vero – mi sorprendo io stessa a identificarmici :-O
    non guardo la televisione è la risposta agli hai presente quando ben10 lancia la maledizione crociata a nunzio di un-posto-al-sole?
    non faccio uso di facebook è la risposta al mi dici come fai di cognome che ti chiedo l’amicizia?
    investirei tutti i miei miseri risparmi nell’acquisto di giochi montessoriani (steiner no, mi sta sul culo) e snobbo con boria la macchinetta delle merendine su cui si fiondano tutti all’uscita di scuola in onore della pizza colla mortazza.

    adoro il filone fenomenologico : )

    • Laura… parliamone! se sei una amish lettrice di questo blog per te potrei fare un’eccezione. Giurami di non guardarmi con schifo quando incrocerai mio figlio con in mano un gioco dei cinesi chiassosisso e plasticoso, è colpa di mia madre. E’ sempre colpa di mia madre.

      • laura says:

        ma è ovvio.
        anche noi giocattoli cinesi e vestiti 100% acrilico regalo dei nonni.
        io però vado in sollucchero per la cuffietta anabattista e gli straccali.

        guarda che il tuo studio antropologico mi sta aprendo orizzonti introspettivi che mai avrei immaginato.
        la domanda successiva è: sono amish o solo choosy?
        e: cosa è peggio tra i due?
        (ma soprattutto: come posso digerire tutto ciò col mio passato -manco troppo- antagonista tossicofilo?)

    • Oddio! A pensarci bene sono un po’ amish. Non guardiamo la tv, non ho facebook, non ci piace nessuna bevanda gassata e Lacomizietta non ama i dolci e faccio persino il pane in casa! Però se guarda la TV dagli amici non mi preoccupo. I dolci (caramelle e cioccolati) li accetta ma poi tanto li sputa e la mancanza di TV non ha impedito la presenza di DVD delle winx in casa, con cura d’urto un paio di anni fa con tutte le puntate viste con la baby sitter. Sono amish, ma sono felice delle sue esperienze alternative e infatti sta venendo su con sani principi! 🙂

  18. laura says:

    p.s. e ovviamente i miei figli non conoscono neppure l’odore della cocacola : P

    (sono talmente amish che disdegno pure le faccine e mi ostino a separare i segni con lo spazio per evitare che l’iconografia di wordpress falsi il purismo della rappresentazione ascii)

  19. L’ultima volta che ho guardato le ossessioni di Real Time c’erano due, una coppia uomo donna, che si facevano i clisteri di caffè. Ma non dimentico quella che si mangiava la sabbia al parco giochi, quella che si mangiava – ebbene sì – la gomma piuma dei divani e quella che beveva il sangue. Nonostante sospetto sia tutto finto (che acume!) ogni volta rimango basita.

      • No vabbeh, adesso c’è “non sapevo di essere incinta” che a guardarlo mi viene sempre un po’ l’ansia che un bel giorno mi verrà mal di pancia e sparerò fuori un bambino sul pavimento del bagno di un Autogrill.

  20. Els says:

    Mamma stercoraria!!!! Va benissimo! La mia amica teneva sempre in macchina una cauta bottiglia d’acqua da due litri e un rotolone di scottex pulisci-cacca-sotto-le-geox, che i figli sembravano rabdomanti con le cacche dei cani. E le geox hahaha con tutti quei buchetti che si riempiono implacabilmente!!!! Hahahah e pensare che a teatro di dice merda merda merda come forma augurale prima di andare in scena!!!! O bisogna mandare tutti gli attori all’asilo, oppure mi sa che ci sono stati fin troppo, e gli è rimasto il segno!

    • ma infatti il problema enorme è che io non imparo dai miei errori… quindi mai ho appresso uno scottex, ma nemmeno un fazzolettino minuscolo. Niente! capisci il dramma?

      • Ma da qualche parte qui nel blog non avevo letto di una mamma mary poppins? Potevi riprenderla anche qua, e maltrattarla a dovere, perché odio quelle che in borsa hanno sempre tutto l’occorrente per il benessere dei figli. Sono meschina, non lo nego.

  21. cri.g says:

    ho passato un periodo in cui ringraziavo se riuscivo a lavarmi un giorno su due. la mia alternativa vestimentaria era tra l’uniforme da 118 (volgarmente detta tuta da ANAS) e una tuta scompagnata tanto mi sarei cambiata con la divisa verde da ospedale dopo pochi minuti. non conosco tutt’ora i nomi delle insegnanti, evito i crocchi di mamme-fuori-che-aspettano e manco so i loro nomi. di solito lascio i due pargoli minacciandoli di comportarsi bene a scuola e loro scappano in classe. al sicuro.

  22. Io dall’antipatia verso le infiltrate lo sono diventata io stessa!
    Prima mi hanno eletta rappresentante di classe mio malgrado (tanto non lavorando non ho un azzo di meglio da fare!), poi mi hanno promossa addetta ufficiale per qualsiasi commissione esterna e finalmente a breve diventero’ collaboratrice per alcune attivita’!Ehh?Che carrierona! E ORA se becco una stercorario nei bagni degli azzurrini ini ini, la faccio correre. Con la sua palletta di cacca!

  23. lucilla says:

    STUPENDO!!! anche io sono una fanatica di classificazioni … potremmo creare un gruppo di AUTO-AIUTO!!!
    Se posso contribuire alla stesura della Fenomenologia, ti segnalo la mamma Lazzaretto. Arriva trafelata vestita da Yeti con naso rosso e gote infiammate trascinando stancamente la prole, anch’essa perennemente costipata e avvolta in spire di sciarponi di lana spessa.
    Al tuo “come va?”, ti fredda con lo sguardo e risponde seccamente: “non vedi?!? sono sotto antibiotici!” … O_o … lei misura il tempo in base ai cicli di malattia suoi e del figlio (“non ci vediamo da quando la bimba ha avuto la varicella, oppure da quando ho avuto la bronchite?”)
    Manco a dirlo, è acerrima nemica della MAMMA OSCILLOCOCCINUM, invasata di medicina alternativa, che dispensa consigli non richiesti sulla prevenzione omeopatica ogni volta che sente un accenno di sternuto.
    La migliore però è la mamma milanese … lei non ha tempo da perdere, perciò non accompagna il figlio alla porta, ma lo lancia direttamente dall’auto in corsa….
    Per la cronaca …. nulla di biografico!!! 🙂

    • laura says:

      Da noi c’è anche il papà con la sindrome di Peter Pan: conosce tutti i bambini per nome e cognome ( naturalmente non solo quelli della classe del figlio) con cui batte il 5 e scambia i giochi del bambino… A volte credo chè pagherebbe oro per mandare il bambino a lavorare e rimanere lì con grembiulino e tartarughe ninja da scambiare!!

  24. daniandcolf says:

    Ahahahaha il giano bifronte e’ meraviglioso. Una volta ne ho incrociati un paio e sono rimasta traumatizzata, e un po’ nauseata come quando si mangia qualcosa di stra dolcissimo. Mi sono immaginata i loro figli grandicelli e ho capito come nasce la categoria di figli che chiama i genitori per nome. Se i grandi fanno i bambini ai bambini tocca fare i grandi. Categoria che se la incontri la eviti come la cacca
    sui marciapiedi.

  25. Ehm ehm, avrei una domanda: la classe dei turchesi è accanto a quella dei gialli?!? Sai com’è… abitiamo nella stessa città e pure mio figlio va alla materna 😉 Forse sono una delle tue fonti di ispirazione, ah ah

  26. La Perru. says:

    Troppo scema! Questo post, come altri, .mi ha fatto rivalutare le mamme , che solitamente sono il bersaglio dei miei insulti mattinieri quando parcheggiano in 3a fila i loro suv davanti all’entrata principale della Materna (credo che il motivo sia di non far toccare il suolo di vile asfalto alle scarpine firmate delle loro creature).
    Allora…un altro mondo è davvero possibile! 😁

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