Caro ti amo

Io a 16 anni: Mamma, hai presente S., quello di cui ti ho parlato… stiamo insieme.

Mamma: Ti ha detto ti amo?

Io a 16 anni: Ma no, veramente non ancora.

A questo punto mia madre mi guarda alzando il sopracciglio (un’alzata di sopracciglio ideale, lei non sa alzare il sopracciglio) e mi lascia lì con i miei dubbi da sedicenne. La stessa conversazione credo si sia ripetuta identica per tutti i ragazzi e poi uomini con cui sono uscita negli anni. L’ossessione del “ti amo” mi ha sempre perseguitata, una di quelle questioni a sopracciglio alzato e autostima bassa, una questione tutta femminile insomma. Finiva sempre che lo dicessi io per prima con reazioni alquanto discutibili. Ne elenco alcune.  

 

Io: ti amo.

Lui: perché?

Io (stupita dalla domanda, ma speranzosa che quel perché fosse da tradurre come “dimmi perché uno splendore come te dovrebbe amare uno come me, uno a cui piace Renato Zero, per dirne una”): perché quando ti vedo mi sento felice, perché tra le tue braccia sono a casa, perché te l’ho data e a 16 anni la dai solo per amore.

Lui: no, non hai capito, intendevo: perché mi ami? Tipo: perché sono bello, perché sono un musicista, perché sono intelligente, ho dei begli occhi, il senso dell’umorismo. No, cioè, spiegami, mi interessa.

 

Io: ti amo.

Lui: …

Dopo due giorni di silenzio e musi lunghi, lui sbotta: “Vedi, tanto lo so che sei incazzata perché non ti ho risposto. Hai rovinato tutto. Ora starai lì ad aspettare il momento in cui te lo dirò anch’io, così tutto diventerà forzato e faticoso. So che potrebbe succedere prima o poi, ma nell’attesa, lasciamoci”.

In criminologia si dice che se un delitto non viene risolto entro i primi due giorni, difficilmente l’indagine avrà esito positivo successivamente. Per il ti amo è così: o la risposta arriva diretta entro 48 ore o il colpevole resta a piede libero e la vittima sei tu.

 

Io: ti amo.

Lui: Idem.

Ok abbiamo visto tutti e due Ghost, ma traendone due lezioni opposte. Per lui “idem” fa romanticismo disimpegnato, dice e non dice, nella speranza che lei si sciolga come argilla tra le mani. Per lei la morale del film è che chi non dice “ti amo”, ben scandito, crepa malamente ammazzato. Condannato alla dannazione eterna. Questioni di punti di vista.

 

Io: ti amo.

Lui: Noi siamo più importanti di qualunque definizione. Non banalizziamo.

Effettivamente noi due siamo proprio Bonnie e Clyde, due anime libere. Ricordamelo ogni volta che ti imbamboli davanti alla partita, ogni volta che ti addormenti con la bolla al naso russando come un facocero. Sì sì, pare che Kurt Cobain trascinasse Courtney Love a cena dai suoceri ogni weekend. Pare.

 

Io: ti amo.

Lui: io ti adoro.

(o anche nella variante: sì, anch’io mi sto innamorando di te. Forse).

Ecco a me fa proprio uscire di testa: ci siamo così vicini, ma perché non riuscite a dirlo? Siete Fonzie di Happy Days che non sa pronunciare le due paroline “ho sbagliato”? Avete ascoltato troppe volte Irene Grandi che cantava “non mi dire ti amo anche tu, ma dammi soltanto il tuo cuore?”. Lo volete capire che quella canzone l’ha scritta Vasco Rossi e non quella paracula della Grandi?!

 

Comunque io faccio un pronostico. Il prossimo a cui dirò “ti amo” mi risponderà “e io ti asmo”. E me la sarò cercata.

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74 thoughts on “Caro ti amo

    • ingenuetà says:

      Eh…io son reginetta degli attestati di stima. La prima volta risulta cosa simpatica, ma dopo un po’ ti senti proprio Pina…

  1. melaverde says:

    Situazione romantica vicoletto piccolo naviglietto cenetta romantica. Chiacchiere tranquille fermi a guardare l’acqua
    Io: ti amo
    Lui: si andiamo
    Mollati dopo sette anni. Dici che tanto hanno fatto i diminutivi???

  2. Analogo al “ti amo” con risposta “idem” c’è, ancor più triste, il “ti amo” con risposta “anche io”. Perché fa tanto pizzeria “Prendo una quattro stagioni” “Anche io”.
    In assoluto il peggiore, personalmente vissuto ma non dico in quale dei due ruoli, è:
    “Ti amo”
    “Tranquilla/o….ti passerà”

    Alex

    • Ommiseria, anch’io rispondo sempre “Grazie” quando mio marito mi dice che mi ama! E’ che mi sembra di gran lunga la cosa piu’ giusta. Voglio dire, sono una “spaccamaroni a livelli industriali” (definizione coniata da un mio vecchio prof, ed e’ tutto detto), mio marito sta con me da nove anni, direi che non solo devo dirgli grazie, ma anche baciargli le mani!!

      In effetti lui resta sempre un po’ perplesso di fronte ai miei sentiti ringraziamenti…

  3. Nenapeluchina says:

    Fra 7 ore scadono le sue 48 ore…direi che possiamo già dichiararlo evaso a piede libero….ma anche lasciarlo andare!

  4. Anche a me capito un “Grazie”, annovero qualche silenzio, qualche “io no” (sincero, notevole, poi ci vuole un ciclo da elefanti di lexotan per staccarti dal ponte sopra la ferrovia), e un “mi dispiace”. Mi dispiace?!? Mi dispiace di che?!?

  5. Sara says:

    io ormai dirò solo “ti asmo”! 😀
    però un mio collega di uni rispose al “ti amo” della fidanzata con un “io ti…io ti….io ti SONO”
    ancora rido!
    p.s. si sono lasciati

    • cavallogolooso says:

      è terrificante. Te lo dico perché anche a me succede. Suona come un “ok, te lo concedo, fallo pure, ma puoi anche farne a meno, non mi fa ne caldo né freddo”.
      va bene è condiscendente.
      va bene non è entusiasmo, non è piacere, non è passione, è un ammazzatutto

  6. Dopo un “grazie” e un “ehhh…”, in risposta a una dichiarazione che non volevo, mi sono sentita un’emula della Pina Fantozzi.
    Ti asmo è molto meglio.

  7. marina says:

    io al suo ti amo riuscivo a rispondere solo *pollo e peperoni*
    perchè sapevo di amarlo ma non riuscivo a dirlo
    per sei mesi ho risposto pollo e peperoni
    e lui ha aspettato
    siamo insieme da 12 anni
    e il nostro piatto preferito è pollo e peperoni

  8. DANIELE says:

    Una volta ho risposto con un rutto.
    Non volontariamente, sia chiaro.
    L’errore più grave è stato mettermi a ridere. Credo.

    Ora sono single.

    Comunque, per la cronaca, era un gran bel rutto.

  9. – Anch’io ti voglio bene. Cioè in pratica, ti beno. Per usare la stessa espressione.

    ecco io sono ossessionata, credo, dalla differenza tra un ti voglio bene e un ti amo.

  10. No, vabbè, alcune risposte sono proprio fuori luogo, ma altre… Quali sono quelle che pensate siano giuste?

    Perché chi riceve la dichiarazione è per forza di cose secondo e, spesso, sorpreso o imbarazzato. Dire “anche io” no, ma neanche fare l’eco “ti amo” va bene, o almeno non sempre. Stare zitti non fa. Ho come l’impressione che ogni risposta sia, almeno potenzialmente, sbagliata.

    Oggi, personalmente, a questa dichiarazione risponderei con un bacio appassionato, ovviamente se la cosa è reciproca. Domani chissà come potrei sbagliare… 🙂

  11. Solare says:

    …io rispondo sempre con ” reallyyyy???” Perche’ tanto lo sapevo che il ti amo quello vero e forse il primo della mia vita me lo beccavo in inglese che non fa lo stesso effetto…un po’ come le parolacce, in lingua straniera non ti toccano molto allora adesso mi dice ” io ti amore” che mi piace di piu’ e mi lascia la liberta’ di riderci un po’ sopra e rendere tutto piu’ leggero!

  12. Solare says:

    Ps. E comunque vorrei aggiungere che ancora una volta noi italiani ci complichiamo la vita da matti con tutte queste sfumature…vedi gli anglosassoni che hanno reso tutto piu’ facile a tutti con i love you e non se ne parla piu’…i love you too suona benissimo e’ bello da sentire e con la giusta intonazione diventa un modo molto caldo di chiudere il cerchio della dichiarazione amorosa…altro che ci devo riflettere, grazie non saprei, pure io…siamo svantaggiati dalla lingua anche se il ” je t’ aime” e’ in assoluto il piu’ sexy!

    • cavallogolooso says:

      in realtà il desiderio di rompere i cocones a uno che ti risponde qualsiasi cosa non-incerta è sintomo che ti meriti quello che hai deciso di ricevere, a prescindere da quello che ti sia stato effettivamente dato.

      Cioé se vuoi che la risposta sia quella che tu hai in mente e le “questioni di stile” ti tangono, se uno ti risponde “anche io” e non ti va bene, non ricevi quello che ti è stato dato, ricevi quello che tu percepisci. Ed è quindi bene che non ti piaccia: non te lo meriti.

      E allora viva l’inglese?
      Forse viva gli inglesi, piuttosto? Boh!!!

  13. Il meraviglioso “lo so”… detto con l’identica espressione da schiaffi di Harrison Ford in Guerre stellari (e da lì preso, essendo che si trattava di un nerd uguale a me…). E dopo questa risposta è finita che me lo sono sposato. Condannandolo a una Leia a vita… ^_-

    • ecco anche io uguala precisa con quello che poi mi sono sposata. lucas si che la sapeva 🙂

      tesio, permettimi di contribuire aggiungendo un cimelio dei miei early 20s:

      ti amo
      grazie

      ma grazie al c…..

  14. Dieci anni fa un ragazzo mi ha detto “ti amo” dopo una settimana che uscivamo insieme…a momenti gli scoppio a ridere in faccia. Comunque, tra un frizzo, un lazzo e un gesto istintivo, stiamo insieme da allora 🙂

  15. Io: “Ti amo”
    Lui: “Che fantastica coincidenza”

    Mi piacque tanto la sua risposta.
    In generale, con l’età, ho iniziato ad aspettare che sia l’altro a dirlo per primo. Diciamo che a ogni nuovo giro di boa divento sempre più cinica…

  16. Io: “Ti amo”
    Lui: “È bello che tu me lo dica pur sapendo che io non posso dirti altrettanto. Deve essere proprio vero”.

    Secondo me se lo ammazzo mi danno l’attenuante.

  17. Elsa says:

    Storiella fresca fresca, lei appena ventenne, lui un po’ meno:
    Lei lì, l’anima sulle labbra, gli occhi a cuoricino…
    Lui: “Ce l’ho qui…sulla punta della lingua…”
    Lei, candidamente: “Che cosa?”
    Lui: “No, non lo dire! Io non lo so, ma tu…tu non ti devi innamorare di me! Non saprei come fare…stiamo così bene, perché dobbiamo rovinare tutto?”

    Ed ho persino lasciato che mi scaricasse lui: certo che bisogna essere veramente sceme! ^_^”””

    (Per la cronaca: non ti seguo da molto ma ti asmo tantissimo! Buonasera a tutti/e 😀 )

  18. FRANZ says:

    Dopo il primo “ti amo” detto e la risata in faccia ricevuta, ho smesso di dirlo. E nemmeno me lo aspetto. Sono solo parole.

  19. Fra says:

    tiasmo…credo di amarti, sei una spremuta di luccicanza femminile! Ma comunque che importa? non sono affatto sicuro che si ami la persona, quanto l’idea di essa, basta un “ti amo” (e viste le aspettative, sembra più un “mi ami?”) e una risposta che insomma…e la favola viene interrotta da mamma che grida: “è pronto, apparecchia!”. Se ti amo lo vedi dai fatti, se te lo dico ti fa piacere. Se ti amo ora, non vuol dire che sarà così domani, se me lo chiedi perché vuoi conferme peggio per te, se non te lo dico perché non voglio avvicinarmi troppo peggio per me, o viceversa. Il sacro vincolo e scambio del “Ti amo” sembra cosa ereditata da film e novelle che dalla vita quotidiana, non sono contro o a favore, semplicemente, ammesso che esista, l’amore è qualcosa di concreto che vive e cambia giorno dopo giorno, e non sarà un ti amo a fare un istantanea di qualcosa che scorre e muta, anche se devo dire regala un certo piacere sentirselo dire e un certo coraggio nel dirlo. Basta un solo “a voi lascio i sogni, a me basta la realtà” che la faccenda diviene più semplice.

    • tu hai ragione, l’amore basta (o non basta), perché dirlo? E allora perché accarezzarsi, perché baciarsi, perché parlarsi? Chiamare le cose con il proprio nome è un po’ un’ossessione per me, ma credo che la parola abbia una forza creatrice e distruttrice che va rivendicata. Io amo i film e le novelle, fra, e amo i ti amo, aiutano a vivere meglio…

  20. Fra says:

    la fase del perché (ahimè, io ne soffro, ma sto guarendo!)…perché un pittore dipinge? perché un cantante canta? perché questo e perché quest’altro? Perché scrivi questo blog che mi ha fatto più volte sorridere veramente? semplicemente perché ognuno vuole esprimere se stesso, quello che prova e sente nel modo in cui gli è proprio. Ci sono persone che ad un “ti amo” preferiscono altri modi per esprimere quello che provano, perché non gli danno lo stesso valore che gli dai tu, ma non vuol dire che provano meno sentimento o che gli dia fastidio o che gli faccia paura un “ti amo”, semplicemente gli attribuiscono un valore diverso. Te lo dico, ma preferisco la concretezza nei fatti ad una parola, perché sono diverso da te. Se però un “ti amo” dato o ricevuto è una stampella per vivere meglio, preferisco farne a meno, se invece è il semplice scorrere di quello che provi…beato chi sta vicino a questa fontanella! Certo non è piacevole quando l’altra persona non ricambia veramente, ma te lo sei scelto tu (ah! quante me ne sono scelte io). Novelle, rime, filastrocche, filastorte, coccole…accipicchia se le amo…adesso magari mi sono contraddetto! 🙂

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