le 5 commesse che temo più del Natale.

La commessa dj o anche detta l’Alexander Platz. Se vuoi sentirti vecchia, noiosa, provinciale e fuori luogo, bene sei nel negozio giusto. La commessa dj è sicuramente una fashion blogger, lei non vende lei ti offre suggestioni, sempre che abbia voglia di servirti. Sì perché tu entri nel negozio, ma che dico negozio? Concept store, ma che dico concept store? “Outfit inspirational trendsetter design inside”… e le commesse (ma che dico commesse? Le cool hunters) stanno parlando fitto fitto tra loro della migliore serata underground berlinese del momento, tu provi con un sorriso e un colpo di tosse ad attirare la loro attenzione e loro ti squadrano da capo a piedi, come se Wilma De Angelis si fosse intrufolata a un rave party. E poi riprendono a discutere del tecnosound del vattelappesca. Ed effettivamente ora che ci pensi, anche tutto il loro abbigliamento ricorda l’underground tedesco, della Berlino est, precisamente pre-Perestrojca.

La commessa di Bottega Verde. Nel cartello d’ingresso c’è scritto benvenuti, ma in realtà si legge “lasciate ogni speranza voi che entrate”. Tu vai per uno smaltino da un euro, la commessa ha già pronta la scheda fedeltà che ti compila sul momento, da qui in avanti inizia l’infinito gioco del lascia o raddoppia. “Con l’acquisto dello smaltino da un euro ha diritto a uno sconto del 205% anche un set di lime per unghie”. Allora tu annuisci, ingenua. Lei passa le lime alla cassa e si illumina: “Vedo qui nel data base che con l’acquisto delle lime per unghie entra di diritto nel girone delle grandi acquirenti Bottega Verde, un upgrade che le dà l’occasione unica di acquistare lo shampoo di vite ungherese all’odore di big babol sempre che ci abbini un bagnoschiuma all’essenza di Nelsen Piatti”.  Tu sei ipnotizzata e anche drogata dagli effluvi di Nelsen Piatti e big Babool. E lei continua “non ci crederà ma ormai siamo a 4 prodotti acquistati e grazie alla promozione “forza 4” ha in regalo anche un ombretto verde pisello metallizzato, proprio la nuance dell’inverno, perfetta per il suo incarnato beige. E’ suo se sceglie anche la crema corpo alla citronella fragranza zampirone per l’estate, biochetasi per l’inverno”. E via così. Tanto che ormai quelli che finiscono a Chi l’ha visto? Non dicono più “vado a prendere le sigarette”, ma “vado a prendere due campioncini alla Bottega Verde”.

La commessa vigilantes. Tu entri nel grande negozio del centro, lei ti accoglie gentile e sorridente: “Signora, posso aiutarla?”. Tu incassi il signora, con la signorilità che ti viene richiesta e spieghi: “Non ho un’idea precisa, volevo curiosare un po’”. Lei, perplessa, comincia a seguirti come un’ombra, silenziosa ma impossibile da seminare. Ti nascondi dietro una pila di maglioni e lei è lì. Cerchi riparo nei camerini e vedi i suoi piedi spuntare dall’altro lato della tenda. Cominci a sospettare che lei sappia, conosca il tuo passato di ladra e hai la tentazione di vuotare il sacco e costituirti alla cassa: “E’ vero, tre mesi fa sono uscita dal Carfour senza aver pagato due hamburger di Chianina. Ma la confezione di carne l’aveva trafugata a tradimento Lorenzo tenendola nascosta nel passeggino. Sì, potevo tornare indietro a pagarla, una volta per strada, ma nel frattempo Marta aveva fatto la cacca e dovevo correre a casa a cambiarla. E poi 15 euro di Chianina…”.

La commessa della profumeria. Già ho raccontato dell’ansia che mi coglie nell’andare dall’estetista. Un’ansia eguagliata solo dal faccia a faccia con la commessa della profumeria. Lei, con un fiuto affinato negli anni, odora le tue insicurezze e attacca. Entri risoluta per cercare un pensiero natalizio per un’amica ed esci carica di roba che sembri una presentatrice Avon. La tecnica è semplice: la maledetta ti aspetta fino alla cassa ed è lì che insinua il dubbio: “Ho pensato di lasciarle dei campioncini omaggio per: le borse di coccodrillo sotto gli occhi, per le rughe stile gole del Gran Canyon, per la cellulite a trapunta… credo che le possano essere utili”.

La commessa “sei bellissima! Accecata d’amore ti stava a guardare”. Questa tipologia di commessa è la più infida. Sai che mente, che mente di fronte a ogni evidenza, ma ci vuoi credere a quella gran falsona e spergiura. Per lei ti sta sempre tutto benissimo, lo stilista ha cucito il capo pensando proprio a te, a te e alla signora tua vicina di camerino, che più che una donna sembra un monolite maya, nelle sue splendide misure un metro e cinquanta per un metro e cinquanta. La commessa “sei bellissima” oltre a negare l’evidenza, nasconde le sue menzogne dietro a una formula ripetuta fino alla nausea “quest’anno è molto di moda…”. E così ti convince a comprare un vestito color carne di due taglie più piccolo, che quest’anno è di moda sembrare cotechini, dice che a Natale porti pure fortuna.

wilma-de-angelis

Wilma De Angelis a un rave berlinese.

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44 thoughts on “le 5 commesse che temo più del Natale.

  1. Se mi permetti Enrica, vorrei aggiungere:
    1 bis. Il commesso di quel negozio di via Po che una volta era alternativo.
    Quando andavi al liceo tutti quelli un po’ bonciazzi frequentavano questo negozio e vi compravano “la pecora” (giubbottino tipo orsetto) o delle maniche a righe colorate coi buchi per i pollici. Il suddetto negozio è stato negli ultimi anni usurpato da un commesso hipster. Disegna lui alcuni capi, altri li fa arrivare direttamente dai suoi amici di Kreuzberg. Quando entri in negozio, se sei una super gnocca con la zeppa giusta e l’outfit del momento diventi la sua musa ispiratrice. Quando entri in negozio e sei me, senti addosso gli occhi del commesso-dobermann e esci ancora prima di aver guardato tra le grucce (che poi forse non ci sono grucce, troppo banale, ma comunque non hai avuto modo di vedere). Avrei dovuto dirglielo, io, “stronzo guarda che ho messo la pecora tutto il ginnasio”!, ma poi mi è venuto in mente che avevo pure un polsino rosa con disegnata la foglia di marijuana e mi sono vergognata talmente tanto della me del passato che mi sono dimenticata del commesso.

    • Psycomarta says:

      L’inspiegabile di quel commesso (a cui noi abbiamo assicurato lo stipendio comprando valanghe di felpe coi buchi per i pollici) è che, mentre io mi sento sempre guardata come un esperimento mal riuscito, mia madre di anni 61 che ha scoperto quel negozio l’altro ieri lo trova “…gentilissimo!!! Davvero carino!” E riesce a farsi vendere di tutto!

  2. Solare says:

    Sei esilarante come sempre, grandissima Tiasmo! E poi ci sono le commesse stronze che lavorano in negozi dove solo un accessorio costa il doppio del loro stipendio ma loro so ostinano a tirarsela..chissa’ poi perche’ che neanche fosse roba fatta da loro. Quando vivi all’estero ci sono le commesse salva vita, ragazze simpatiche che di solito hanno un qualche lontano parente italiano e cosi si divertono a sentire racconti dell’ italia e del come e perche’ sei finita dove sei ora ecc..e a volte se sei fortunata ci scappa pure un invito a qualche party o solo la breve illusione di aver incontrato una potenziale amica in una metropoli enorme dove non conosci nessuno ma che per un pur breve momento e’ stata accogliente, non succedera’ mai a Roma, la patria delle commesse piu’ scortesi del mondo, ne parlano pure all’ estero!

  3. Svetlana says:

    L’altro giorno è arrivata in negozio una signora somiglia Wilma de Angelis. Da bambina sempre io guardavo la tv italiana e la vedevo. Diceva che voleva comprare un completo per amica con poco seno. Allore le ho fatto vedere tutti i completi imbottiti un poco da mignottina ma lei niente diceva che voleva una cosa semplice. Allora le ho tirato fuori un completino di pizzo avorio e le ho detto che c’era promozione e potevi prendere anche per lei perizoma. La signora si è messa a piangere che si sta separando allora mi è spiaciuto e ho messo via perizoma. Wilma, ho pensato non c’è perizoma che tenga qui ci è tanto lavoro da fare!

  4. Oddio che ridere 😄
    La commessa vigilantes è anche il mio incubo, ci sono negozi in cui non torno proprio per evitare una commessa così.
    Alla commessa della profumeria abbinerei il commesso gay della farmacia che in una decina di minuti ha raggiunto il triplice scopo di: riempirmi di prodotti anti-la-ogni, farmi sentire più vecchia di 10 anni e in colpa perché mi curo del mio corpo e della mia femminilità meno di un uomo O_o

  5. Elena says:

    Mi sto schiantando dalle risate all’idea di wilma de angelis a un rave party e soprattutto l’espressione spaventata della foto è stupenda hahahahahahahahhaha! Comunque ho trovato un tipo di commessa bruttissimo ultimamente in un negozio etnico-figo di Firenze (dove una collana di noci brasiliane costa 40 euro)… era una di quelle che non vogliono venderti la loro preziosissima roba e ti inseguono ripiegando all’istante tutto quello che tocchi, e se provi ad aprire una maglietta ti dicono “la trova appesa”!!! E se provi qualcosa: “E questo? Me lo ridia!” 🙂 Un bacione enri bella per fortuna che c’è il tuo blog in questo triste periodo di tesi…Ele (fracky)

  6. la commessa della profumeria è quella che più temo… ma anche la Outfit inspirational trendsetter design inside (ho fatto contro c control v che pensi!!) perché non saprei mai ripetere quello che fa :))) baci carissima e buon nataleeeeee

  7. fra says:

    Enrica, e la commessa “ce l’ho anch’io”, dove la metteresti?
    E’ forse una sottospecie della “sei bellissima”?
    Lei sembra avere acquistato tutti i capi del negozio in cui lavora. Questo pigiamino con inserti in pizzo cinese di un improbabile color grigio-bluette, ad esempio, lei lo ha testato, dichiara che è comodo da morirci dentro, gli ha fatto fare enne lavaggi a 90°C a questo orrido capo notturno, estraendolo dal cestello come ancora sulla gruccia. Ed è a questa dichiarazione che la giostra su cui ti ha fatto salire si stoppa: guardi le unghie laccate, il rossetto senza sbavature, gli accessori giusti, le griffe che, levate!, cozzare col pigiama che tiene in mano, buono al limite a tenere lontana la Monsters&co. Guardi lei, guardi il pigiama, guardi lei, guardi il pigiama e ti rendi conto che ti sta (anche abbastanza maramente) pigliando per il culo, ‘sta sfacciata!!

    Baci, tanti!!

  8. Manca lo stalkeraggio delle commesse di Motivi, che appena entri, senza nemmeno chiedere, ti hanno già piazzato nel camerino e fatto provare mezzo catalogo. Le odio ._.

  9. Posso? Avresti dimenticato la commessa: Non è per lei signora!
    Quel jeans appena appena attilato? Non è per lei signora!
    Quel golfino appena appena corto? Non è per lei signora!
    Quelle scarpe che fanno appena appena zoccola? Non sono per lei signora!
    E’ chiaro che la commessa Non è per lei signora! odia il proprio datore di lavoro, oltre che te. E che invece viene pagata sotto banco dall’analista del piano di sopra.

  10. Mi ha fatto scompisciare dalle risate quella della Bottega Verde. Forse perché mi è capitato proprio così quando sono andato ad acquistare una tisana per la mia ex-moglie. Adesso non oso più entrare in quel negozio.
    Brava!

  11. Quelle che piu mi fregano, in tema di commesse, sono quelle che ti adottano subito come sorella maggiore, mamma, nonna. ( anche al maschile, i commessi). Mi freegano perchè , o meglio, non so perchè, iniziano a parlarmi dei loro problemi e io non riesco a non cercare di dare una mano, incoraggiare, consigliare, proporre alternative. E cosi’ mi distraggo dallo shopping compulsivo e selvaggio , che mi fa tanto bene. Serendippi

  12. La commessa della profumeria le batte tutte!!! Con gli anni però ho escogitato un trucco, dichiaro sempre una decina d’anni in più così è da quando ho 40 anni che sono fantastica considerando la mia età……
    I tuoi post sono sempre fantastici, grazie!!! Tanti auguri!!!!

  13. Una quindicina di anni fa, quando da povera ragazzetta obesa cercavo disperatamente una abitino da capodanno che mi stesse bene, la commessa si e’presentata con un vestitino stile impero a cui aveva strappato a morsi l’etichetta “pre-maman”, negando di averlo preso in quel settore…

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