sogni che tengono svegli

Non è vero che non si cambia. Marta, per esempio, ha deciso di prendere il ciuccio e di dormire tutta la notte. Ci sono voluti 18 mesi, un anno e mezzo in cui ha messo a dura prova i miei bicipiti e dato una sfumatura nuova, più struggente ed eroica, più pesta e violacea al termine “occhiaia”, 547 notti in cui le ho cantato tutto il cantabile, inventandomi parole, cambiando rime, rivangando storpiature delle medie come “non amarmi perché vivo a Londra” e “Sei bianca come un morto, al cimitero ti porto” sulle note di Alba Chiara. Poi l’altro giorno è arrivata in salotto con in bocca un ciuccio di origine sconosciuta, ha dichiarato “nanna!”, ha fatto ciao ciao con la mano al fratello e si è diretta verso camera mia. Tre secondi di canzoncina e dormiva. Cosa le sia scattato in quella testolina non lo so. Il mio pediatra definirebbe questo evento epocale uno “scatto di crescita”. Tuo figlio la settimana prima sembra un bacarozzo sulla schiena incapace perfino di gattonare e la settimana dopo corre e saltella? Salto di crescita. I bambini crescono saltando e noi dietro incespichiamo con il fiato corto.

Anche Lorenzo ha modificato le sue abitudini per la nanna, non mi dice più “mi tenghi, sennò io cado” prima di addormentarsi. Continua a portare elettrodomestici e oggettistica varia nel letto, come sempre mi fa giurare che non farò la doccia e soprattutto non mi laverò i capelli in sua assenza, ma ora vuole fare un gioco nuovo: il racconto dei sogni che faremo. Lui mi elenca aerei supersonici, il pupazzo di neve di Frozen, suo cugino Giovanni… poi tocca a me. Ieri mi sono fatta prendere la mano, non ricordo neanche cosa mi sono inventata, sicuramente riguardava rocambolesche avventure con sua sorella, letti volanti, nevi perenni, boschi parlanti. Robe semplici. Lorenzo si è fatto silenzioso.

Io (speranzosa): Amore dormi?

Lui: No.

Io: E perché no?

Lui (scocciato): Mamma, non liesco…

Io: Non hai sonno?

Lui: No. I tuoi sogni fanno tloppo casino!

E come dargli torto. I miei sogni hanno fatto sempre troppo rumore, tanto da tenermi sveglia. E per quello aspetto ancora il mio scatto di crescita.

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23 thoughts on “sogni che tengono svegli

  1. Barbara says:

    18 mesi per una notte intera di sonno? Allora me ne rimangono “solo” 4 per sperare che anche qui avvenga un miracoloso scatto di crescita! Ce la posso fare, ce la posso fare, ce la posso fare… Ce la posso fare???

  2. Lo sanno anche i pappataci che i sogni iniziati PRIMA di dormire non fanno dormire, eh! (P.S. Mi porrei delle domande sulla provenienza del ciuccio di origine sconosciuta…!) 🙂

  3. melaverde says:

    sai cosa? che il vero scatto è fare il salto tenendoseli stretti. i sogni. e integri. e rumorosi. che farlo lasciandoli sono capaci tutti.

  4. Che bello!
    P.S. ammetto che ho avuto un piccolo rigurgito acidulo, la Purulla ha tre anni e due mesi (38 mesi, e che diamine) e di dormire tutta la notte ancora non se ne parla.
    Benedico l’esistenza dei filtri per le fotografie che mitigano l’aspetto dei miei occhi cisposi.
    Baci

  5. nella mia hit parade c’è la canzone della pubblicità dell’Ajax anni ’80, sulle note della Carmen: pulito sì, fatica no! E sono stata tentata più volte di lanciare il bimbo come il secchio…

  6. Cara, che bel post.
    Anche io ho scoperto da poco i sogni rumorosi e che non fanno dormire (d’altra parte tornare sui banchi da adulta non può che significare studiare di notte) e non voglio rinunciarci

  7. ALBERTO says:

    Avevo saltato l’ultimo mese di blog e l’ho letto tutto insieme in una pausa dal lavoro, come avevo fatto il giorno che l’ho scoperto e volevo solo farti ancora i complimenti
    poi, mi sembra che l’esperimento funzioni su tutta la linea, sia a livello di pubblico, che a quello personale, nel senso che il tono dei tuoi post e` sempre meno rancoroso e terapeutico e sempre piu` per il piacere di narrare e suona sempre piu` inserito nella tua vita. Le fenomenologie fanno spisciare, e sono super vere. Come ha scritto qualcun altro in un commento che ho letto, sai unire profondita` e divertimento, ed e` una cosa che valetanto.
    Dal canto mio, anche se non ci conosciamo, volevo farti un ringraziamento speciale. Ho appena finito di scrivere un romanzo in cui fin dall’inizio (ben prima di leggerti) trovava posto una ragazza di ventisette anni sola con una figlia di otto. Indeciso a lungo su come chiamare la bambina (con cui il mio protagonista ha una lunga e buffa conversazione tete a tete) ho optato per Marta. E` un tributo a te, e a tua figlia, di cui ho letto durante quest’anno e a una cara amica polacca che non vedo da troppo tempo.
    Un abbraccio forte, e avanti cosi` che vai alla grande

  8. ALBERTO says:

    ah, e ho scritto qui, perche` il fatto di avere dei sogni che fanno rumore e` una cosa che capita spesso anche a me, anche senza bisogno di inventarli… e ti ringrazio per l’espressione che trovo molto calzante (dato che l’audio di un suono e` qualcosa che solo il suo proprietario puo` aver sentito, e direi non riproducibile :o) )

  9. Molto bella la definizione che alcuni sogni “fanno rumore”. I miei più rumorosi li scrivo su un libretto ogni volta che me li ricordo e che non mi sveglio di soprassalto perché la sveglia non ha suonato.. Perché i “sogni che fanno rumore” ritornano e diventano ricorrenti. Permettono di rivivere tratti già vissuti o ci permettono di scegliere se scoprire nuove strade. Il finale di quella già percorsa lo conosciamo già. Molto bello il tuo blog!

  10. 🙂 prova a sognare a bassa voce, magari funziona!
    ps: non è la cosa più bella del mondo quando improvvisamente iniziano a dormire? ora, lungi da me deprimerti, ma visto che ci son passata, sappi che ci saranno delle ricadute, ma di solito il peggio è passato.

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