di padroni e perdoni

Nonno Giovanni, anche detto nonno Nanni soprattutto per la sua intransigenza e la sua durezza stracchinica, è pazzo d’amore per i suoi nipoti, una passione travolgente, non priva di qualche ansia. Avete presente quando la mamma conta le dita delle mani del neonato per vedere che siano proprio dieci? Ecco, mio padre a Lorenzo e a Marta le conta ancora ogni giorno, per sicurezza. E’ apprensivo. Sarà anche per questo che da quando quest’estate un labrador ha assaggiato un polpaccio di Lori, nonno Nanni ha paura dei cani.

Ieri, mentre tornavano insieme dalla scuola materna, un cucciolone senza guinzaglio è sbucato da dietro un angolo ed è corso verso Lorenzo. Il granitico istinto di protezione di nonno Nanni ha sottovalutato i suoi piedi di formaggio molle: si è catapultato sul cane per fermarlo, inciampando malamente sulla bestia con un effetto valanga di peli, dritta ai piedi di Lorenzo stupefatto. La cosa poteva finire lì, se non fosse che a ruota è arrivato il padrone, urlando che gli avevano aggredito il cane, che mio padre era un pazzo, che doveva ringraziare ci fosse il bambino altrimenti l’avrebbe riempito di botte.

E io infatti ringrazio che ci fosse Lorenzo ormai in lacrime da accudire, perché vedere mio padre davvero incazzato è un’esperienza che non auguro a nessuno, a meno che si voglia assistere in diretta alla trasformazione del mite Dottor Nanni nel letale Mr. Norris. Così disfatto il gomitolo di pelo rotolante, spiegati a padrone e cane gli improbabili intrecci dei loro rispettivi alberi genealogici, ricostituita la normalità, nonno e nipote si fermano in un bar per riprendere fiato.

Lì il più vecchio dei due spiega: “vedi, tesoro mio, il cane non era cattivo, il cattivo era il padrone” e il più saggio dei due risponde: “Vabbé nonno, ti chiedelà scusa domani”.

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14 thoughts on “di padroni e perdoni

  1. Il nonno Nanni mi è già simpatico, io sono abbastanza come lui, zen in tutto ma coi figli un’ansiosa-osa-osa. Ma a loro non lo dimostro, soffro in silenzio come Fantozzi.
    Ps padrone del cane: se leggi fatti delle domande

  2. melaverde says:

    Concordo con mafalda. Stacchinica intransigenza. Che perdonare troppo non fa bene alla salute. E voler essere politicamente corretti quando non c’è da esserlo nemmeno. comunque Lorenzino rimane un grande . Ma anche il nonno nanni. Me lo presti?

  3. Giuliana says:

    Da ex-padrona di cane posso permettermi di dire che non c’è “razza peggiore”… i propri cani sono sempre dolcissimi e innocui salvo i raptus di pazzia “imprevedibili”… (il mio cane, sempre al guinzaglio fino alla fine quando ormai era cieco e senza denti e al massimo avrebbe potuto ciucciare un polpaccio ha subìto più di una volta gli attacchi di questi animalucci dolcisssssimi probabilmente “provocati” o “infastiditi” dal mio legato…). Onore e gloria al nonno coraggioso, un “vaffa” al padrone del cane e stima immensa per il piccolo saggio 🙂

  4. giacomo says:

    I tuoi post sono sempre bellissimi, grazie mille per queste scene così simpatiche e così vere.
    Lasciatemelo dire, ma prima devo respirare e contare fino a 568mila. 🙂
    Come siamo intransigenti e intolleranti con questi “cani e padroni di cani”, saranno pur liberi di defecarci sulle scarpe no?
    Ma sapete che mi sento ancora in colpa per aver osato a dar del maleducato ad un signore che, noncurante di chiunque, ha fatto espletare un bisognino di 9 tonnellate a cinquanta centimetri dallo scivolo del parco giochi?
    Eh si, devo chiedere anche scusa per quella volta che, arrabbiatissimo, ho dato dell’incivile al proprietario di un cagnolino che, dopo aver fatto la “numero 2” se ne andarono beati come due rane su una ninfea, e io lì a pulire mio figlio che nella cacca ci si era appena tuffato come un goleador brasiliano esultante.
    Lasciamoli pur fare, teniamoci la lingua tra i denti, si sa mai che non ce la facciano pure lì.
    Jim Carrey, come ti ho amato in quella scena di “io me & Irene”

  5. ElleBi says:

    Quando ho preso il mio primo cane, 10 anni fa, ho scoperto che il mondo si divide sostanzialmente in due categorie, entrambe estremamente pericolose: c’è chi i cani li odia (perchè sporcano, fanno rumore, sono aggressivi) e chi li adora (nel senso letterale del termine). Le persone sagge solitamente stanno nel mezzo: sono in grado di capire che se i marciapiedi sono pieni di deiezioni la colpa non è dei quadrupedi, ma dei bipedi che circolano senza sacchetti raccoglicacca e che i cani possono si far parte della famiglia, ma che non devono prendere il posto degli umani. Mi auguro che nonno nanni e, soprattutto Lorenzo, possano superare la paura dei cani… perchè vuoi mettere l’amicizia di un bambino con un compagno a quattro zampe?

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