l’amore è un vestito.

Lorenzo: Mamma non vojo dare via la mia majetta.

Io: lo so amore, ma non ti sta più.

Lorenzo: Ma io non la metto addosso, gualda, la metto così. E l’appoggia sulle spalle tipo mantellina da superman. E vola via.

Io continuo nell’arduo compito di sistemare l’armadio e penso al mio guardaroba e a un vestito che proprio non riesco a buttare, un abito nero corto che nel tempo è stato declassato da armatura da primo appuntamento a copricostume, ma che resiste, nonostante gli anni, i traslochi e le mode della gonna trequarti. Mi viene in mente una metafora della domenica, e nemmeno una domenica di sole eh, una di quelle domeniche pigre in tuta, per capirci. La metafora del guardaroba dell’amore. Per me funziona così:

Corteggiamento. Cammino per strada, vedo un capo che mi folgora in vetrina, entro. Accanto a lui c’è un altro vestito interessante, magari più comodo, magari della taglia giusta, ma io no, voglio quello un po’ strettino, quello non in saldo, quello che ha un costo elevato. deve essere mio.

Innamoramento. Sulla strada che mi riporta a casa fantastico del nostro favoloso futuro insieme, penso ai momenti trascorsi in armonia. Io e il mio capo perfetto e versatile. Con me nel tempo libero e al lavoro, con me per farmi sentire bene sempre.

A casa. A casa c’è sempre un momento in cui mi pento dell’acquisto. Là, sul manichino, mi sembrava perfetto, ma adesso buttato sul letto sfatto… comincio a vederne i difetti: il colore non è poi così vivace o, al contrario, a volte è troppo sgargiante e vistoso, il taglio non così raffinato come me l’ero immaginato. Sempre a casa accade anche il contrario, cioè che il vestito mi appaia perfetto, sono io invece che sono troppo grassa o troppo magra, sono io a non essere all’altezza della sua leggerezza, della sua fattura ineccepibile, senza mai una piega.

La scelta. Qui le strade sono due: posso restituirlo oppure prenderlo per quello che è. Semplicemente indossarlo, farlo diventare parte della mia quotidianità, qualche volta tenendo indietro la pancia, altre volte forzando la cerniera, sbuffando. Bisogna stare attenti all’usura, alla noia, reinventarlo un po’ ogni volta.

Ecco a cosa pensavo mentre Lorenzo svolazzava con la sua maglietta-mantella: che bello sarebbe trovare una storia d’amore che si lasci fare l’orlo.

dolcegrazie ad Alessio per l’illustrazione: http://ab81.blogspot.com/

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29 thoughts on “l’amore è un vestito.

  1. L’amore che si fa fare l’orlo c’è. Magari, anzi sicuramente, dovrai comunque chiudere un occhio ogni tanto, che quel giorno che hai mangiato troppo proprio non ti entra e “fa difetto”. Magari potrai fare soltanto un orlo sottile sottile, manco un cm, un ritocchino appena. Però anche solo quel poco farà la differenza e il tuo occhio chiuso ci metterà del suo. Ma soprattutto ti farà felice.

  2. melaverde says:

    Tocchi un punto sensibile per me. Personalmente ho una fede assoluta nella possibilità – se si vuole – di fare orli e aggiustamenti. Ma il punto (croce ahahahah) è proprio questo: alla fine ho capito che questo è un apppoccio che non va bene: il vestito ti deve abbracciare senza stringere. Ti deve far sentire bene come dici quasi di default. Poi, ma solo su questa base , puoi fare tutti gli orli che vuoi ma di base deve avere una sua strutturata bellezza in cui si stia bene a prescindere altrimenti si devi prendere atto di aver toppato. Ed è un bel casino. Soprattutto se hai tirato fuori pure la singer dei primi del 900 a pedale della nonna e sei diventata redattrice di mani di fata. E non per via del cucito. Si intende.

  3. ecco quello che penso: devi scegliere l altro vestito, quello che stava accanto. Quello all’ apparenza insignificante e fin troppo scontato. Quello che non ti fa l occhiolino e ti fa sbavare ma semplicemente quello co modo, che ti ama.

    • FRANZ says:

      Sì, quello che per anni hai snobbato…quel vestito che non era alla tua altezza, e invece eri tu a non saperlo apprezzare!

  4. Pingback: Talkin’ About.. Love #6 – Il mio vestito | Tips&Tricks

  5. Ingenuetà says:

    Giusto ieri ho deciso di sistemare il guardaroba e ho scoperto che non entro in due jeans dei magnifici tre che ho preso l’anno scorso…

  6. Io vado in shock anafilattico se vado da Sportler invece.
    In quel momento preciso sento di CAPIRE, per la prima volta, cosa prova una donna che entra in un Outlet di Prada con sconti 50% su tutto lo stock .

  7. Fra says:

    quando vedi quel vestito così perfetto, romperesti tutti i porcellini sul soprammobile e ti faresti venire il colpo della strega per cercare gli ultimi centesimi sotto il letto, poi passano i giorni e il vestito così perfetto è un po meno perfetto, poi sempre di meno, allora ne trovi un altro e la stessa filastrocca si ripete, passa tanto tempo e quel vestito è ormai svelato di ogni suo segreto, l’hai masticato così tanto che sembra esserne svanito il gusto, e diventa monotono. Poi distrattamente indossi quella maglietta così normale, e ti ci trovi comodo, così imperfetta, così anonima, ma alla fine ti ci senti bene, orli e aggiustamenti? non voglio una maglietta perfetta, voglio quella che indosso così com’è.

  8. Solare says:

    Lo stesso vestito in un altro giorno forse non l’avresti neanche comprato perche’ non eri dell’ umore per vederci tutte quelle meraviglie e avresti tirato dritto mentre in un altro momento forse avresti scelto quello accanto ( qualche anno dopo e tanta esperienza in piu’), in ogni caso la metafora dei vestiti la si puo’ applicare a tante altre scelte della nostra vita perche’ credo sia dai sogni che nascono poi le azioni e senza un po’ di creativita’ si resta nude!

  9. ci sono capi che ti accompagnano per molti anni e dai quali non riesci a separarti nemmeno quando anche l’ultima cucitura comincia a dare segni di cedimento.
    Io avevo una maglietta che ho adorato per molti anni, sul retro aveva un bel disegno con la scritta “love the life you live, live the life you love”

    L’ho fatta incorniciare ed è appesa in camera mia

  10. laura says:

    meglio fare una svercia e renderlo allungabile o accorciabile all’occorrenza, perchè ahimè, una volta fatto l’orlo, ti illudi di essere uguale a te stessa per sempre…ma purtroppo o per fortuna ti accorgi che tu cambi e se il vestito è fatto su misura per te, rischia di non andarti bene per sempre…

  11. ps.
    C’ è il capo di cui ti innamori e che in un momento felice e di autosoddisfazione e contentezza di te, quando credi di poterti permettere il soddisfacimento dei tuoi legittimi desideri e che nessun desiderio sia troppo per te, acquisti e porti a casa, ti sta da Dio, e conLui addosso ti senti proprio te, più di quanto non lo sia mai stata.
    Poi passa il tempo e un po’ cambi tu, un po’ i tuoi gusti, un po’ Lui si stinge e si usura. Però a furia di metterlo ha preso un po’ l’impronta del tuo corpo, ti piace come ti sta, ci stai comoda e a tuo agio, è diventato familiare, non stringe e non tira, ma cede proprio nei punti in cui sa che tu hai bisogno che lo faccia. Magari è un po’ sformato ma è il tuo.
    E sai come abbinarlo sempre. Quel capo alla fine ti somiglia.

  12. Annalisa! no, non sono io, purtroppo mi hanno hackerato la posta di gmail, dove mi arrivano tutte le notifiche del blog. Mi spiace tantissimo, soprattutto per il disagio di chi mi legge. Un grande abbraccio!

    • sì, il disagio è grosso, domani scriverò sull’argomento. Ho fatto denuncia alla polizia postale, purtroppo c’è poco da fare… ancora grazie per l’interessamento!

  13. Forse, a volte, bisognerebbe solo riconoscere che c’è un vestito giusto per ogni fase della propria vita. In quel momento, quel preciso momento, sembra perfetto pur con tutti i suoi difetti. Anche se risulta stretto, o largo, se non riesce ad esaltare la forma, se agli altri sembra “fuori luogo”; quel vestito, proprio quello, ci dà qualcosa a cui non possiamo rinunciare in quel preciso momento, in quella fase. Non sappiamo se sarà così per sempre, se riusciremo con qualche ritocco a fare in modo che si adatti al nostro futuro, al resto della nostra vita. Non sappiamo nemmeno cosa sarà il resto della nostra vita. Magari arriverà il giorno in cui dovremo necessariamente metterlo da parte, senza rimpianti, prendendolo per quello che di buono c’è stato, lasciandogli un posto speciale nel nostro cuore anche se volteremo pagina e cambieremo look.
    Forse, in fondo, non possiamo fare altro che indossare il nostro vestito e tenerlo in conto, sperando duri il più a lungo possibile, godendo della vita che potrà regalarci, consapevoli che forse non sarà per sempre, ma che in quel preciso momento crediamo potrebbe esserlo… e va bene così.

  14. Fotone says:

    E vogliamo parlare di quegli abiti che hanno un costo (emotivo) così alto che sebbene siano perfetti nella fattura e nel taglio non possiamo permetterceli neppure quando sono in saldo.

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