Confessioni di una mamma pericolosa.

Con il primo figlio sei imbottita di propositi pedagogici, pensi che il tuo compito di madre sia soprattutto stimolare. Lorenzo ha quegli occhi enormi, sempre sorpresi come conseguenza dello stupore di fronte alle mille puttanate a cui lo sottoponevo. Un tour de force di canti, balli, saltelli, musiche di ogni genere, Mozart per calmarlo, ACDC per sviluppare il senso del ritmo, letture ad alta voce, marionette che recitavano i versi di Leopardi, leopardi che facevano versi e basta.

Con Marta ho imparato il gusto di stare in silenzio, a guardarci, a studiarci, a capirci, ad ascoltare il suo cinguettio dadaista, la mia Gitsmo dei Gramlins. Ho imparato a ignorare le tabelle, i grafici, i pesi, le misure, i percentili e a improvvisare. Ho imparato che fare la mamma può essere anche facile, se non fai troppi bilanci e abbandoni la doppia pesata, cercando di capire quanti grammi di conoscenza e affetto hai trasmesso ai tuoi bambini.

Non dico che lo sia sempre, a volte la stanchezza è tale che ti ritrovi tipo automa a spingere il carrello del supermercato avanti e indietro come un passeggino, cullando le banane e tre pacchi di pasta. Il momento più bello della giornata resta sempre quando tutti sono a nanna e quel silenzio è un toccasana come togliere un paio di scarpe troppo strette. Capita pure di maledire il Natale passato in fretta perché non sai più a che santo votarti per convincere i tuoi figli a fare i bravi. Non gli puoi mica dire: ubbidite altrimenti San Valentino non vi porta nemmeno un cioccolatino (o forse sì, forse si può). E ci sono momenti in cui la pelle ti fa male, i capelli ti bruciano, per quanto sei stata frizionata, tirata, calpestata, accarezzata, pizzicata, sdrucita da quei due corpi che ti cercano, ti frugano, ti strappano. Una volta ti è capitato anche di fingere una telefonata a Gargamella: «Pronto? Parlo con Gargamella? Ecco Lorenzo non vuole mangiare la minestra, vieni pure a prenderlo». E non ti dimenticherai mai quando portasti tuo figlio grande a comprare un regalo-premio in un negozio di giocattoli e per velocizzare la scelta amletica tra un trenino e un libro di Nemo, dicesti: “dai, tesoro, se scegli in fretta ti prendo un lecca lecca”. Praticamente un premio alla potenza, praticamente una Caporetto Montessoriana. Ma il punto più basso della tua carriera mammesca l’hai raggiunto in tram, quando Marta frignava e tu sei sbottata, indicando una signora a caso: “Se non smetti di piangere la signora ti sgrida”. E quella ti ha pure risposto: “Sai a me che me ne importa se piangi”.

Quindi rettifico: fare la mamma può essere facile se eviti i tram e hai il numero di Gargamella in rubrica.

Immagine

Qui una scena di me che provo a dare il biberon a Marta in carenza di sonno.

Advertisements
Standard

52 thoughts on “Confessioni di una mamma pericolosa.

  1. Ma lo sai che è proprio vero quel discorso del primo figlio iperstimolato di cazzate pseudo montessoriane e repertorio Jingle della nostra infanzia anni ’80 (mi auguro che mia figlia non sia l’unica treenne a ballare sul letto al ritmo di Lucy-may e Anna dai capelli rossi e a conoscere le mosse del ballo del qua qua!)
    Poveri primi figli, a pensarci.
    Poi con i secondi, uff, chi cazzo ci ha più la voglia di rileggere a raffica sempre lo stesso librino facendo i versi e le voci diverse e gesticolando parossisticamente come sordomuti balbuzienti?
    Fortuna che loro, i secondi, in genere non hanno bisogno di qualcuno che riempia i loro silenzi, tra un urlaccio e l’altro dei fratelli più grandi.
    Per quanto riguarda invece minacce e blandizie, mi sa che siamo tutte delle pessima, pessima mamme.
    SE non la smetti ti lascio qui, se non raccogli i giochi butto via tutto e se non vuoi giocare con tua sorella allora vai a giocare di là da sola, che nemmeno io voglio più giocare con te, sono le principali “tare” pedagogiche, ereditate da mia madre, e che mia figlia deve sorbirsi, ahilei.
    E non ne vado fiera!

  2. Confesso che lo fo anch’io, di promettere le cose a catena.
    Funziona, e l’alternativa è trasformarmi in un babbuino urlatore dalla faccia e dal culo rosso (per la rabbia).
    La signora sul tram, se la rivedi per favore dalle un bacino da parte mia.

  3. Da neomamma di primo figlio ammetto candidamente che me la sto già prendendo comoda. Niente bilanci, pesate quando capita, finchè vedo che i vestiti diventano piccoli vuol dire che cresce… Mi sa che non mi conviene fare il secondo. Potrei arrivare a nuove vette di lassismo.

  4. Claudia says:

    Ciao al mio bambino prima di Natale ho detto che doveva fare il bravo perché Babbo Natale lo stava guardando e poteva decidere di non portargli i regali.
    Natale è passato ma lui quasi tutti i giorni mi chiede se Babbo Natale continua a guardarlo. Sicuramente sbaglio, ma io rispondo che “si amore Babbo Natale ti guarda sempre e pure la Befana”
    Baci
    Claudia

  5. DANIELE says:

    Avere corpi che ti cercano, ti frugano e ti strappano finché la pelle ti fa male e i capelli ti bruciano deve essere una cosa fantastica.
    Purtroppo non ho ancora un istinto paterno così prepotente da farmi fare questo passo, perciò per ora mi accontenterò del sadomasochismo.

  6. Ma quanti numeri immaginari avete nel cassetto voi mamme?? La mamma de Lasmau fingeva di chiamare le suore per mandarla in collegio se non finiva i compiti di matematica… a rispondere era la nonna (scoperto a quasi 30 anni…) O.o

  7. Alessandra C says:

    Il ballo del qua qua…. inserito anche lui nella categoria “facciamolo insieme”: musica e motricità per uno sviluppo completo!! ahime…..
    E ci stiamo avvicinando pericolosamente ai terribili due…..

  8. Roberta says:

    Bellissimo! Anch’io mi sono trovata più di una volta a cullare il carrello del supermercato! Sottoscrivo tutto e mi consolo tanto all’idea di non essere sola. Un abbraccio Roberta

  9. Quella del carrello… l’ho fatta quasi uguale anche io.
    Una spesa senza figli (praticamente un’uscita rilassante): ho preso il carrello e davanti al banco della verdura mi son sentita strana… ho guardato in basso e mi sono accorta che con una mano tenevo sia il carrello che il cestino (forza dell’abitudine, visto che generalmente quando la spesa si faceva col piccolo, avevo il passeggino e quindi prendevo il cestino)!!! 😀

  10. Non ho letto libri, per la prima e finora unica figlia, e se anche voglio stimolarla lo faccio come mia madre fece con me, e mia nonna con lei… quindi boh, forse mi viene naturale. Che poi a due anni e mezzo eravamo insieme a una mostra di Picasso, quindi non è che sia sottostimolata… semplicemente facciamo insieme anche le cose che piacciono a mamma. Ed è bello così.

  11. Mia mamma, incinta di mia sorella, non rinunciò agli ottovolanti di Mirabilandia, né a lasciarla sotto casa senza sincerarsi che in casa, ad aprire la porta, ci fosse qualcuno – non c’era. Eppure l’altra sera prima di andare a dormire ho sentito mia sorella dire a mia mamma: “Ti voglio bene. Anzi di più, ti amo”.
    🙂

  12. Solare says:

    Son contenta di sapere che le mamme italiane sono cosi perche’ a forza di stare in paesi di cultura anglosassone a volte mi sembra che queste mamme inglesi o australiane ( tra cui peraltro c’ e’ un abisso) , siano poco reali. Ho sentito spessissimo chiedere ai loro pargoletti minuscoli, tipo 3 o 4 anni di scegliere cosa vogliono per merenda e se hanno bisogno del bagno ( tipo all’ aereoporto), tutto in un trionfo di darling, tesoro, luce dei miei occhi e sorrisi compiaciuti.
    Le mamme italiane che noto io di solito trascinano i recalcitranti bambini ( magari gia’ 10 anni) in bagno perche’ e’ matematico che poi ne avranno bisogno al momento meno opportuno, decidono loro cosa comprare per merenda e li strattonano esasperate per strada mentre gli urlano che a casa poi facciamo i conti! Paese che vai e mamme che trovi !

  13. Els says:

    Bambola, je t’adore comme la papp col pomodor…
    Ci siamo passate tutte, e siamo sopravvissute, e anche loro sono sopravvissuti, e non sono venuti neanche male…
    Il punto è che, fra una minaccia e una promessa, sanno -oh quanto bene!- che posseggono la nostra anima, i diabolici piccini, che siamo pronte a scodinzolare festose alle loro guardate con gli occhi dolci…e poi, alla fine, è questo che funzia, no?!

  14. Federica says:

    Io devo ricordarmi ogni volta che quando ti leggo scoppio inesorabilmente a ridere a crepapelle, e chi mi ferma più! Quindi non posso proprio leggerti in ufficio, fa brutto!!
    Presto avrai la mia totale e sconsiderata comprensione, sono in attesa della seconda… 🙂

  15. Penso che aprirò un blog dal titolo: “Ma la Tesio …ci vive sul Tram?” 😀 Dimmi la verità: sei sponsorizzata dall’agenzia dei trasporti? E poi dico…sempre in tram. Quasi mai un pullman, un carro a cavalli, un vaporetto. No. Solo Tram 😀

    Alex

  16. FRANZ says:

    Sono scoppiata a ridere leggendo il commento di Chiara che faceva la spesa con carrello e cestino. Ma proprio da sputare verso il computer. Il mio capo ha alzato gli occhi e mi ha guardata interrogativamente…sono diventata seria e ho abbassato gli occhi a livello Inferi. Come spiegargli??

  17. FRANZ says:

    E comunque stavo pensando che in fondo sei fortunata anche a poterti permettere di non avere la patente…io sono sempre vissuta in campagna, e senza patente non puoi fare nulla qui, proprio nulla: la scuola è troppo lontana per poterci andare in bici, il lavoro non ne parliamo, e la spesa beh, se risolvi il problema peso e modalità di trasporto poi sai che non riuscirai a fare nient’altro nella giornata perché tutto il tempo se n’è andato così. Ah, dimenticavo, chiaramente in questi paesini il trasporto pubblico non c’è!

  18. Papamamma says:

    Dondolare il carrello del supermercato e’ un classico.
    Ricattare i pargoli, magari urlando, anche – alla faccia di Biddulph e compagnia.
    Ho letto una bella frase di Jung: i bambini imparano da quello che gli adulti fanno, non da quello che dicono. Mi sono detta: c’è speranza. O forse no.
    Un caro saluto,
    Paola

  19. cavallogolooso says:

    si ma dai aspetta un attimo… poi ti potrai godere due testine che diventano teste e che pensano come te, non in senso generico… proprio … COME TE. ahahahahahah fantastico!!!!! Magari a 15 anni 😀 Pace interiore, paaaaaaaace interiore.

    Preparate le sacche di sangue 🙂

  20. Anakin71 says:

    Spettacolare ed ecco anche spiegato perchè è meglio essere primogenito. Ed adesso ho la prova provata che sei donna hai sbagliato il nome di Gizmo e Gremlins 😉

  21. Gargamella fa paura anche a mio figlio…a me da piccola faceva anche un po’ pena, ma questa e’ la perversione dell’animo femminile sempre gentile soprattutto coi farabutti!
    Il ricatto di S. Valentino funziona piu’ con le mamme! Shhhhhhhh nn ditelo ai pargoli che gia’ me li sento: “mamma, guarda che se non la smetti di rompere i maroni S. Valentino non ti porta neanche uno straccio di bigliettino!”
    A me terrorizza a morte! Mi avrebbero in pugno! 🙂
    ciauuuuuuuuuuuuuuuuu

  22. Pingback: Il meglio della settimana 4 | MammaMoglieDonna

  23. Ahhhhhh quant’è vero tutto!!! Specie il fatto di cullare qualsiasi cosa. Quando sei madre ti parte proprio sto dondolio continuo, anche senza ragione. Ieri sera mi sono accorta che, con le zampe finalmente in alto e comodamente allungate sul pouf del divano per tipo 3 minuti INTERI…stavo praticamente cullandolo, dondolando le gambe finché mi sono accorta che non avevo nessuno spalmato addosso 😛 Ci si cuoce il cervello e andiamo in automatico 😀

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s