la sindrome maschile del “ce l’ho qui la brioche”.

Il corpo maschile, come ho avuto già modo di raccontare (https://tiasmo.wordpress.com/2013/10/28/cazu-questo-sconosciuto/), è per me un territorio misterioso. Nonostante abbia approfondito da vicino l’argomento, molte domande restano senza risposta. Per esempio: perché la maggioranza delle creature adulte di sesso maschile che ho avuto il piacere di incrociare è glabra nella zona delle tibie-polpacci? Mio padre, l’individuo che dimostra come la razza umana non discenda dalle scimmie ma da Chubecca, uno che ha anche i peli nel palmo delle mani, possiede le caviglie implumi di Barbie Malibu, tanto da aggiudicarsi il soprannome di “due calzini”, proprio come il cagnone di Balla coi lupi. Non mi dite che i peli si indeboliscono con lo sfregare delle calze, è evidentemente una cazzata: ho indossato per tutta l’adolescenza gli orridi gambaletti color carne e nulla, anzi i miei peli si son perfino incattiviti per lo sfregamento e, oggi, se mi tocchi un polpaccio a due settimane dall’ultima ceretta ti aspetti che faccia le fusa.
Ma la cosa che desta in me la maggiore curiosità è la gestione pubblica della propria mascolinità, la manipolazione sociale dell’arnese, insomma la palpata del pacco alla luce del giorno. Si dice che l’uomo pensi al sesso ogni quindici minuti, ma è perché negli altri quattordici se lo sta toccando. E’ un fenomeno che ho analizzato con attenzione, fino a individuare cinque stili di palpata.
– La scalciata laterale o anche detta la posizione del cagnolino che fa la pipì. Molto comune all’uscita dell’automobile, prevede un piccolo stiramento della gamba con relativo scuotimento dell’arto stesso, il tutto accompagnato da un’aggiustata manuale alle parti basse.
– Lo squat. Una versione di assestamento che non prevede l’utilizzo delle mani, ma si basa esclusivamente sulla forza degli arti inferiori. Consiste in un mezzo piegamento sulle ginocchia eseguito all’improvviso, per strada, in ufficio, durante un aperitivo. Chi resta a guardare penserà a un uomo molto sportivo che, preso da un raptus ginnico, vuole verificare la propria elasticità articolare. In realtà l’unica elasticità in ballo è quella dell’elastico delle mutande che fa da cappio tra una palla di pilates e l’altra.
– La ravanata mezzo busto. La si può riconoscere esclusivamente dalla faccia del ravanante. Le mani, infatti, sono nascoste dalla scrivania o dal tavolo. L’astante percepirà solo un leggero movimento del braccio, ma a tradire la palpata sarà lo sguardo sollevato e soddisfatto del soggetto, che parrà dire: “tadan! Houdini è libero, ce l’ha fatta un’altra volta!”.
– La ravanata Michael Jackson. Il soggetto semplicemente si prende il pacco in mano e si dà una bella palpata guardandoti negli occhi con nonchalance. E tu vorresti cantargli Billie Jean e aspettare che ti faccia pure il moonwalk.
– La ravanata camuffata. E’ la mia preferita anche detta la posizione dello speleologo con il fazzoletto. Il soggetto finge di cercare qualcosa in tasca e intanto si palleggia un po’ i gioielli. Ti verrebbe da dire: arrenditi, a meno che il fazzoletto che stai cercando tu l’abbia messo nei calzini. Comunque il camuffatore di ravanate è lo stesso che copre le scoregge con un colpo di tosse. Fateci caso.
monava_pacco[1]
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56 thoughts on “la sindrome maschile del “ce l’ho qui la brioche”.

  1. Sarò volgare e banale. La ravanata serve perché il buon dio, o chi per lui, ce l’ha messo esattamente tra i coglioni. E non pago di ciò l’ha pure dotato di mente propria. Quindi capita che Lui si trovi fuori posto. Causando immane disagio. Disagio risolvibile solo con intervento esterno, deciso e mirato.
    Alex

  2. La caduta dei peli sulla zona caviglia-tibia è effettivamente diffusa, ne soffro anche io, così come mio padre. Ho pensato a una cosa genetica, ma non so quale sia la spiegazione ufficiale anche perché la medicina non credo si sia soffermata sul chiamiamolo problema. Anche perché sarebbe una ricerca da premio ignobel. Ci sono le risposte più disparate, chi dice i calzettoni spessi, chi parla di alopecia localizzata, chi di problemi di circolazione…mah!

    Il controllo del materiale pensile è una pratica pubblicamente volgare, ma obbligata in certi casi. A volte si innescano situazioni di scomodità geografica localizzata, in particolare dopo esser stati seduti a lungo. Anche il tipo di pantaloni o di intimo può influire. Coi jeans capita spesso di doversi risistemare, coi pantaloni morbidi no.

    È una pratica poco elegante mi rendo conto, io infatti preferisco ovviare rifugiandomi in bagno quando posso, oppure esibirmi in discrete torsioni dell’asse bacino-articolazione coxofemorale

  3. Marco says:

    Si concordo. A me ogni tanto si sposta e da alquanto fastidio. Tutto qui. Sai anche per me il corpo delle donne e’ misterioso e segreto e pieno di domande. Perchè le donne non si fanno quasi mai la doccia in palestra? Pudore? Controesibizionismo? Quali reconditi misteri nello sguardo delle donne che osservano altre donne? Si osservano, segretamente si interrogano … poi un giorno una mia amica mi ha detto: i capelli. Ci va troppo tempo per asciugarli. La realtà a volte è più banale di quanto si pensi. A volte il pacco (beato chi ce l’ha, io ho una bustina senza sorpresa) dà solo fastidio.
    Marco

    • E poi c’è quella disfuzione per cui l’occhio femminile è molto più severo di quello maschile, nell’analisi del corpo delle sue simili.
      Per lo stesso motivo, ma al contrario, le donne curano il look più per le altre donne, che per gli uomini, mai fatto caso?
      😉

  4. Sara says:

    Uomini chiamati all’appello da questo post, è un po’ come quando a noi si spostano le mutande e finiscono li a metà e se non sei un’amante del perry come me ti tocca la medesima contorsione con ravanata.
    Raffinata no, necessaria assolutamente.
    Perció avete tutta la mia solidarietà 🙂

  5. Solare says:

    Qui in australia a volte mi incanto a guardare certe ragazze bellissime, sto li a sbirciarle di nascosto ( per una forma di rispetto non per stalking!) pensando a quanto sono carine ecc..e tac, ecco che all’improvviso si infilano un dito nel naso o si grattano il sedere o si spostano la mutanda appunto…la fine improvvisa di un ideale….per non parlare delle posizioni che assumono, sono proprio cawgirls, altro le ravanate dei maschi latini! Sara’ che alcune sono davvero strafighe ma fa un certo effetto vedere cotanta belta’ inquinata da altrettanta realta’!

  6. Allora non è solo il mio ex marito che ha il plpaccio glabrissimo
    Anche lui ha tirato fuori la scusa del gambaletto…balle…tutte balle!!!!
    Meno male che non fa parte della categoria uomo ravanantus…anche se ha sempre avuto un altro vizio, quello dello specchiarsi in tutte le superfici riflettenti anche se crescendo devo dire si è smorzata questa abitudine narcisistica
    Ti auguro un fantastico inizio settimana, dal canto mio sto già ridendo..grazie 😀

  7. Già a questa frase “Si dice che l’uomo pensi al sesso ogni quindici minuti, ma è perché negli altri quattordici se lo sta toccando” ho capito che non solo sarei stata d’accordo con te, ma avrei riso molto a leggere 🙂

  8. Melaverde says:

    L’ultima frase è un capolavoro assoluto. Come sempre tra le minchiate distilli perle di saggezza sulla natura umanoide. Il padre dei miei figli per esempio invece della tosse usa anche incolpare qualcuno dei figli stessi. Che ignaro, dice “ma io non ho fatto niente”! Il che comunque la dice lunga sul soggetto. Poi però si ride(va). Ora mi girano le palle, come mai???

    • Non vorrei allarmarti, sono certa che non è il tuo caso, ma sono giunta alla conclusione che se i difetti del tuo partner che prima ti facevano ridere adesso ti fanno incazzare, è brutto segno. Il primo passo verso la fine dell’amore. Lo so che da come l’ho scritto sembra una minchiata ma questo è un tentativo di discorso serio.

      • Bisogna anche dire che quando già ti sorbisci puzze, umori e bave dei tuoi figli piccoli, quelle del grande di casa diventano off-limits perchè ti trasformano all’istante in SUA MADRE.
        E nella norma se vuoi un figlio lo partorisci (lo adotti, lo fai partorire), non lo sposi!

  9. Anche io ho caviglie e polpacci glabri, ma ho sempre attribuito la cosa ai calzettoni, da calcio e non, sempre indossati fin da piccolo. Poi non essendo molto peloso, la cosa non mi ha mai destato particolare attenzione. Riguardo l’altro discorso sposo in pieno la tesi di Alex! Lui sta proprio lì, in mezzo come giovedì! E non trascurate il fatto che, appunto, non è sempre perfettamente allineato a quello che noi vorremmo che fosse! Certo, alcune manovra andrebbero evitate in pubblico, ma a volte non se ne può proprio fare a meno. Quanto alle scuse finali, l’ideale è avere il cane! Almeno lui non si discolpa mai! 🙂

  10. 21 says:

    Guarda, pure io credo nella teoria dell’alopecia da calzettone, infatti tendo a essere meno peloso sui polpacci. Il calzettone non puó essere paragonato al gambaletto, perché l’equivalente in denari sarebbe qualcosa come 8^8. In ogni caso, hai acceso la fiamma statistica. Nel mio ufficio tendono a indossare il calzettino (e in alcuni casi, anche la calzetta di spugna della Lotto). Faró un sondaggio per controllare un po’ di polpacci e ti faró sapere.

  11. Io continuo a pensare che i polpacci glabri siano colpa delle calze ma, come diceva qualcuno sopra, non i leggeri gambaletti, bensì i calzettoni! Ecco perché grazie alla mia spiccata femminilità da 100 denari in su, udite udite, anche io sto cominciando ad avere qualche chiazza glabra nei polpacci 🙂 E son soddisfazioni!

  12. io dopo aver allattato due figli inizio a comprendere la ravanata costante.
    c’ho le tette talmente pendule che necessitano di continui aggiustamenti.
    saranno poco raffinati ma molto necessari.
    come togliersi le mutande in mezzo alle chiappe, non sarà elegante ma s’ha da fare.

  13. Anche mio marito ha i polpacci liscissimi e da la colpa ai calzettoni da calcio!
    Solo che io ho portato i calzettoni di spugna per tutta l’adolescenza (avevo sempre su anfibi o scarpe da ginnastica) e i peli ce li ho tutti. Che qualcuno studi il fenomeno!
    (Per fortuna non è un ravanatore folle… o forse è bravissimo a non farsi sgamare!)

  14. Els says:

    A aaahh un inizio settimana meglio di questo non me lo sarei potuto augurare! Comprerò un mascara waterproof, perché le vere signore non possono avere il trucco scolato effetto panda per le risate…e poi, il contouring dove va a finire (cit Tesio, opera omnia, volume precedente)
    Senti, scusa, ma il lunedì non toccherebbe un post doppio, per recuperare la domenica?,

  15. cavallogolooso says:

    sono domande (depilazione-da-jeans esclusa) alle quali una donna con un seno eccessivamente prosperoso in parte ti potrebbe rispondere.

    Ora andiamo nel fantascientifico horror, seguimi e ti condurrò nella perversione:

    immagina di avere un paio di tette a pera abbastanza gonfiette (non sull’attaccatura), sotto l’ascella.
    Qui dovresti già provare una certa soddisfazione.
    Pensa attentamente a tutte le cose che devi fare col braccio: sempre con queste due tettine sotto l’ascella.
    Ora, oltre al pelo ascellare, mettici anche un po’ di pelo che ricopre queste due simpatiche tettine sottoascellari.
    Ricorda ancora che il braccio si muove, sempre, costantemente, che spesso deve anche aderire al torso.
    E le tettine son ancora li.
    Cosa proveranno mai?
    E questi peletti che si pizzicano tra una tettina e l’altra e tra il torso e il braccio? Dove tirerà mai questo peletto?
    Dappertutto su queste due mini tettine.
    Bene, ora aggiungi anche l’amico Willie nella combriccola degli impacciati.
    L’unico modo di non sentire fastidio sarebbe stare sempre con il braccio alzato e completamente depilati (perché no? in effetti)
    Ma nella nostra raffinata e delicatissima metafora (gintoki, mi fai un baffo!!) questo significa stare a gambe spalancate sempre.

    Basterebbe, a descrivere il fastidio.

    Ma no! il seno è liscio. Invece le palle hanno una pelle molto elastica, il pene anche, inoltre è talmente elastica che se nel team aggiungiamo il glande a riposo, hai tutta una serie di pellami e peLami che si trovano come 9 persone in un ascensore da 3.
    Poco comodi.

    Vogliamo aumentare il carico?
    Tiriamo su la temperatura.

    Gioia e tripudio! 🙂

    Quindi assestamenti continui, prurito, caldo.

    DUPALLE!!!!!

    • dopo la tua spiegazione, caro cavallo, non so perchè la parola PENA sia al femminile!
      cmq io non noto mai un … ops…si insomma, possibile che non mi accorga mai dei ravanamenti maschili?
      temo che uno si possa anche scaccolare in mia presenza e io non ci faccia caso…

      • cavallogolooso says:

        evviva te, allora!!! 🙂

        io se una si ravana la sua amica, non mi scandalizzo mica 🙂

        mi fa ridere sentire le pubblicità sul prurito intimo femminile … penso “embé?” 🙂

  16. Lore says:

    Vado ad aggiungere il mio modesto contributo sugli argomenti trattati :

    a – polpaccio/tibia depilati : io ho sempre dato la colpa al molto calcio (nel senso di sport) e ai calzettoni elasticizzati che strappavano inesorabilmente i peli. In aggiunta ho portato per molti anni calze lunghe di marca Burlington, scozzesi, di quelle che probabilmente catturavano il pelo alla radice e lo estirpavano con dolore ogni volta che le toglievo la sera.
    b – la ravanata è necessaria punto. Poi sul dove, come e quando si può discutere e qui entra in ballo la classe e l’educazione del ravanatore. Ma se per caso tu sei abituato da anni (diciamo da sempre) a riporre l’arnese con la testolina a sx e per svariate circostanze te lo ritrovi a dx, posso garantire che non ti senti a tuo agio e necessiti di una ravanata riparatrice.

  17. Complimenti per il modo di scrivere e l’attenzione ai dettagli, mostra un’intelligenza fuori dal comune. Io stranamente sono esente dalla questione calzini e ravanamento ed ignoro il perchè. Forse “lui” si fa gli affari suoi ogni tanto. 🙂

  18. ElleBi says:

    come hai fatto a sopravvivere all’adolescenza con i gambaletti color carne?? e soprattutto… come riuscivi ad indossare i Dr. Morten’s con i suddetti gambaletti?

    • disgusto!!
      all’epoca adolescienziale i miei amici in campo, nell’attesa di compiere un’azione da veri cestisti, si ravanavano allegramente a favore di pubblico!!!!

  19. principessadellospaziobitorzolo says:

    Ho sempre sognato di essere uomo per poter risolvere le prurigini intime senza essere guardata come una donna indegna. Perché loro possono ravanarsi per dar sollievo alla zucchina e noi non possiamo farlo? Soprattutto dato che spesso abbiamo molto più diritto noi di loro (leggasi: rasatura inguinale, ceretta alla spatataus etc..)!!

  20. and says:

    (mi permetto di intervenire con un contro-argomento all’ipotesi calcistica: polpaccio glabro, e ho sempre e solo giocato a pallanuoto)

  21. fabrizio says:

    la cosa fantastica é che dopo aver letto il post mi sono dovuto controllare i polpacci; comunque i miei sono pelosi nonostante io non sia particolarmente villoso…

  22. Hai toccato un punto centrale, che mi ha ossessionato per anni: il gambaletto implume. Ho sempre pensato che così come noi donne proviamo vergogna di quei peli che ci si incarniscono proprio a causa di quelli veri di gambaletti, gli uomini dovrebbero avere una sorte simile, ma niente. Loro non si scompongono di niente. Anche si continuare con la mano a spostare i loro gioielli di famiglia in un ufficio da soli con te che li continui a guardare sgrandando gli occhi. E così loro, imperterriti, smettono solo una volta arrivati al punto.
    E poi diciamo che gli uomini di oggi non hanno più la costanza di una volta: ce l’hanno, ce l’hanno…

  23. Ho appena scoperto il tuo blog e dopo questo post non ho potuto non cominciare a seguirti. Ho riso come un cretino! Comunque sulla questione dei peli mancanti, io anche ho sempre saputo (e creduto a) la versione dei calzini. Non so se faccia parte dei racconti della nonna in stile Papà castoro quando si è piccoli, ma a quanto pare questa idiozia è diffusa. Quello su cui però posso rassicurare anche altre commentatrici è che non è vero che i peli, quando ci sono, non ci danno fastidio coi calzini: a me tirano sempre e quindi, oltre alla ravanata di pacco, devo aggiungere anche quella di piede (discreta, comunque, mi faccio piedino da solo e poi se non funziona intono nella mia mente qualche litania da bonzo. Con la mutanda non funziona, col calzino si. Non so per voi col tanga! Un saluto.

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