Il sistema metrico decimale di un bimbo di 3 anni

Lorenzo ha un sistema di riferimenti, pesi e misure tutto suo. L’unità che va forte adesso è il cinque. Il cinque per lui è il numero perfetto, tendente all’infinito. Quanto pesi? Cinque chilometri. Quanto sei alto? Cinque. Quanto mi vuoi bene? Ti voglio bene così e fa il cinque con la mano. Anche il gatto è un’unità di misura, nonché merce di scambio emotivo, un po’ come i cammelli. Un barbone per strada che chiede l’elemosina? Mamma è triste quel signore, diamogli Lea. Sai che mi sei mancato oggi in ufficio? Sì mamma, allora domani poltati Lea. Non so se Lea sia contenta di questa mercificazione della sua morbidosità, ma così è. L’indice di figosità si ottiene incrociando cinque (!) parametri, ovvero la capacità di fischiare, la capacità di nuotare sott’acqua, il saper contare fino a 35, la fragorosità delle flatulenze, il possesso di indumenti verdi. Il verde è il colore del vento. Il tempo, invece, viene misurato in domeniche. Quello che è accaduto nei giorni precedenti è sempre successo di domenica, mentre quello che dovrà accadere di bello avverrà di mercoledì. Mercoledì andiamo al cinema vero? Mercoledì andiamo a vedere la neve? Eccetera. Da poco abbiamo perso l’oggieri, un avverbio temporale che specificava eventi relativi al passato prossimo. Oggieri siamo andati al parco, oggieri ho mangiato il gelato. Lo spazio si quantifica in mezzi e percorrenze, col tram o la macchina si va vicino, col treno si va a Nizza, con l’aereo si va in cielo. In cielo si va anche se si è vecchi o malati e si muore, come la gatta della nonna Mari, il nonno Enrico e la signora Ellie di UP. Tutti e tre si tengono compagnia su un volo della Qantas e Luna, la gatta della nonna Mari, fa le fusa.

Questa settimana mi sono beccata un virus fulminante, una notte sola ma tremenda, sono stata così male che nemmeno la presenza di Lea avrebbe alleviato le mie pene. Lorenzo a sua nonna l’ha raccontata così: domenica la mamma è stata male così (mostra il cinque), ma alla fine non è andata in cielo, è andata in ufficio. In tram.

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45 thoughts on “Il sistema metrico decimale di un bimbo di 3 anni

  1. ElleBi says:

    i bambini sono fantastici… mio fratello da piccolo diceva sempre “abbastanza non molto” per indicare una quantità non ben definita. E’ rimasto nel linguaggio famigliare per molti anni

  2. Pingback: Il sistema metrico-decimale di un bimbo di tre anni (che ne vorrebbe 5). (disegni per Tiasmo) | burabacio

  3. Pingback: Il sistema metrico-decimale di un bimbo di tre anni (che ne vorrebbe 5). (disegni per Tiasmo) | Burabacio

  4. noi abbiamo il “dopoquando” per qualunque indicazione temporale…
    per il resto esiste solo l’hic et nunc, lei vive solo nel presente, passato e futuro, ieri e domani, mattina e pomeriggio, non esistono ancora nel suo mondo… bisognerà scriverci una storia che mi frulla in testa da un po’…

  5. Il 5 tira. Lardello ne farà cinque tra poche settimane, ed è un evento di cui favoleggia da un anno almeno (quando avrò 5 anni farò salti altissimi; quando avrò cinque anni sarò più forte; quando avrò cinque anni imparerò ad allacciare le scarpe). Ultimamente ha aggiunto alla lista dei to do’s il fatto che a cinque anni imparerà a pulirsi il sedere da solo. 22 marzo, nun te temo (poco).

  6. Melaverde says:

    bello bello bello bello bello (5 volte). lanci coriandoli di pensieri sul futuro sull’ essere soli sulla fine sulla vicinanza senza mai farti beccare. sei fantastica. l’hai pinzata al petto la medaglia di tappo di birra al nano tuo?

    • ahahaha grazie! però diciamocelo UP è un film di una tristezza devastante. Il ragazzino obeso senza papà, il vecchio vedovo, l’esploratore rincoglionito… cioè una roba da ammazzarsi

      • Guglielmo says:

        E’ triste, ma bellissimo: io ogni volta che lo vedo, arrivato alla scena dell’album piango come un vitello….

  7. Babi says:

    Qui invece è tutto 30. Quanto hai dormito? 30. Quanto hai fame? 30. Quanto mi vuoi bene? 30. Vai a capire la logica perfetta di questi treenni…

  8. the pellons' says:

    Beh ma è una meraviglia. Anche il treenne Dedde, devo dire, ha molto la fissa del cinque, età di suo fratello. Anche lui se glielo chiedi ha ciqque anni, e fa vedere la manina aperta. Quanto al tempo, la meraviglia è il pelloni che dice ‘domani’ intendendo ‘ieri’, e dando alla vita un aspetto circolare che sarebbe proprio bello.

  9. Andrea says:

    Mi figlia, tre anni, è fissata col due. Vuole tutto doppio: due biscotti, due caramelle, ecc…
    Ed è accaduto tutto oggi o in passato remotissimo 😄

  10. La_Mela says:

    I concetti dei bimbi sono sempre meravigliosi. La mia nipotina mi diceva spesso “approfumami i piedi” per chiedermi di annusarli e fare le facce brutte per via della puzza. Lo faccio ancora adesso che ha 12 anni….

  11. La visione dei bambini, in effetti, ci conferma la relatività di molte cose. Tipo il tempo.
    Mia figlia non aveva il mercoledì, ma il “giovedì” come futuro prossimo. Ora soppiantanto da un più generico “un altro giorno”.
    E tutto quello che è accaduto prima di dormire, anche se lo si fa di giorno, è “ieri”.
    Non fa una piega.
    Silvia
    🙂

  12. Mariachiara says:

    Ciao! Mi rispecchio allegramente nel tuo post e ne approfitto per dirti che apprezzo moltissimo te e il tuo blog.
    Anche la mia Elena (3 anni e mezzo) ha il miraggio del cinque, visto che alla scuola materna lei è fra i piccoli e i suoi compagni grandi hanno 5 anni. Ogni giorno mi chiede se ha ancora 3 anni o se per caso è già passata ai 4, anticamera dei 5.
    Ultimamene ha un “metro” del tipo: il latte lo voglio un pochino caldo e un pochino freddo, chiaro vero? E poi: stamattina hai fatto musica a scuola? No, oggi! Stasera andiamo a mangiare la pizza. Ma oggi?
    Ciao da Chiara di Torino

  13. Deve essere l’età…anche Gigio misura tutto con il 5..EURI!!! Per lui è tutto 5 Euri..Quanto sei alto? “5 euri”! Quanto riso vuoi? “5 Euri”… boh speriamo che li metta tutti via…alla fine magari riempiamo il maialino! Complimenti per questo post veramente esilarante e vediamo che cosa ci riserva il futuro dei nostri “nanetti”!

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