Nelle sere tempestose…

donna che sognavi di essere in giro per il mondo con il tuo uomo, di fermarti davanti a un bel paesaggio e di chiedere a un passante di farvi una foto a 64 denti. E che invece ti ritrovi a fare un selfie triste con la bocca a culo di gallina.

donna che canti in macchina ferma al semaforo una brutta canzone che non credevi di sapere. Ti è tornata alle labbra da chissà dove e ora la stoni senza pudore, a finestrini chiusi, nel tuo acquario di musica e ricordi.

donna che osservi la tua immagine sulle vetrine e non paga ti fermi vicino a una macchina parcheggiata, ti chini sullo specchietto retrovisore e controlli di non avere il rossetto sui denti. E solo a quel punto, mentre ti spazzoli le gengive con il dito indice, senti una voce provenire dall’abitacolo che ti dice: «signorì, vuole pure il dentifricio?».

donna che hai sempre detto «non capisco quelle ragazze che vanno due a due in bagno» fino a quando hai sventolato le chiappe e tutto il Santa Sanctorum in faccia a una fila di persone che ignora il senso della parola «occupato». Che poi non hai mai capito se sulla turca la pipì si faccia guardando il muro o la porta…

donna che ora lo sai: è più facile richiudere il buco dell’ozono piuttosto che i buchi della cellulite. Ma che per anni, quando ti trovavi a passare nuda vicino al tuo uomo, ti sei esibita nella camminata laterale da granchio (braccia lungo i fianchi, mani a coprire le cosce) perché lui non ti vedesse mai di profilo.

donna che  non credi alla storia degli uomini venuti da Marte e le donne da Venere, ché alla fine Mindy si trombava Mork con gran piacere alla faccia dell’incomunicabilità tra galassie.

donna che siamo così dolcemente complicate t’ha rotto un po’ le balle e nelle sere tempestose più che un uomo che ti porti le rose ne preferiresti uno con un ombrello e una tisana calda.

Donna  che non sei mai andata a vedere uno spogliarello maschile, ma hai visto Magic Mike (con un certo piacere) giustificandoti di fronte al mondo perché il regista è Soderbergh e quindi è nudo d’autore.

donna, mi ero ripromessa di non scrivere di te, in questo giorno. Ma concedimi qualche ovvietà per la tua festa.

donna tu mi piaci, mi piaci tanto e spero che il mondo ti perdoni tutto, anche di non avere il pisello.

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28 thoughts on “Nelle sere tempestose…

  1. Dai, consoliamoci, era l’ultima festività da santificare, perchè, diciamocelo, i post sulla Pasqua sono fuori moda, sul primo maggio si è già detto tutto e sul ferragosto non hai mai scritto niente nessuno. Perciò oggi era l’ultima occasione utile per scrivere un post “a tema”. Potevamo esimerci? Forse si, ma non abbiamo resistito, perché in fondo siamo dei maledetti sentimentali. Mannaggia a noi.

  2. Oh finalmente un post in cui non si patla di come è nata questa festività, sul dolore delle operaie e su quanto siano baldracche tutte quelle che stasera sono uscite a festeggiare! Permettimelo, il più bel post sulla donna! Piacevole e divertente.. Margaret

  3. cavallogolooso says:

    la donna con la quale vivo dice-che la festa delle donne è una pagliacciata sia nel suo contenuto che nella sua manifestazione: per lei è un “aprire le gabbie” … donne che non fanno mai quello che fanno quel giorno, per una volta sono libere dal guinzaglio. E il bello è che quasi di sicuro nessuno l’ha imposto loro. Non escono mai, non si vestono mai carine, non si curano mai, da quando hanno il marito hanno smesso di farsi belle per essere belle, hanno smesso di guardare gli uomini perché sono belli da guardare (non si riferisce a me, ovviamente!), si interessano a poche cose e stanno ad inacidirsi a casa, ad invidiare ed odiare, a criticare e non-fare. E poi quel giorno scoprono che ridere è bello. Mentre nel suo contenuto più intimo e profondo, persino tra le donne poche conoscono l’evento che si ricorda e tutte dovrebbero rendersi conto che ogni giorno non è la festa della donna, sia per colpa degli uomini, sia per colpa delle donne. E quella delle donne, sinceramente – e questo lo dico io – è assai più triste, perché non si tratta di combattere una guerra, ma solo di pigrizia, in molti casi: roba che farebbe accapponare la pelle alle vere femministe.

    E quindi?
    Niente: alcuni processi si sviluppano per morte-della-generazione-precedente. Già ora vedo che le donne stanno prendendo il posto degli uomini quasi ovunque. Che sono migliori degli uomini, quando sono tra le migliori anche come donne, è, per me, evidente. Ma in alcuni casi è la società a selezionarle in massa: gli uomini non lavorano più: vedo interi uffici di donne, interi reparti di fabbriche tutti di donne. Spesso apro una porta che non avevo mai aperto, un posto dove si lavora, uno qualsiasi, e le donne sono in maggior numero. Un mio amico imprenditore (ok, è uno solo, ma ha una fabbrichetta) ha scelto deliberatamente di assumere una donna mentre per il lavori in nero di sera arriva un uomo qualche oretta. Ma la fiducia l’ha data ad una giovane laureata, quando lui non ha nemmeno il diploma – e lo fa nel nordest: sai quanto questo sia “strano”: non assumono laureati e figuriamoci donne in un posto “intelligente”. E invece no.
    Per un uomo lavorare col pubblico è sempre più difficile: commessi, camerieri, banconieri, babysitter, pulizie nelle case. Tra gli psicologi sono preferite le donne anche da parte degli uomini.

    La segregazione in America ha avuto il suo più grande successo quando è morta la generazione dei padri di quei figli che erano già convinti e d’accordo, ma che non avevano il coraggio e la forza per azioni dure. Hanno solo aspettato. I padri sono morti e la maggior parte delle cose è diventata semplicemente normalità. So bene che non è andato tutto a posto. Ma quando la patata bollente non è più un pezzo di lava, allora si può lottare quotidianamente per tenere la testa alta senza che te la spacchino a sprangate.

    Dove vivo io le donne che non alzano la testa lo fanno perché gli è molto comodo tenerla sul divano e dire che si sono fatte un mazzo a casa con un bambino che diventa il sostituto del loro valore. Tutte le altre danno uno stacco ad uomini e donne che c’è davvero da chiedersi quanto di merda sia gestito il paese per non sentire il traino potente di queste pantere. Sono straordinarie, ma così tante da diventare ordinarie.

    Il selfie a culo di gallina è carino e lo fanno anche le 14enni! 😀

    Che volevo dire?
    aggiungere qualche colore qua e la: il rosa è bello, comunque 😉

      • Il verso giusto è guardando la porta e col sedere sul buco. Infatti poi si trovano “cose” sparse ovunque e che non scendono, perché poi l’acqua dello sciacquone non scorre mica come dovrebbe…
        (Detto questo io amo le turche come le emorroidi, per restare in tema.)

  4. Ingenuetà says:

    Come colonna sonora dell’otto marzo sono anni che non mi esce dalla testa “Donne, du du dù…”
    La questione della turca secondo me è un po’ come quella del bidet, con l’aggravante che non ci sono rubinetti da manovrare durante l’uso (che forniscano suggerimenti per l’uso preferibilmente in un verso).

  5. La turca, secondo me, dipende che tipo di bisogno devi fare. Per quelli grossi, faccia rivolta alla porta. Per quelli piccoli, al contrario. Per agevolare la…. discesa 🙂
    Ma io sono ingegnere, non faccio testo!!! 😀

  6. Concordo….le donne “dolcemente complicate” hanno rotto le palle 😀
    Come uomo: sulla turca non si possono avere dubbi a meno che non si intenda pisciare sulla porta.
    Alex

  7. L’ho letto ora, fantastico! e comunque io rientro nella donna che ancora non ha capito come si fa la pipì nella turca! e ti dirò di più ho iniziato a farla nella turca non tanto tempo fa!!! per me era un grosso problema non trovare un cesso con un water….ma ho superato anche questa fiuuu! ciaoooo e continua a divertirmi 😉

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