la fenomenologia del lettore in libreria la domenica mattina

Una cosa che proprio mi piace fare è andare in libreria, da sola, meglio se di domenica. A volte guardo guardo ma non compro niente, sfoglio, leggo qualche riga, sbocconcello, in un mercato dove è lecito soppesare a mani nude, palpare, assaggiare, annusare e poi riposta nello scaffale per il cliente successivo. E’ concesso anche dare un morso a un frutto che sai già che ti farà schifo, per curiosità, per il piacere di essere smentito, ma anche per il piacere di ribadire i tuoi gusti. Accanto a me, se mi guardo intorno trovo:

– L’esteta. l’abito non farà il monaco, ma la copertina fa spesso il libro, l’esteta ha un debole per i colori pastello delle edizioni Adelphi, per il blu oltremare Sellerio, per il giallo Stile Libero. Più che una biblioteca ha una mazzetta pantone.

– Il matematico. Prima di recarsi in libreria ha fatto un’attenta ricerca su internet confrontando titoli e recensioni su Amazon e Ibs. I dati sono stati successivamente messi in rapporto a prezzo, numero di pagine e possibilità di avere un conoscente a cui chiedere il suddetto libro in prestito.

– Il modaiolo. Si possono fare due macrodistinzioni di modaioli: i barbarici e i faziosi, nel senso di fan di Daria Bignardi e fan di Fabio Fazio. Entrambi disprezzano la terza catogoria di modaiolo, il vespista Porta a Porta.

– Il superclassificashow. Se lo hanno comprato milioni di lettori chi sono io per contraddirli? Probabibilmente i milioni di lettori hanno pensato tutti la stessa cosa.

– L’altra fascetta della medaglia. Credulone, fiducioso, sempre in buona fede, il lettore che si fida delle fascette è come l’elettore che ha votato berlusconi dopo la promessa del milione di posti di lavoro. La fascetta strilla al capolavoro, al caso letterario, io ho letto libri definiti strepitosi… soprattutto per incartarci il pesce.

– Il chi ben comincia. Il buongiorno si vede dal mattino, dal calcio di inizio si decide la partita, dal piede con cui si scende dal letto si determina l’andamento della giornata, insomma il libro si sceglie dal titolo e soprattutto dall’incipit. E’ un dato di fatto se La solitudine dei numeri primi si fosse intitolato “disadattati nel tempo” non avrebbe fatto la fortuna di Giordano.

– Il selettivo. La scelta avviene in base a schemi aprioristici che sfuggono totalmente a una spiegazione razionale. I selettivi leggono solo scrittori friulani morti da più di due decenni, oppure solo biografie di personaggi storici con la cirrosi, sempre e comunque titoli in linea con la propria fede politica, calcistica o religiosa.

– Il fedele. Legge tutto di un unico genere o di un unico autore, in libreria non esce dal seminato, per intenderci è più facile che un cammello passi per la cruna dell’ago che un amante della fantascienza passi e si fermi nella sezione letteratura femminile della Feltrinelli.

– Il mistico. I libri gli parlano. Entra in libreria con un problema, un peso sul cuore e cerca una risposta. Sfiora i volumi, guarda la foto dell’autore/autrice e coglie somiglianze con persone care, annusa in cerca di un’epifania. Sono i libri a chiamarlo. Il mistico naturalmente brucerebbe i lettori di e-book sul rogo, eretici che non sono altro.

– Lo snob. Lo snob è talmente snob che rivaluta Fabio Volo. E ho detto tutto.

– L’infiltrato. Va in libreria per sentirsi intelligente, gironzola per gli scaffali della Feltrinelli, della Fnac o della Mondadori, ma alla fine compra solo una gomma a forma di Peppa Pig per la nipotina.

– Il precipitoso autolesionista. Apre un romanzo e ne legge le ultime due righe e in base a quello decide l’acquisto. Io rientro in questa categoria con un’aggravante: per me è determinante la dedica. Ho studiato molto in tal senso per capire che più la dedica è lunga, articolata, costruita, più il libro è deludente, sciatto, puerile. E’ un po’ come le etichette dei capi scadenti dei grandi magazzini, lunghissime e scritte fitto fitto, rispetto alle piccole griffe dell’abbigliamento di marca. Io prediligo i libri dedicati a gente morta, tipo nome e cognome con data di nascita e di decesso. Sono quasi sempre una garanzia.

Oggi, mentre gironzolavo tra un libro e l’altro, immaginavo di riorganizzare tutti quei volumi secondo nuove logiche. Magari per vicinanza semantica con Non lasciarmi accanto a Non ti muovere e a Non buttiamoci giù. Delitto e castigo vicino a Menzogna e sortilegio, Tramonto e polvere con Orgoglio e Pregiudizio. Oppure per sequenzialità numerica: Uno nessuno 100.000, 20.000 leghe sotto i mari, 1984, Fahrenheit 451, Cent’anni di solitudine, i 3 moschettieri, Due di due, One day. Poi Vonnegut lo vorrei nei pressi di Heinrich Böll in onore della loro grande amicizia in vita, mentre Salinger rimarrebbe solo, in uno scaffale tutto suo, rispettando la sua misantropia. Sarebbe una libreria dove perdersi, confondersi, uscire dagli schemi, per ritrovarsi davvero.

fascette

qui le più belle fascette di sempre. Grazie a Purtroppo e a Burabacio!

Per chi non vedesse bene le immagini

La fascetta da psicologia inversa. QUESTO LIBRO CONTIENE PAROLE DIFFICILI.

Per lo snob. SEMPRE MEGLIO DI FACEBOOK.

La fascetta calembour PER MOLTE PERSONE LEGGERE E’ SOLO IL CONTRARIO DI PESANTI.

La fascetta ammiccante SENZA SOVRACCOPERTINA SONO ANCORA PIU’ INTERESSANTE.

La fascetta mistica  SE ALZI QUESTO LIBRO A MEZZOGIORNO, DIETRO VEDI LA LUCE.

Sciccosa. QUESTO LIBRO PUO’ ANCHE ESSERE NOIOSO MA HA UN DORSO NIENTE MALE.

Per l’indeciso con le mani sudate. SMETTILA DI PALPARMI E PORTAMI ALLA CASSA.

L’esempio trascina. 500.000 COPIE VENDUTE. E TU? MICA SARAI PIU’ SCEMO DI LORO.

Pessimista. TANTO IN TV STASERA NON C’E’ NIENTE.

Per il complottista. COMPRA QUESTO LIBRO. POI TI SPIEGO.

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53 thoughts on “la fenomenologia del lettore in libreria la domenica mattina

  1. …e poi c’è anche la compulsiva, quella che arriva in libreria in crisi d’astinenza, che si riempie le mani e le braccia di libri, più o meno arraffati a caso, e poi giunta alla cassa e in preda ai sensi di colpa ne compra solo un paio…

  2. coccinella says:

    io sono un po’ tutti, a seconda dell’umore… e comunque – che idea gli accostamenti semantici e (il)logici – peccato aver appena riordinato la mia libreria 😉

  3. Hem. Manca la categoria “complessata”: dopo la lettura di questo post si sta precipitando in libreria a comprare tutti i libri citati con un forte senso di inferiorità e la voglia di essere una persona migliore… (a dopo….)

  4. Un’amica di una mia amica (a-hem) ha letto, tra l’altro, l’edizione integrale dei Racconti della Kolyma, l’intera saga delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, tutto Harry Potter e Tiziano Terzani. Vale una nuova categoria “bipolare”?

  5. Guanda e NeriPozza i miei preferiti su tutti, per le copertine, per i colori e beh’, per il genere. Difficilmente un NeriPozza mi ha tradito, difficilmente resisto ad un Guanda …e li posiziono vicini vicini nella libreria…molto ben distanti dai chiassosi Feltrinelli che di lato ti ingannato tutti neri, ma poi li giri e SBAM ti colpiscono in faccia…anche se tra loro ci sono i miei amatissimi Allende e Pennac. Gli Adelphi hanno pure un bel posto in primo piano per quelle belle scalature di colori pastello, danno a chi entra subito l’aria di quanto tu sia colta…gli Adelphi sono per pochi ma nn per tutti…e tra loro La versione di Barney e ZiaMame stanno vicini quasi a voler formare una improbabile coppia…e gli Einaudi? Rassicuranti nel loro lucido bianco, a loro eternamente grata per avermi fatto scoprire Franzen e le sue correzioni….
    …potrei andare avanti all’infinito!!!…come vedi c’è davvero gi i libri, non li sceglie per colore o edizione, m di sicuro una volta letti, trova loro una collocazione con cura maniacale…di sicuro la Bertola mi fa morir dal ridere, ma resta in camera, in salotto non ci arriverà mai!

  6. 21 says:

    Sempre fFedele, sempre. Ricordo ancora una visita alla Feltrinelli qualche anno fa:

    “Buongiorno, che per caso avete “l’uomo dai denti tutti uguali?”

    “Scusa ma che cazzo stai dicendo? Pensa ai denti tuoi, coglione.”

  7. Sono un “Chi ben comincia” convertito a matematico. Nella particolare forma “matematico pigro”: già che sono su IBS me li compro lì e tanti saluti 😉

  8. Solare says:

    Uscire di casa per andare in libreria, magari a piedi e stare li a vagare tra tutti quei bei libri in italiano, la madre lingua, quella che leggi e capisci alla velocita’ della luce ( cioe’ magari a volte no ma son dettagli ), ecco questo per me e’ un lusso, una gioia, una goduria infinita e non c’e’ e book che potra’ mai sostituirla ma menomale esistono o sarebbe molto dura.

    • ElleBi says:

      quanto hai ragione! Io ho sempre adorato passare ore e ore in libreria e adesso che vivo all’estero, in un paese di cui ancora non mastico perfettamente la lingua (e forse non la mastichero mai), è una delle cose che mi mancano di piu.
      Certo, gli e-book ci salvano, ma non è proprio la stessa cosa.
      Ogni tanto entro in libreria qui dove vivo e compro un libro per mia figlia, uno di quelli con solo immagini e niente testo…. tanto per non perdere l’allenamento

  9. Un libro… un libro… sono secoli che non vado in libreria a scegliere un libro… ormai li compro online, ma non è la stessa cosa! :/

  10. A me le librerie fanno paura.
    Giro alla larga perché non posso fare a meno di entrarci e, siccome sono una lettrice di tipo infantile, fare i capricci (interiori per fortuna) e dirmi: voglio quello, voglio quello, poi vederne un’altro e dire: no, voglio questo!!
    Così fino alla cassa, dove arrivo sempre affranta e priva di almeno dodici pezzi di cuore lasciati attaccati ad altrettante copertine.

  11. Un giorno o l’altro ti copierò l’idea e proverò a descrivere i tipi di lettori della biblioteca dove lavoro 🙂
    P.S.
    Anche io ho sempre scelto in base alle ultime righe (perfino i gialli!), anche se con l’ebook mi viene un po’ più difficile.

  12. Luca says:

    Io non faccio parte di nessuna di queste categorie …. perchè di solito leggo solo i libri di pochi autori, quindi quando entro in libreria se trovo qualcosa di nuovo dei miei scrittori compro altrimenti nulla.
    Comunque tra le dediche dei libri da scartare ci metterei quelle che fanno piangere…..

  13. Facevo parte del tipo “mistico” prima che il Kobo si impossessasse della mia anima!
    Ieri sono entrata in Mondadori come una drogata in crisi d’astinenza, giusto per sniffare l’odore di carta e guardare qualche copertina… il libro vero mi manca, ma in questo periodo di magra ringrazio in cielo di avere almeno una cinquantina di libri pronti alla lettura nel malefico dispositivo!

  14. Uno degli ultimi libri che ho comprato è di una scrittrice turca, mai sentita, la storia sembrava carina, ma io l’ho comprato perché ho una cotta per un turco che vive lontano.
    Categoria: senza speranza!

  15. Pingback: la fenomenologia del lettore in libreria la domenica mattina | burabacio

  16. W le librerie says:

    Quando entravo in libreria la domenica mattina era per portare a scatenare il pupo nelle giornate di pioggia. In fondo era un posto ampio, coperto, sicuro, con un sacco di cose da leggere e molte distrazioni. Così mi accomodavo sulla poltrona e prendevo il libro più vicino, a distanza di braccio (tu non sai che scoperte si fanno). Poi, esaurita la pazienza dei presenti dalla presenza di Ge (Geronimo Attila, che sarebbe il pupo), uscivo senza naturalmente aver comprato nulla.
    Entro nella categoria dell’opportunista bieco, altresì noto come “portoghese”, o infame, mi sembra manchi nell’elenco.

  17. melaverde says:

    Organizza una festa in libreria quando esce il libro. Io ci sono però prometti la copia autografata. E poi: organizziamo un caffè mattutino domenicale child free. Se lo fai andiamo insieme anche al binario. Che movida Oh!

  18. io sono assolutamente una fedele. poi mi ricredo, ma non esco dal seminato se non in rari, rarissimi casi!
    e parlando di barbarici, posso consigliarti “gli sdraiati” di michele serra? la bignardi aveva intervistato l’autore e mi aveva incuriosita non poco, ora che lo ho letto credo che apprezzerai molte delle descrizioni ^^

  19. laura says:

    Io sono stata la Mistica… Ho pile di libri di cui non ho mai letto più di 10 pagine… La risposta ai miei perché esistenziali era troppo lunga e noiosa…così mi sono data ai ching: 2 monete e impari a leggere tra le righe; nel frattempo ho scoperto Geronimo stilton! Pragmatico, originale ed educativo, con fantapuzze e fantaprofumi indimenticabili…. Mi sono quindi trasformata in un’altra categoria di lettore: il librinfantofilo, colui che trae insegnamenti di vita anche dai fumetti di Topolino!

  20. Io ogni tanto mi colloco tra i fascettari, e ogni volta mi riprometto di non cascarci più.
    Uno dei più bei libri che abbia mai letto invece l’ho trovato grazie ad Amazon-matematica, che per gli eretici ebookari lancia delle offerte a prezzi bassissimi…

  21. Penso che il “portoghese” mi si addica, ma con una variante importante: entro, apro libri più o meno a caso, ne leggo qualche parola, qualche frase e li rimetto a posto. A volte mi capita di trovare qualcosa di bello, e forzo un po l’apertura del libro, in modo tale che il prossimo “vadoinlibreriasololadomenica” che lo prenderà in mano lo aprirà con la frase che mi è piaciuta. Se la pagina mi è piaciuta molto, me la fotografo con il cellulare. Se proprio è irresistibile, torno la domenica successiva.

  22. Pingback: Storieria Portoghesi in libreria - Storieria: regala il tuo racconto

  23. maria says:

    prima ero “superclassificashow”, ma dopo Antologia di Spoon River e dopo “Che tu sia per me il coltello” di Grossman, mi affido al mio sesto senso… è vero!!! i libri ti chiamano e ti scelgono!! Comunque tutte le volte che ho scelto in base alla copertina non me ne sono mai pentita 😀

  24. Io ormai per fare convivere i miei ritmi di lettura con le mie finanze ho rinunciato alla liberia per gli acquisti online, ma in effetti la liberia mi manca. E confesso che faccio parte della categoria “chi ben comincia”.

    • FRANZ says:

      Io, con lo stesso problema, mi son data alla biblioteca. da settembre, ho finito solo il primo scaffale (narrativa francese). ce n’è di roba!

  25. Io mi trovo ad appartenere a più categorie: Selettivo ed estremamente fedele ad un autore, Mistico e sicuramente Snob, non ho letto ancora Volo ma in perfetta logica snobista Ligabue. Sarebbe da attuare in libreria la tua idea disporre i libri sugli scaffali in base a logiche caratteriali e di vicinanza tra autori 🙂

  26. Pingback: Il meglio della settimana 11 | MammaMoglieDonna

  27. Mi hai fatta rendere conto che non sono più classificabile da quando ho figli 😦
    Non entro in una libreria da sola credo dal 2007, o se ci sono entrata è stato un intervento asettico, rapidissimo, senza anima. Me misera e tapina!!
    In compenso ho imparato ad usare Amazon, anche se ricordo benissimo che – anni fa appunto – dicevo: Noooooooooo…!! I libri bisogna comprarli di persona, on line non c’è gusto.
    Ma come si dice per tutto il resto c’è mastercard 😛

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