I miei genitori vengono da Mercurio.

Oggieri era la festa della mamma (in realtà della donna) e amo poltato i fioli a te. Domani è la festa del papà e dobbiamo fale il legalo a papà. Ma quando è la festa dei bambini?

Lorenzo ha reagito così alla mia idea di fare un bigliettino di auguri per il padre. Alla fine non ho voluto insistere, però sarebbe stato bello scrivere proprio così:

A mio papà che cerca di farmi vivere ogni giorno come fosse la festa dei bambini.

Poi sarebbe stato bello prendere un secondo biglietto e aggiungere.

A mio papà che qualche volta mi tratta come una bambina. Che se starnutisco non risponderà mai “salute”, ma “ti sei ammalata, vai in giro sempre mezza nuda”. A mio papà che ama ripetere “bisognerebbe diventare nonni, senza essere padri”. A mio papà che è stato un buon papà, ma probabilmente sarebbe stato anche una buona mamma. Ché ci ho riflettuto molto sull’annosa questione dei padri che vengono da Marte e le madri da Venere, ma alla fine entrambi i miei genitori vengono da Mercurio, il pianeta dei termometri e delle mani sulla fronte per verificare lo stato di salute. A mio papà che mi ha dato le risposte, senza fare troppe domande.

E ricordatevi questa massima da stampare e regalare domani:

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22 thoughts on “I miei genitori vengono da Mercurio.

  1. E’ vero, i papà dovrebbero diventare nonni, perchè ai nonni è concesso giocare in continuazione, ai papà invece è richiesto un ruolo comprimario nell’educazione… che nella maggior parte dei casi non riescono a sostenere!
    p.s. favolosa vignetta!!!

  2. ElleBi says:

    è già la seconda volta che leggo un tuo post su tuo papà e t’invidio… di solito non mi piango addosso, ma avrei voluto tanto vedere mio papà come nonno, invece mi ha lasciata troppo presto

  3. Pingback: I miei genitori vengono da Mercurio. (Tiasmo!) | burabacio

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  5. Mio papà è stato un bravissimo papà. Nel senso che sarebbe troppo avanti anche se diventasse padre ora. Adesso invece fa proprio il classico nonno che vizia. Non si può vivere di solo progressismo. Auguri, papà

  6. Sul fatto di tirare il dito in casa mia bypassiamo . Andiamo subito al sodo, soprattutto mia figlia . Ogno tanto la becco rossa in faccia , perché ci prova ma non esce niente.

  7. Ho immaginato Lorenzo dirti “Mamma, tila il dito! Io pelò il tuo non lo tilo pelchè sennò poi fai gli stlonzoni!”

    È sempre bello mettersi a letto e avere da leggere tuoi nuovi post prima di dormire. 🙂

  8. GIACOMO says:

    Ogni anno mi ripropongo di non bagnare con le lacrime i regalini dei figli, ogni anno non ci riesco, sono un fiasco, cosa penseranno i miei figli, di questo omone barbuto che li alza come fossero dei sacchetti di patatine, che per una poesia e dei regalini si trasforma in Sandra Milo di “CIIIIIIIRO!!!” ?.
    Mia moglie, sorridente, guarderà questi tre strani esseri, non capendo tra loro chi sia il padre o il piccolo figlio.
    Per me la festa del papà vale molto, mi piace sentirmi festeggiato dai miei figli, è quella pacca sulla spalla che ti darebbe una persona in cui hai estrema stima, è un conferma di tutto quello che fai, è un piccolo gesto che consolida tutti gli altri.
    Vista da papà è bellissima questa cosa, una cosa tutta nuova, che nella mia vita avrò festeggiato, da figlio, forse 3 o 4 volte.

      • GIACOMO says:

        Grazie, e stasera eviterò di dire loro di tirare il dito, sarò formale! 😀
        Complimenti per quello che scrivi, dovrei metterlo all’inizio ed alla fine di ogni post, sei veramente in gamba, non ho sempre tempo di leggermi tutto, ma quando lo faccio mi pento di non averlo fatto le altre volte! 😉
        Buona festa a tutti! se oggi nascesse anche mia figlia, che da domenica ha superato la data di “debutto in società”, sarebbe il massimo, dire che me la sto facendo sotto esprime in micronesima parte ciò che sto provando.
        Ciao a tutti, e grazie ancora!

  9. Eufemia says:

    non sapevo che “tira il dito” fosse così diffuso… pensavo fosse un mio (veramente lo ha importato il marito) lessico familiare…..

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