Qualche volta la terra trema e l’anima ha freddo.

L’altra sera c’è stata una piccola scossa di terremoto a Torino. Io non l’ho sentita, non le sento mai, probabilmente il mio corpo compensa con il suo movimento interno. Lo scopro su facebook e allora vado a controllare i bambini. Dormono i loro sogni a castello: Lori sopra, con la testa tra le nuvole, più vicino alle stelle; Marta sotto, vicina alla terra, tutta sorrisi larghi e corse a braccia aperte. Marta che nella notte ci si butta, dice “nanna!”, si ficca il ciuccio in bocca, tira una testata contro il cuscino e torna solo dopo molte ore.

Lo faccio? No, non si dovrebbe. E invece lo faccio, c’è stato il terremoto, sono giustificata. Li porto nel mio letto, uno per volta e mi ci infilo in mezzo. Sento i respiri rapidi, due dei loro ne fanno uno dei miei, i loro corpi girano a una frequenza maggiore, il loro cuore pompa più veloce, ha fretta di vita. Di là la libreria schiocca, l’armadio in legno scricchiola e lo stesso fanno le giunture di Lorenzo, Marta di notte cresce come il grano, ogni sogno un millimetro e ogni millimetro è un piccolo distacco. Li abbraccio, uno per parte, le mie due ali. Alle sei Lorenzo mi chiama.

–         Mamma, pelché siamo nel lettone?

–         Vi ho portato io. Avevo un po’ paura, c’è stato il terremoto.

–         Il tellemoto?

–         Sì, la terra ha tremato un pochino pochino.

–         Tlema? Ha fleddo?

–         Domani mattina ti spiego bene perché trema, ora dormi.

–         …

–         Hai ancola paula?

–         No, ora non più.

–         Se hai paula abblacciami, eh.

–         E tu non mi fai cadere?

–         No. Io mi stlingo folte folte alle mie mutande.

E dormiamo quell’ultima ora prima della sveglia, la mia preferita.

terremoto

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51 thoughts on “Qualche volta la terra trema e l’anima ha freddo.

  1. Se solo potessi sapere cosa mi dice questo post… Quanto mi fa bene e male allo stesso tempo. Possono le madri aggrapparsi virtualmente ai propri figli? Usarli come ali, farsi coperte di piume coi loro corpi piccoli? Io vorrei tanto di sì. Ho bisogno di farlo. Ma non mi perdono per questo.

  2. Da quando ho iniziato la convivenza col compagno, la cosa che più mi manca sono le notti nel lettone con mia figlia. Soprattutto il risveglio del sabato mattina, quello lento, senza sveglie, con lei che mi dava bacino e abbraccino e poi pufffff…. “mamma non alzare le coperte” “e perchè” “perchè ho fatto la mia puzzetta del mattino!” 😀 ❤

    • FRANZ says:

      basta sfrattare il compagno dal lettone, come faccio io! beh, ma vuoi mettere, chi ha la precedenza?? tra qualche anno lei non verrà più nel lettone, e lui invece si presume che rimanga, perciò carpe diem.

      • Lo penso anche io, ti dirò la verità! Ma in fondo mia figlia ormai è “grande”, ha già 9 anni, *voce rotta dal pianto* è giusto anche lasciarla andare…. sigh…. sob… pianto a dirotto…….

  3. La Purulla si sveglia ogni notte, e io puntualmente la porto nel lettone.
    Mi piacciono i suoi abbracci, so che un bel giorno dormirà tutta la notte tutte le notti e quegli abbracci col braccino a peso morto e il cuoricino che batte fortissimo contro il mio (ha fretta di vita, che bella espressione) non li avrò più.

  4. Capita anche a me di avere bisogno di dormire con lei, o lei con me… e allora io e mia figlia ci appropriamo del lettone, e il mio compagno, poveretto, finisce sul divano. Non si dorme molto, ma la serenità che emana dal suo corpicino magro e irrequieto è unica.

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  7. Guglielmo says:

    Dromircon le bambine nel letto, soprattutto quando mia moglie non c’è e siamo solo io e loro, è una delle cose per cui vale la pena vivere. Sentirle addormentare e seguire il loro respiro è qualcosa che dona un senso di intimità meraviglioso.

  8. Baby says:

    Non ho figli e forse non posso sempre capire. Ma credimi la tenerezza passa, e passa la concretezza ed anche la sfrontatezza …. insomma mille brividi di emozione!! Grazie mille

  9. ing.francesca says:

    i figli e il lettone, che dilemma….. io sono stata severa, ma per educarli, per insegnare loro l’indipendenza scacciare le stupide paure; ma quando arrivano perchè si svegliano e hanno bisogno di una carezza il mio abbraccio è immenso! anche i loro calci nella mia schiena!!!!!

  10. Claudia says:

    A volte anche io porto il mio bambino, che si è addormentato sul divano, a dormire con noi nel lettone. C’è chi dice che non si dovrebbe, ma a 18 anni non ci verrà più e adesso è troppo bello sentire che nel sonno ti cerca.
    Un abbraccio a tutti e tre
    Claudia

  11. Michele Campanella says:

    Ti scrivo qui non per commentare questo tuo post specifico ma per stabilire un contatto con te e, siccome questo è il tuo ultimo post penso che qui sia più “diretto”. Intanto ti scrivo da Foggia; ho fatto tante cose nella vita e tra queste anche l’editore ma una come te non l’avevo mai incontrata. mi chiedo se tu sei consapevole di quello che trasmetti scrivendo, hai un dono, è innegabile. E potresti usarlo; in realtà lo sui già perchè i tuoi post sono letti da tanti, e tanti sarebbero i tuoi lettori se tu ne facessi un libro. Perchè tu scrivi con un linguaggio compresnibile a tutti e senza veli cose che toccano il cuore, uno spaccato in cui tutti si possono riconoscere. Mi piacerebbe poter parlare con te in privato perchè mi incuriosisci molto ma immagino che tu sia troppo presa. Michele C.

      • Luisa says:

        Quello che ha scritto Michele lo penso anche io. Da accanita lettrice che ogni sera prima di andare a letto a qualsiasi ora deve leggere qualche pagina del libro, posso dirti che il tuo blog è una droga. Ora ogni sera dopo il libro controllo il tuo blog per vedere se c’è qualcosa di nuovo. Penso che potresti osare un po’, io sicuro ti faccio pubblicità.

      • melissa says:

        Dai dai….mettiamole allora ste “puttanate” su 230 fogli rilegati….signor Michele la convinca,oramai rimane difficile sopravvivere al quotidiano senza leggere i post dell’Enrica,io spesso leggo e rileggo quelli di mesi fa per darmi na botta de vita,mi sarebbe comodo averli tutti a portata di mano su un libro……

  12. io l’ho sentito benissimo, forse perchè abito all’ultimo piano!
    cmq ero sola perchè mio figlio era in gita scolastica. E per la prima volta mi sono detta “Meno male che non c’è!” 😀

  13. Pingback: Liebster Award: anche gli invalidi di lavoro sono “amabili” ! | (forse) Si.Può.(ri)Fare!

  14. Ari says:

    Enrì…se scrivi il libro lo compro a razzo..e dato il mio mestiere…lo recensisco per bene!!!
    E comunque…anche la mia ora preferita è quella abbracciata a Cla prima della sveglia….!

  15. melaverde says:

    I tuoi bimbetti sono così piccolini che viene naturale ciccionarli e tenerseli accanto. Siete una meraviglia. Anche a me piace ma lo faccio eccezionalmente. Tenere le manine della bimba addormentandosi insieme è bellissimo. Goditeli e tuffati in questo amore perché non ha eguali senza indecisioni. Quando cresceranno saprai lasciarli volare con le loro di ali cresciute dopo averti donato molto e tu a loro.

  16. Valentina says:

    Io scrivo puttanate a casaccio, tu scrivi nella mitologica prosa poetica che è riuscita a pochi nel corso di millenni. E non ti schernire che lo sai anche tu di saper infondere magia nelle parole… o forse no, forse questo è il limite degli scrittori, per loro è così naturale che ne sono totalmente inconsapevoli.

  17. Pingback: TOP OF THE POST #17 – 14/4/2014 | My Blog

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