O tempora, o muoro.

Dialogo filosofico uomo-donna sulla dimensione spazio-tempo nella modernità.

Lui: Non riesco a dormire con la sveglia che ticchetta.

Lei: Non è la sveglia, è il mio orologio biologico. Dormi.

 

Sono quel tipo di donna che come animale guida durante la meditazione ha il bianconiglio di Alice che urla “presto che è tardi”.

Io mi rattristo per l’ora solare che mi porta via 60 minuti e mi rallegro sei mesi dopo per il motivo contrario.

Ho invidiato la mia compagna che ha fatto la primina, per quell’intero anno di anticipo sulla vita. Ed ero in prima elementare.

Senza accorgermene sono passata dal ticchettio dell’orologio biologico al metronomo dei bisogni dei figli che scandisce ogni oraminutosecondo.

Mi piacciono gli anni bisestili.

Metto la sveglia mezz’ora prima per stare a letto mezz’ora in più senza sentirmi in colpa.

Ironia della sorte, ho spesso incontrato uomini che per fare tre passi avevano bisogno delle sagome del piede destro e sinistro per terra, come Pippo alla scuola di ballo. Uomini che come animale guida sceglievano il bradipo, quando andava bene, un gambero quando andava male.

Ho il frigo pieno di bottiglie e confezioni in scadenza.

E poi c’è quella cosa degli uomini che vivono meno delle donne. Dovrebbe rallegrarmi e invece no, metti che non arrivi in tempo a conoscerlo l’uomo, quell’uomo?

Ci sono giorni in cui vado a dormire tardissimo, per paura di essermi persa qualcosa e qualcosa si perde sempre. Si perde il tempo, mi manca il tempo, ma soprattutto in quei giorni di ore solari, mi manco io.

Poi però arriva Pasqua, che è alta come il mio umore. Perché andrò via una settimana con Lorenzo e Marta e il tempo non sarà né tanto né poco, sarà solo bello.

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30 thoughts on “O tempora, o muoro.

  1. ho sofferto molto anch’io, in passato, della sindrome da “dormo poco per non rischiare di perdermi qualcosa”. c’è stato un momento della mia vita in cui era preponderante. riscoprii il sonno, la bellezza del dormire, quando mi resi conto che nella mia testa associavo il sonno a un momento di non-vita, e al contrario lo riscoprii come un bellissimo momento di vita. coi suoi sogni, con la sua fisicità, con tutto.
    che profondo, quello che hai scritto.

    • bello quello che hai scritto. io sono in bilico tra le due fasi: ora sto pagando la conseguenza della fase “ho troppe cose da fare” e dormo poco. Conseguenza? Ho talmente sonno che barcollo.
      “al contrario lo riscoprii come un bellissimo momento di vita”
      grazie

  2. Guglielmo says:

    Questo post è poesia.
    Ma tu, quanto sei brava? E come mai hai aspettato 34 per cominciare a scrivere robe del genere?

  3. the pellons' says:

    Come capisco il bisogno di non perdere ogni istante, la sveglia prima, la voglia di essere andata a scuola prima (come poi ho fatto fare a mio figlio). Bello come scrivi.

  4. melaverde says:

    Pure io. Con due differenze fondamentali: io dentro sarei pigrissima e quindi la scansione da caserma anche nel tempo libero mi dà i nervi, eppure. Due: ho incontrato un uomo iperattivo e con la sindrome dello scalatore che quando si va in montagna bisogna spaccarsi il culo non mettere le gambe sotto il tavolo in rifugio e poi stendersi al sole a contare le torte di merda delle mucche. Infatti lui adesso scala io conto le torte di merda.

    • Condivido il tuo stesso destino…quello di avere un uomo che non sa stare fermo…accanto a me che vorrei poter dormire 12h al giorno, con il rischio sì di perdermi un sacco di cose belle della vita, ma di tante altre gustarmene ogni attimo..

  5. riesci sempre a esprimere sentimenti che accomunano un sacco di persone in una maniera unica. bella. sentita che arriva sempre. Concordo con quelli che dicono per fortuna hai iniziato a scrivere. buone vacanze e buon bel infinito tempo con i tuoi grandi amori

  6. Michele Campanella says:

    I
    Io l’ho detto ad Enrica che dobbiamo farne un libro. Anche perchè il web è bello ma vuoi mettere il profumo della carta? Che dite…. ci mettiamo tutti insieme e “lo finanziamo”? Una sorta di start up…

  7. Io sono sempre quella che aspetta (e spera), perché arrivo sempre in anticipo.
    E ho fatto pure la primina.

    Buone vacanze coi tuoi amori!

    P.S. Sei stupenda, non mi stancherò mai di dirtelo

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  10. Non credo più che il tempo sia veramente legato ad una questione di orologio o di calendario, fatta eccezione per gli appuntamenti e le partenze.
    Odio ammetterlo ma se il tempo ti cambia la concezione del tempo è perchè per il primo si intende la vita, e per il secondo la percezione del mondo.
    E a quel punto un’ora o un giorno dipendono da altri fattori che non da quante cose sei riuscito a farci rientrare dentro ma da quello che hai fatto.
    Vabbè, tipo: giovedi solo commenti seri. 🙂

  11. Allora, visto che hai bisogno di sentirtelo dire perchè ancora non l’hai capito, te lo ribadisco: sei davvero brava, ogni tuo nuovo post è un regalo, leggerli è sempre un piacere. Non solo sono scritti bene, in una forma fresca e scorrevole, ma racchiudono sempre contenuti interessanti, pur nella semplicità del quotidiano che rappresenti, pur nella loro straordinaria concisione. Credo che tu abbia grandi doti comunicative, e sono sicura che ne farai qualcosa. Questo è solo l’inizio.
    Sei una persona che comunica molto, e lo fai con poche parole. Sei una persona che uno la legge, e gli piacerebbe poterla conoscere. Ma si accontenta anche di continuare a leggerti.

  12. Quando a metà settimana mi scopro a pensare “Dai che tra poco è venerdì!” poi mi sento in colpa. Il tempo scorre già così velocemente che “incoraggiarlo” mi sembra un atto criminale. Bellissimo post (come sempre) mi ci ritrovo tanto!

  13. ahahah. ti capisco.
    anche io ho l’incubo del tempo. Troppo tardi, troppo poco tempo, etc etc sono le inconsolabili ansie della mia vita.
    Ho avuto un periodo in cui cercavo di portare a zero le ore di sonno e ho una vita che ha sempre troppe cose da fare, e troppe poche fatte. E l’orologio biologico che ticchetta inesorabilmente… e ho avuto un compagno pantofolaio, per questo ora cerco di ritornare a casa a Torino (http://riportandoacasa.wordpress.com/), e ho la sensazione che sarà troppo tardi. Già adesso, anche se torno probabilmente fra sei mesi.
    Tic Toc Tic Toc Tic Toc I’m late, I’m late,

  14. Io cerco di attenermi all’antico motto: “festina lente”. Provarci – nella vita, sul lavoro, nei pensieri – è una sfida improba, ma ne vale la pena. In alternativa c’è sempre la barzelletta zen: “Il tempo fugge, ma perché?” “Per scappare a chi tenta di ammazzarlo” 😉

  15. mummyinprogress says:

    Quando non c’erano gli smartphone mettevo la sveglia mezz’ora prima per dormire di più. Ogni posponi un’iniezione di senso di colpa…
    Ora che ci sono gli smartphone mi sveglio e ti posso leggere! Buon viaggio!

  16. Il mio rapporto con la sveglia è esattamente come lo descrive Capossela: le lancette mi rinfacciano sempre qualche cosa.
    Tu hai il dono di saper svuotare le cose del peso inutile e leggerti alleggerisce anche me. Che bello che ci sei. Ti considero un’amica. Grazie, con affetto, Roberta

  17. mammaliberatutti says:

    Tengo tutti gli orologi avanti di 8-10 minuti, compreso cellulare e quello della macchina. Ma poi sono sempre di corsa lo stesso perché, siccome so che gli orologi sono avanti, aspetto che siano passati 8-10 min dall’ora che mi ero prefissata per partire … Schizofrenia pura!

  18. Ari says:

    Che dire? pessimo rapporto io con il tempo…
    avendo una madre che ha sempre detto la parola “è tardi” prima di buongiorno non poteva essere diversamente! Poi..piano piano..e col mese di aprile che è pure il mese in cui compio gli anni..ho capito che il tempo vero è quello in cui sei consapevole di vivere qualcosa di tuo e di intenso…cupo o luminoso che sia quel qualcosa….Grazie Enrica per un post sul tempo……..

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