una monetina per i tuoi pensieri

Durante una passeggiata in bici, Lorenzo ed io passiamo davanti alla prima casa dove ho vissuto da sola, quindici anni fa.

Gliela indico, gliela spiego, gliela canto pure.

 

–       Era un casa molto carina, senza soffitto, senza cucina.

In realtà il soffitto c’era, ma in compenso le pareti erano così sottili che potevi sentire distintamente il soffio al cuore nel battito irregolare del vicino.

–       E papà dove viveva?

–       Papà non lo conoscevo ancora, viveva con i nonni.

–       E io? Io dove vivevo?

–       Tu non c’eri, non eri ancora nato.

–       Non è possibile. Se c’eli tu, c’elo anch’io.

–       Sì, c’eri, eri nei pensieri di mamma e papà.

 

Non è convinto della risposta. E ha ragione, ai tempi della casa molto carina dove non si poteva fare pipì perché prendevi il tetano lì, nei miei pensieri c’era altro. C’era soprattutto quel ragazzo, quello che mi lanciava degli sguardi che ti veniva proprio spontaneo prenderli al volo e poi lanciarglieli indietro. Ecco in quel periodo nei miei pensieri c’era il campionato mondiale di lancio dello sguardo, partite giocate in doppio naturalmente. C’era l’amore che ti colpisce come un fulmine e fa rumore, quel ragazzo faceva luce e io facevo fracasso, lui lampo e io tuono. Il paradosso del lampo e del tuono è che, pur essendo inseparabili, vivono sempre uno in anticipo sull’altro, mai in sincrono. Il tuono insegue il lampo è il suo destino, il lampo scappa, una corsa impari, piangono molto, un diluvio di lacrime. I bambini sotto le coperte, spaventati dal temporale, contano i secondi che li dividono, finché i secondi si fanno minuti, il lampo si spegne e il tuono tace. Nei miei pensieri di allora c’era questo, Lorenzo è arrivato dopo e con Lorenzo il sereno.

 

Quindi dove sono i bambini prima di nascere? Ad Alassio c’è una piccola fontana con una statua di San Francesco. Marta e Lorenzo in questi giorni di mare e vacanza, giorni felici, devono passarci ogni mattina e ogni sera, toccare la mano di ottone del Santo che conversa amabilmente con una colomba, buttare una monetina nell’acqua, costringermi a una lezione di agiografia alla quale non sono preparata (non nego di aver arricchito i ricordi del catechismo con la trama del Dr. Dolittle), osservare i pesci rossi ormai grandi come lucci. E’ durante quel rito che Lorenzo mi guarda e dice:

–       Elo qua.

–       Quando?

–       Quando non c’elo.

–       Quando non c’eri?

–       Quando tu stavi in quella casa là.

–       Quando non eri ancora nato?

–       Sì.

–       Elo qua.

–       Con San Francesco?

–       Sì.

–       Con i pesci?

–       Sì. Facevo la monetina nella fontana.

Lo dice con l’aria di chi non inventa, ma di chi ricorda.

–       E Marta forse faceva il primo dentino sotto il cuscino.

–       Sì. E tu?

–       E io? Io, prima di questa vita, facevo il tuono che sfiora il lampo.

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33 thoughts on “una monetina per i tuoi pensieri

  1. tania says:

    “mamma io prima di nascere ero un semino in fondo in fondo al tuo corpo. dietro i pensieri, la pelle, i muscoli e le ossa. poi sono salita e poi uscita”. fase anatomista della mia 5enne

  2. Ogni tuo post mi smuove qualcosa dentro. Questo in modo particolare. Sarà perché domani inizierò i tre mesi di acido folico e la domanda “dove sei ora?” ogni tanto me la pongo … O sarà perché mia nonna è proprio di Alassio e nelle sue viette, nel suo lungomare ed in quella fontana si nascondono i miei ricordi più belli. Bellissimo post!

  3. Leonardo says:

    Questa me la metto da parte e me la rileggo con calma… sento qualcosa che va molto aldilà di ciò che ho colto alla prima lettura.
    In ogni caso grazie per questo e tutti gli altri post

  4. francesco says:

    Il fulmine (o folgore) è una scarica elettrica di grandi dimensioni che avviene nell’atmosfera e che si instaura fra due corpi con una elevata differenza di potenziale elettrico. Fra una nuvola e il suolo. La nuvola erra per natura, il suolo fertile alimenta e cresce. Udire il canto malinconico del terreno per quella nuvola passata, bagnarsi delle lacrime scivolate dal cielo, è nella natura di chi vive. Ma sentir parlare il suolo come il ragazzo che insegue l’aquilone, il vento e le nuvole, fa arrabbiare perché il suolo, da la vita e poi il sangue per donare l’abbondanza a chi accoglie, mentre dal basso sorregge il cielo dove le nuvole passeggiano, vanno e vengono, una volta scoprono il sole e una volta versano le lacrime.

  5. Solare says:

    Lampo e tuono e’ stupenda, scariche elettriche e tempeste ormonali…ti prego scrivici un libro e spiega a tutti con le tue meravigliose metafore che bel casino e’ la vita e lascia l’ultima parola a Lorenzo !

  6. Luigi Anastasio says:

    ..Si, molto bello lampo e tuono, con la metafora dei tempi sbagliati…rende benissimo l’idea…a ben guardare, pero’, lampo e tuono sono asincroni solo se osservati da lontano…se ci si avvicina, si scopre che in realtà, sono la stessa cosa…

  7. deja says:

    meraviglia, ti leggo da un po’, anzi ho divorato il tuo blog, grazie, mi hai fatto ridere fino alle lacrime ed emozionare leggendo un giorno intero..cosa che capita sempre meno spesso e di solito con qualcosa di cartaceo e profumato di inchiostro!! Io ho semplificato e siccome odio mentirle ma ho a che fare con una quattrenne, siamo giunte alla decisione che prima di essere nata lei era un pezzettino dentro di me e uno dentro il suo papà…abbiamo passato mesi di confusione su chi ha portato chi in pancia, però alla fine sembra soddisfatta! …poi ogni tanto si confonde, se è autunno dice che lei era una foglia cadente, un’idea illuminante…e io taccio perché se a 4 anni dice ILLUMINANTE non puoi che star zitta e gongolare.

  8. Rainbow says:

    Che bello, guarda mi creo un conto sul sito solo per dirti le lacrime di cui mi si é riempito il cuore leggendo questo post, e altri prima di questo!
    Questo tipo di poesia é esattamente la Gioia Di Vivere, la versione italiana delle fondamenta del buddismo e di tutte le altre filosofie che prendo no la Vita con la maiuscola come sogno da tirar fuori dal cassetto la mattina. E io ti leggo un post prima di andare a letto per non dimenticare di sognare anche dormendo!
    GRAZIE
    Vale

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