L’equatore è l’invenzione di due ex amanti che si divisero il mondo per non rischiare di incontrarsi per strada.

Si divisero lentamente, senza strappi. Prima iniziarono dai corpi, non fu difficile, dieci dita se le prese lei, dieci dita tornarono a lui, il calcolo era presto fatto. Stessa cosa per le gambe, a far quattro diviso due ce la fanno anche i bambini. Più complicato fu districare i capelli e restituirli alle rispettive chiome ricce, ci riuscirono con la pazienza, che è il balsamo dei giorni, i nodi più stretti li dovettero tagliare.

 

Poi passarono alla divisione dei vestiti, dei libri, dei dischi, i regali decisero di non restituirseli, cioè lei ci provò pure a ridargli indietro quella borsa orrenda di Carpisa, ma lui non la volle. Si divisero il tempo dei figli e le loro future prime volte, a lui andava la prima volta sugli sci, a lei la prima volta in bici senza rotelle, i primi passi, quelli appartenevano a tutti e due e non li vollero spartire.

 

Poi fu il tempo di dividere i ricordi. Dimenticare sarebbe stata la soluzione, nessuna divisione, solo la meravigliosa sottrazione dell’oblio, ma non era possibile, erano troppi, alcuni così belli che sarebbe stato un peccato separarsene. Dal mondiale 2006 al mondiale 2010 li prendo io, dal 2010 al 2014 li prendi tu, lanciò l’idea lui, ma lei non fu d’accordo, non tanto per la questione Campioni del Mondo, quanto per quella volta di Barcellona, giusto un mese dopo, quando scese dal treno e lui era lì, no, a Barcellona non era pronta a rinunciare. Nonostante questo provò a fare la generosa, propose di tenersi i ricordi brutti, tutti, e di lasciare a lui i belli. Lui non ci cascò: col cazzo, così tu mi dimentichi in fretta e io ti rimpiango ogni giorno. Non era scemo per niente lui.

 

Non c’era altra scelta, dovevano dividerseli uno a uno, prima i giorni memorabili, le vacanze, i capodanni, i traslochi, le sale d’aspetto degli ospedali, poi via via le piccole cose quotidiane, i risvegli, le liti, le lacrime, i sorrisi. Ogni ricordo era un tuffo al cuore e i loro cuori non si tuffavano insieme da un mare di tempo, per intenderci i loro cuori stavano nell’ultima di 35 file in una spiaggia affollata della Riviera Romagnola, sotto l’ombrellone. Ci volle un giorno intero, se lo presero tutto. Si fece sera e divisero una pizza, poi si divisero una corsa in taxi, lei scese prima, lui proseguì.

 

Le strade sono sempre le ultime a dividersi.

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72 thoughts on “L’equatore è l’invenzione di due ex amanti che si divisero il mondo per non rischiare di incontrarsi per strada.

  1. Pingback: Top of the Post #9 dal 2 al 8 giugno

  2. 2P says:

    Ti seguo da qualche mese e questo post non l’avevo letto. Come è curiosa la vita a mettermelo davanti agli occhi, alla vigilia di queste feste da solo, dopo anni passati con la donna amata. Dio come vorrei per regalo la serenità di saper accettare la situazione con quello che si porta appresso senza accucciarmi. Però lo vorrei da qualcun altro, a volte non bisogna per forza arrangiarsi.

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