Laura non c’è e altre terapie salva tristezza

Come già scritto un paio di post fa, quando ho problemi d’amore, chiamo a raccolta le mie amiche cantanti morte incomprese Giuni e Mia, poi passo agli inossidabili Harry e Sally e, alla fine, se ancora non mi sento sollevata penso a una donna sola: la ragazza che è stata con Nek quando Laura non c’era. Dopo va tutto meglio.

Mi immagino questa povera groupie sognatrice e ingenua (anche perché se sei una groupie seria e disinibita ti vuoi fare Samuel e Boosta mica Nek) che si depila, si mette l’intimo coordinato, si veste tutta carina, si profuma, infila i tacchi alti e finalmente esce con Nek, il ragazzone con gli occhi blu, il principe del Festivalbar. E per una sera lei è la Cenerentola del Festivalbar.

Cenano in un ristorante del centro, lei è raggiante, poi lui la porta a vedere la sua collezione di dischi di platino, fanno l’amore, non mi è chiaro se si faccia chiamare Nek nell’intimità, credo che l’erotismo sia messo a dura prova da un nome che pare un intercalare piemontese. Lei si concede senza fare resistenze, come potrebbe mai ferirla uno così? Uno che ha scritto una canzone sulla paternità a diciassette anni, usando la parola carpa nel testo? Dopo chiacchierano, lei racconta della sua ultima relazione finita male per colpa di un tradimento subito, Nek fa riferimento a una certa Laura, una mezza pazza, storia malata, fortunatamente chiusa.

La mattina seguente la bella ragazza si alza prestissimo, così può lavarsi i denti e rimettersi accanto al suo Nek per baciarlo profumatamente al risveglio. Lui è freddino e ha l’alitazza. Risolvono una colazione veloce, c’è un impegno improrogabile alla Warner Music, niente spazio per l’amore dell’alzabandiera. “Sei una bella persona” dice lui a lei, salutandola.

Lei, ingenua ma non stupida, impacchetta “la bella persona” nei vestiti carini della sera prima e la porta a casa. Si dispiace, ma cerca di prenderla con filosofia, le resta l’euforia, ricorderà quella notte per sempre. Magari scriverà una canzone parlando di me, si dice, non sarò la sua donna, ma sarò la sua musa. Non può tenere il segreto e lo racconta a qualche amica fidata.

E poi, una mattina, mentre guida verso il salone di bellezza per cui lavora, accende la radio e la sente: “Laura non c’è”. E lei si chiama Jessica. Bene, per quanto una si possa sentire triste, abbandonata e sola, non sarà mai sfigata come Jessica, colei che ha ispirato il verso “da solo non mi basto, stai con me, mi dispiace che al suo posto ci sei te”.

Ci sei te, manco del tu ti ha saputo dare, povera amica mia, sei una bella persona, ma di certo non la seconda persona singolare.

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Per chi si fosse chiesto dov’era Laura…

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39 thoughts on “Laura non c’è e altre terapie salva tristezza

  1. C’è sempre una “te”. “Con te nuda sul divano, faccio stelle di cartone pensando a Gloria” cantava Tozzi. O Eros: “Un’altra te, dove la trovo io”. O forse era “Un altro the”?
    Alex

  2. mammaquasidecorosa says:

    Un altro inquietante risvolto sanremese. Laura…ecco dov’era finita…ho riso per mezz’ora!!

  3. Ahhahahahaha oh zio pinolo, Boosta tutta la vita!
    Posso confessarti una cosa di cui mi vergogno come una ladra?
    Eoni fa andai ad un concerto dei Subsonica…essendo un posticino minuscolo in sfitzera riuscii a sgattaiolare vicina ai miei idoli e farmi firmare il biglietto (poi mi rubarono il portafoglio a Firenze e di conseguenza il trofeo…) io super timida imbarazzata…firmano, fanno per andare via e io a Boosta: “Sei bello come il sole”
    Alché lui se ne va 😀
    Ma sti cazzi dovevo uscire con una puttanata anni ’60 del genere???
    Ecco, ora me ne son liberata e posso andare in pace, spero (vedrai che stasera mi sogno tutto lo scenario paro paro)

  4. Ahahahah sei fantastica, sottoscrivo.
    Anche io ho sempre pensato alla povera sostituta di Laura.

    Va là che sfigato com’è lui, Laura aveva capito tutto.

  5. melaverde says:

    dunque io, che di nome faccio Jessica, ho rischiato di fare la fine di Laura però dentro un freezer. poi ho pensato che voglio passare “un’estate al mareeeeeee, voglia di remareeeeee” e mi è passato tutto. fai come me 🙂
    e poi ma quale boosta! ho un debole per Pau. Ecco l’ho detto. ho scoperto che mi piacciono pelati.

  6. ElleBi says:

    Ammetto di non essermi mai soffermata a fare la parafrasi di Laura non c’è, ma “al suo posto ci sei te” mi ha sempre fatto venire i brividi. L’uso del te al posto del tu è una di quelle cose che mi fanno cascare le braccia e, detto da un uomo, svanire tutta la passione. Oserei dire paragonabile ai gambaletti color carne

  7. Fantastica analisi! Jessica sarà stata sfigata, ma non tutte potranno dire: sono io, quella TE!
    Tié!!!

    Se proprio vogliamo tirare in ballo altri esempi, io ho visto amiche uscire con tipi che il giorno dopo scrivono su Facebook stati incomprensibili e tendenti al malessere. O addirittura sulla bacheca della ex (credendo di non essere stalkerati…!)
    Tristissimi…

  8. maria says:

    Ahahahahahah, non avrei mai associato la Laura di Nek alla Laura di Twin Peaks. Grazie per le risate, è una giornata pesante, ci volevano.

  9. Questo post mi ha catapultata indietro di lustri, ai tempi in cui “Cioè” o simili pubblicavano improbabili racconti delle fans che erano riuscite ad irretire l’idolo di turno (il tutto condito da pruriginosi particolari soft porno).
    Alla fine mi ci metti pure Laura Palmer…mi sento ringiovanita! 😀

  10. Nek, collo. Per me è sempre solo questo che mi viene in mente quando mi capita di sentirlo! anche se ci vorrebbe la c. Che però è come laura. Non c’è. 🙂
    (sempre bello leggerti!)

  11. mummyinprogress says:

    Dopo aver risolto il mistero di Laura in maniera così magistrale… Non è che sapresti illuminarmi su “apri la porta a un guerriero di carta igienica”?

  12. nicoletta says:

    Ho cominciato a leggere il tuo blog stamattina mentre facevo colazione, post dopo post, a ritroso, e ho saltato il pranzo 🙂

  13. Pingback: Top of the post #4: 23 Giugno 2014 | MummyInProgress

  14. e io che ho sempre pensato che quella che aveva avuto la sventura di arrivare appena dopo Laura fosse una nuova fidanzata e non la tizia di una sera, messa giù così mi piace di +

  15. Mariasmo says:

    No, vabbè. Sei un mito. Ma come le pensi le cose che pensi?! Da adesso in poi Jessica farà sentire meglio anche me: grazie!!!

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