pensieri e capriole

Lorenzo ha imparato a fare le capriole, ma non ha ancora imparato a dire la R, per cui Lolenzo pel ola fa le capliole. Appena sveglio, sul divano, sul tappeto, sulla sorella, su di me, al centro estivo, prima di cena, prima di addormentarsi.

 

Fa la sua capriola, concentrato come Yuri Chechi, poi si mette sotto le coperte, in un luglio che sarebbe poco credibile anche come novembre, e vuole che mi allunghi vicino a lui. Ci sdraiamo nel letto a castello, orecchio contro orecchio e ci ascoltiamo i pensieri al buio.

 

Io divento la sua conchiglia e il suo mare. E lui lo diventa per me.

 

– Cosa senti mamma?

– Sento vuuuuuuuuuuuu. Ci deve essere vento forte lì dentro, tra orecchio e orecchio. A forza di capriole, sai che corrente… E tu cosa senti?

– Sento bsbsbsbsbsbsbsbs.

– Sono le api!

– Sì. (E ride).

– Stasera c’ho i pensieri che pungono, mi sa. (Testa ad alveare e pensieri che, a differenza delle api, non muoiono quando conficcano il pungiglione. Se un pensiero fa male, colpisce, ronza, e colpisce ancora). Ma forse sono api buone, pensieri che fanno il miele.

– Ed esce dalle orecchie?

– No dalle orecchie esce la cera. Ora però stai zitto che devo ascoltare ancora. Ecco che sento un altro rumore… pop, pop, pop.

– Cos’è?

– Credo pop corn!

– Pop coln?

– Pop corn. Il tuo è un testone pentolone, c’hai tutte queste idee, questi chicchi che scoppiano pop pop pop. E tu senti ancora qualcosa?

– Shshshshshshshshshs.

– Devo aver lasciato il rubinetto dei pensieri aperto, o forse perde. Girami il naso, lo chiudiamo bene.

Continuiamo un po’ così a sentirci i pensieri. Testa a testa. La sua piena di punti interrogativi, come uncini, come ami, che pescano risposte nella mia. Poi, come fa sempre, poco prima di dormire, mi guarda.

– Mamma, posso ascoltare Malta?

– Va bene, ma non la svegliare.

Scende dal letto, va da lei al piano di sotto, fa combaciare le orecchie. Poi risale, fa una capriola al buio. Si rinfila nel letto.

– Che cosa hai sentito?

– Ho sentito che lussava.

– Russava?

– grgrgrgrgrgr (mi fa il verso del maiale).

– Magari c’ha i porcellini nella testa.

– Mamma, pel me c’ha solo le caccole nel naso.

Listen-to-Your-Thoughts-Cropped

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22 thoughts on “pensieri e capriole

  1. Simona says:

    Ti leggo e sorrido. Non ti conosco e mi piacerebbe incrociati, magari in galleria a Milano, mentre spieghi a Lorenzo perché il signole con la macchina fotoglafica schiaccia e gila sul tolo disegnato pel tella ahahah Signur, tuo figlio é un gioiello di fantasia e creatività, da preservare finché diventerà adulto! (Prima o poi inventeranno un barattolo per le conserve di fantasia e creatività 😄)

  2. ME says:

    Sentivo un ronzio fortissimo nel mio orecchio. E chi avvicinava il suo orecchio al mio sentiva lo stesso rumore. Mi piace pensare che fossero pensieri pungenti anche se il dottore parlava di una lussazione delle mandibola. E anche per la R, in verità, io continuo a sperare.

  3. Els says:

    Un comitato di raccolta per le erre non pervenute, sperando che non pervengano mai. Chissà, se normalizziamo le erre si normalizzano pure i pensieri, non sia mai. Lorenzo for president. Of the world.

  4. vabbhè, ma tu dovevi fare un altro lavoro!! o forse sei così perchè lo fai come mamma, e non come “professionista”..
    dovresti raccogliere in un manuale tutte le idee meravigliose che hai per stare CON i tuoi figli!
    sei spettacolare!!

  5. Ah che poesia il piccoletto 😉
    Però il vostro gioco è incantevole, spero tantk di essere capace anch’io di inventarmi passatempi così intelligenti e delicati l’anno prossimo!

  6. Gloria says:

    Ma tu sei adorabile. Fai venir voglia di leggerti sempre di più. E di conoscerti…te, Lolenzo e Marta con le sue caccole nel naso!

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