la bambina che saltava con la corda.

La famiglia di Matteo ha una casetta nel bosco con il tetto di pietra, i muri spessi, le coperte infeltrite sul letto, il sale fino che sembra sabbia a grana grossa per l’umidità. Uno di quei posti senza indirizzo dove ci si orienta a tornanti, ad alberi secolari e a colori delle poche case sulla strada. Spesso i migliori ricordi iniziano quando si ferma la cartografia tradizionale, sicuramente i nostri migliori ricordi insieme sono lì, al terzo tornante, dopo la baita bianca.

Cose semplici, nulla di troppo pretenzioso, genere amore e lucciole, io che leggo o scrivo all’ombra, lui taglia la legna dentro una maglietta uscita dritta dritta dagli anni Novanta. Lui che si ferma, mi sorride e invece di dirmi “ti amo”, imita Celentano (dal secondo 43: https://www.youtube.com/watch?v=oym5shE7nAs). E io scoppio in una risata di gratitudine, scoppio di felicità.

L’ho voluto tanto Matteo, è uno dei pochi uomini con cui ho portato a termine il celebre “corteggione”, le grandi manovre della seduzione dove sfodero la mia artiglieria pesante, faccio regali improbabili e ricercati e alla fine convinco il povero malcapitato che sono la donna del destino, all’inno “ora sta’ buono e fermo, lasciati volere benissimo, non opporre resistenza e non ti farà male”. Il corteggione è una pratica al limite della legalità e dello stalkeraggio, in linguaggio giuridico è altresì conosciuta come “circonvenzione di incapace”. Con Matteo funzionò, per un po’ almeno.

Lo scorso fine settimana siamo tornati nella casetta del bosco per il compleanno dei bimbi. C’erano i miei, c’erano i suoi, c’erano i nostri. Ancora una volta una bella giornata di cose semplici, nulla di pretenzioso. Saltiamo la corda nel prato, vediamo le mucche, cerchiamo qualche fungo. Nel pomeriggio porto Marta a fare un pisolino nella camera del primo piano, mi sdraio con lei e ci lasciamo cullare dalle voci di sottofondo, da Lorenzo che non si spiega la magia delle lucciole, dalle forchette nei piatti vuoti, dall’acqua nel lavandino, del caffè che sale nella moka.

E’ allora che penso: siamo salvi, lì tutti insieme nonostante tutto. Mi sale un sonno allegro, una marea dolce, e proprio io che sono sempre l’ultima a spegnere la luce, sempre di sentinella, mi addormento tra le braccia di Marta. Lorenzo, di sotto, arriva alla conclusione che le lucciole sono “glosse folmiche con la lampadina nel culo” e io sono felice di essere sempre e comunque dei nostri.
corda

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44 thoughts on “la bambina che saltava con la corda.

  1. <> L’ho pensato anche io, e l’ho provato anche io. E ha funzionato anche nel mio caso almeno per un po’. Pochissimo. Come una lucciola. Un piccolo sprazzo di luce in una notte buia.

  2. gina says:

    “ci lasciamo cullare dalle voci di sottofondo, da Lorenzo che non si spiega la magia delle lucciole, dalle forchette nei piatti vuoti, dall’acqua nel lavandino, del caffè che sale nella moka. ” Non avrei mai saputo dirlo bene come te, è esattamente quella la sensazione quando ci si lascia andare al sonno con un senso di piccola felicità. Grazie, Enrica.

  3. Teso’, tu mi sapresti emozionare anche se raccontassi delle tue abluzioni mattutine.
    Nel caso ti scappasse di scrivere u libro tra un lavoro, un amante e post su Tiasmo sappi che ne vorrei una copia autografata.
    Mi renderà ricca, un giorno (però prima dovrò ucciderti. Nulla di personale)

  4. Vorrei arrivare lì, a dire che il nemico non è più alle porte, a volte penso che ce la faremo, più spesso no. Non smetto di sperare. Sperando di non perdermi del tutto nel frattempo. Spaccacuore ma bellissimo Enrica.

  5. lorenza says:

    ti leggo sempre, mi piace tanto quello che scrivi e come lo scrivi.
    il tuo blog è sempre una lettura emozionante, divertente o commovente che sia.
    e quindi scusami se l’unica volta in cui lascio un commento non è per sperticarmi di complimenti (che pure ti faccio), ma per esprimere la mia opinione su un tema, quello delle riunioni familiari più o meno allargate, che in quanto matrigna mi tocca particolarmente.
    perché vedi, il racconto del tuo weekend nella baita degli ex suoceri con tutto il parentame tuo e suo, del tuo ex intendo, mi ha messo i brividi.
    vedi, io sono convinta che quando una storia finisce, finisce.
    finisce per la coppia, finisce per i figli della coppia e finisce anche per tutti gli altri: i suoceri, gli amici, il portinaio e la panettiera.
    e il natale, i compleanni, la finale di rugby e i saggi di danza non possono diventare ogni volta l’occasione buona per tornare a quella mitica età dell’oro che era la vita familiare prima del patatrac.
    pensa che quella tua espressione – “i nostri” – in tutta la sua dolcezza alle mie orecchie suona sinistra e inquietante.
    far risorgere dalle ceneri, periodicamente, la fenice della famiglia unita è uno strazio per tutti, o almeno così la penso io.
    per fortuna (mia) la pensano così anche mio marito e la sua ex, che da quando sono separati – e sono separati nella maniera più civile e affettuosa del mondo – non si sono più ritrovati sotto lo stesso albero a spacchettare i regali “per il bene della bambina”.
    preferiscono, per il suo bene, rinunciare al raduno – per quanto sereno e piacevole – per una questione di coerenza: se mamma e papà hanno deciso di non stare più assieme, non stanno più assieme. neanche quando sarebbe tanto bello farlo (e io sono una nostalgica, lo capisco eccome quanto sarebbe bello, oh se lo capisco).
    spero che la mia voce non ti abbia dato fastidio, ovviamente so bene che non esiste un modo solo per fare gli ex e i genitori separati, e lungi da me voler criticare gli equilibri di vita e di relazioni che sei riuscita a trovare.
    il mio vuole essere solo il parere di una donna che in quanto nuova compagna di un padre separato con figlia, si sente ed è parte in causa.
    un abbraccio.
    lorenza

    • grazie lorenza! Io sono figlia di due genitori che si sono separati, rimanendo comunque insieme. Non c’era idillio prima, non c’è stato idillio dopo, ma la famiglia è quella roba lì. Nessuno sta insieme per il bene di nessuno, i bambini sanno benissimo che la mamma e il papà non si amano più, ma questo non significa che non si possa stare dalla stessa parte, senza clan. Un noi che non prevede un loro. Io non sono per gli assoluti, per i bianchi e i neri, ma credo nel sonno dei giusti e se ti addormenti felice, vuol dire che tante cazzate non le hai fatte. A casa mia, ultimamente, si dorme bene… un grande abbraccio

    • grazie lorenza, da attuale compagna di vita di un papà separato ho letto anch’io con “apprensione” il racconto.
      sono felice per i momenti lieti tuoi e vostri enrica, che non so se al tuo posto riuscirei ad avere.
      ma “dall’altra parte”, spero nella famiglia allargata e serena, e non nel riprendere un passato che è cambiato e mutato per sempre, per forza di cose.
      io poi devo ancora conquistarmi tanti spazietti, non ce la posso proprio fare ora! quando lui è a festeggiare con loro, e io non ci sono perchè pare che cmq non sia ancora il tempo, l’intestino mi si rivolta e il pensiero di lei lì mi fa tremare e arrabbiare! sono crudele?

  6. lorenza says:

    se ti addormenti felice, allora sì, va bene così.
    anch’io, come te, non credo negli assoluti e i talebani – qualunque fede talebanino – mi fanno orrore.
    proprio per questo rifuggo da quel “la famiglia è quella roba lì”.
    perché ne sacralizza il concetto e l’assetto.
    la mia, di famiglia, non è quella roba lì, è una roba di un altro tipo.
    né meglio, né peggio.
    diversa.
    dove le persone a volte entrano, a volte escono.
    ecco, bisogna uscire e lasciar uscire, a volte, è questo che intendo.
    grazie per questo scambio.

  7. polpettesimo45 says:

    Oggi, Enrica, la mia è una giornata davvero difficile, piena di cose tristi e ambasciatrice di giorni che saranno altrettanto tristi e e faticosi. Non te lo dico perché tu mi consoli, ma solo perché credo tu debba sapere che hai il potere, scrivendo, di aiutare me ad accettare la vita.

  8. Franci says:

    Grazie..per le tue parole, per la tua visione della vita..semplicemente Brava! Durante il giorno corro come una pazza, ma la sera, ogni sera, ti vengo a trovare, per controllare se hai scritto, per leggere te. Grazie per condividere con noi il tuo pensiero…”muovi” sempre qualcosa dentro!

  9. cali says:

    Tu hai senz’altro un dono, ma il talento puro appartiene a Lorenzo: la sua definizione di lucciole è da applausi a scena aperta. Tra l’altro sono sicura che senza le sue perle scriveresti un decimo dei post: gli devi i diritti per l’ispirazione continua!
    Un avvocato (mancato) di piccoli geni

  10. “Mi addormento tra le braccia di Marta”.Quante volte da piccoli abbiamo pensato che fossero i nostri genitori a prenderci per mano ed invece eravamo noi a prendere per mano loro,senza saperlo.

  11. Gli uomini più li ami più si spaventano,forse generalizzo perché io ho giocato sempre d’anticipo ;anch ‘io usai la tua meravigliosa tecnica( solo col mio primo amore) e potendo lo rifarei (sempre con lui).

  12. vorrei poter dire anche io “siamo salvi”..ancora no. Ma non demordo. Ps: ci dai qualche delucidazione dettagliata di corteggione? No perchè io sono negata nei secoli dei secoli 🙂

  13. Le lucciole brillano per poco, eppure lo stupore rimane anche dopo che è finita la loro breve vita e in questo sapersi acquietare, come tu ci racconti qui, ci sarà sempre bellezza disponibile per quello che verrà 🙂

  14. il sonno allegro di cui parli ha il profumo del caffè che sale gorgogliando nella moka. il profumo della felicità quieta e tenace, da costruire un mattone alla volta giorno dopo giorno…

  15. E. says:

    Ciao Enrica, volevo dirti che non sono a favore dei complimenti che sbrodolano emotivitá e sono imbottiti di iperboli; nè per gli apprezzamenti con 8 punti esclamativi e TUTTI SCRITTI IN MAIUSCOLO. Volevo invece dirti che apprezzo molto le numerose risposte educate, cortesi e civili che dai ai tuoi lettori. Purtroppo se un giorno diventerai famosa (o lo sei giá? ;-)) forse non avrai più tempo e modo di rispondere così educatamente a così tanti commentatori. E sarà un peccato. Ciao! E.

    • i commenti sotto i post, commenti come il tuo, sono la cosa migliore del blog. Famosa non lo diventerò mai, ma è un dato di fatto che trovo il tempo per depilarmi, figurarsi se non ne trovo per rispondere a chi mi scrive! ti abbraccio e ti ringrazio, in maiuscolo naturalmente

  16. giovannadicorsa says:

    non mi spertico in lodi anche se te le meriteresti tutte. Però questo splendido post rafforza la mia teoria che il corteggione è il male.

  17. Da figlia di separati&male, grazie per il tuo racconto. Le tue parole mi hanno riportato i ricordi. Il rintocco sommesso della pendola nel salotto chiuso della nonna. Le voci aspre delle donne in cucina, diventare un sussurro complice non appena entravo “perchè i bambini non possono capire”. Condividere per qualche ora un peso che non sapevo di dover portare. Grazie.
    Marta

  18. Da uomo a uomo voglio svelarti un segreto…. Il corteggione è pericolosissimo! Funziona sempre o quasi. È sufficiente non essere una gallina senza cervello perché funzioni (il senza cervello è ovviamente un concetto relativo al cervello del maschio in questione). E poi dopo arrivano i guai. Perché il corteggione si porta i guai dietro inevitabilmente…. Dopo un po’ di tempo il corteggione smette il suo effetto (cioè il maschio si risveglia dall’incantesimo), e ovviamente sono guai. Ma c’è un sistema che a volte, e mi sembra il vostro caso, può funzionare. Si tratta di prendere atto che si potrebbe anche ricominciare, che le storie non sono finite e basta, per volere divino. Si ricomincia dall’inizio. Con umiltà ci si riprova (senza autolesionismo, ma con tanta poesia e lentezza), si fanno i passi che si sono saltati con il corteggione… E cosi si riparano i danni del corteggione. Non sempre funziona, non sempre vale la pena riprovarci… Nel tuo caso mi pare di sì. Buona fortuna e mi scuso per l’entrata a gamba tesa nella tua vita…. (anche se devi ammettere che te la sei cercata almeno un po’, intendo l’entrata….. In ogni caso ignorami, ma sono un fan di “La vita è meravigliosa” di Capra, e mi commuovono i tuoi post…..)

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