God save the date. Un racconto.

“Mi dona” pensa e le parole le sbuffano fuori dalle labbra, in un fiotto potente, come dallo sfiatatoio di una balena. Le accade spesso di parlare da sola, quando è arrabbiata o quando è felice. Oggi è felice. Si sta preparando per un secondo appuntamento e mentre dà la rasoiata dell’ultimo minuto, quella di sicurezza, realizza che lui “le dona”, le calza a pennello, la fa bella. Glielo diceva sua nonna, l’amore è donarsi, e lei pensava al darsi, al concedersi senza riserve. Non avevi capito niente, nonnina, tu che di secondi appuntamenti ne hai avuto solo uno nella vita, amarsi è donarsi nel senso di farsi belli, è sentirsi fighi insieme. Come stai bene, le dirà la gente per strada, hai cambiato qualcosa? Pettinatura forse? No, ho cambiato uomo. E quell’uomo si sta cambiando, per Lei, dall’altra parte della città. Allora Lei si rilava i denti prima di uscire, è la quarta volta in venti minuti, due con il collutorio. Lo stesso ha fatto con le ascelle. Nonnina, una doccia non basta per un secondo appuntamento, ma cosa ne vuoi sapere tu? Che tu e il nonno il terzo appuntamento ve lo siete dati all’altare? Altri tempi quelli, altri uomini, facile dare consigli, se nessuno ti ha mai detto “sei la donna giusta, al momento sbagliato”. Lei se l’è sentita dire a più riprese quella cosa del tempo sbagliato, senza capire fino in fondo. Conosce la consecutio temporum, ricorda l’aoristo passivo in greco antico, ma la questione dei tempi difettivi in amore, no, non le entra. Nonnina, l’amore all’infinito, purtroppo, non è ereditario. Noi siamo di un’altra generazione, donne che si preparano all’amore, all’infinito.

 

 

Lui, il Lui dall’altra parte della città, si compiace per come ancora una volta sia riuscito a trasformare un bagno in un cesso. Elena, la sua ex, lo chiamava Mosé riferendosi alla capacità di dividere le acque della doccia e non richiuderle. Senza parlare degli asciugamani… “Come fai a inzupparli in quel modo?” urlava lei, “Sono asciugamani, cazzo, son fatti di spugna, hanno questa predisposizione naturale a intridersi, non li snaturiamo”. Rispondeva lui. “Non essere sarcastico” sbuffava. “Ok. Voglio dirti la verità, tu pensi che vada in bagno a lavarmi, invece rifaccio la scena del gavettone sulla sedia di Flashdance, adoperando gli asciugamani come scaldamuscoli”. Elena era una gran bella rompipalle, bellissima rompipalle, una prima donna che lui aveva scambiato per l’ultima, quella che resta per la vita. Adesso pensarla al passato gli dà sollievo. Pensare che l’amore non esista gli dà sollievo, dirlo gli ha garantito un buon numero di ragazze di passaggio determinate a dimostrargli il contrario. Ha scoperto che “Bambina, io non mi innamoro mai” detto al secondo appuntamento è un potentissimo afrodisiaco per le femmine. Lo prendono come un invito: amami se hai il coraggio e alle donne il coraggio non manca di certo, né una vaga predisposizione alla sofferenza. Il loro corpo è naturalmente programmato per il parto, una roba dolorosa come la rottura simultanea di 20 ossa, l’aveva letto da qualche parte. Lui, per dire, la volta che gli si era annerita l’unghia dell’alluce dopo una partita di calcetto ha invocato l’epidurale. Comunque ha in mente di usarla anche stasera, la carta cuore di pietra, con quella ragazza nuova nuova, così pronta a ridere del suo sarcasmo, così disinteressata alle proprietà assorbenti degli asciugamani. E’ promettente quella ragazza, pare un osso duro, una che non ha tanta intenzione di farsene spezzare 20, ma lo sembrano tutte al secondo appuntamento.

 

Da qualche parte in mezzo alla città Lei e Lui si incontrano. Si baciano. Camminano. Si ribaciano. Si donano.

– Sta nascendo un amore, secondo te? Dice lei

– L’amore non esiste. Dice lui.

– Anche tu non esistevi prima che i tuoi genitori ti mettessero al mondo.

– Io sono capitato.

– Anche l’amore.

– Hai la battuta pronta femmina…

– Sono trentacinque anni di preparativi. Sono tutta pronta.

 

susanita

Foto: http://www.susanita.it/

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38 thoughts on “God save the date. Un racconto.

  1. E quindi???
    ….ne voglio ancora!…ho sempre detestato i racconti, voglio i romanzi!!!…continua presto, ti prego!
    …e comunque dalle una decina di appuntamenti e vedrai che pure lei diventerà una rompipalle…è nel dna…non nel nostro diventare delle rompipalle,ma nel loro vederci così già dopo il decimo appuntamento…

    • La triste verità è che nel mondo reale io sono la tizia che allaga il bagno rifacendo la scena di Flashdance… grazie Erika, stai all’ascolto che ci saranno delle novità!

      • V says:

        Mi consoli
        Pensavo
        Ma son l’unica che in 35 anni non ha ancora capito come ci si lavano le ascelle senza allagare il bagno?

  2. Solare says:

    Oddio solo a leggerlo un uomo cosi mi mette un’ ansia…e dire che come tutte anch’io l’ho incontrato, sono gli uomini vaccino, quelli che avuti una volta sei a posto per sempre ma poi ci sono anche altri virus e cosi si passa la vita a vaccinarsi, che ansia, te l’lho detto, mi agitano questi racconti!

  3. Sara says:

    mi verrebbe da chiedere “ma cavolo, sono così banale?” e anche “in quanti step si passa dall’essere “un osso duro” all’essere “Elena”?! 😀

  4. ci piace! soprattutto la bellissima interpretazione del “donarsi”.
    … però a quelli che dicono “Bambina, io non mi innamoro mai” bisognerebbe rispondere “Ma pensa!” e abbandonarli lì senza addure motivazioni plausibili.

  5. ci piace! soprattutto la bellissima interpretazione del “donarsi”.
    … però a quelli che dicono “Bambina, io non mi innamoro mai” bisognerebbe rispondere “Ma pensa!” e abbandonarli lì senza addure motivazioni plausibili.

  6. A me mettono l’ansia un pò tutt’ due… sto vivere gli appuntamenti come degli appuntamenti col destino, dare il meglio di s’è per catturare l’altro… anziché uscire e vedere come va 🙂
    Che io penso che quando l’amore arriva è lui il vero gavettone e ce qu’il arrive arrive…
    (i Mosè possono anche farci snorkeling in bagno ma chi allaga asciuga…noli turbare circolos meos! 😀 )

  7. A me piace leggerti e leggo tutto ciò che scrivi come fortemente autobiografico e capita anche che avrei proprio potuto scriverle io certe cose (magari un po’ meno bene) e mi piace pensare che tutto giri. Ti abbraccio Enrica.

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