Il corpo femminile spiegato a una ragazzina.

Il corpo femminile, di qualsiasi dimensione, consistenza, colore, coefficiente di elasticità, non supererà mai la prova dei jeans appena lavati. Niente mette in crisi la tua autostima come rientrare in un paio di jeans freschi di bucato. Anzi no, c’è una cosa peggiore: infilarsi il suddetto paio di jeans, pensare “Beh, si sono stretti, lo fanno sempre dopo la lavatrice” e scoprire da una serie di macchie ben mimetizzate nel tessuto, che la lavatrice non la vedono dai tempi di Nick Kamen nello spot dei Levi’s.

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N.b. Nick Kamen è lui.

jeans

Questa invece sei tu.

La scelta della taglia è sempre e comunque fonte di angoscia. Io sono magra eppure ricordo con commozione il momento in cui sono entrata da Zara per la prima volta, ho preso una quarantadue e mi sono accorta di ballarci dentro. Poi è arrivata quella commessa a dirmi che gli unicorni non esistono e che in compenso esistono le taglie europee, due numeri più piccole di quelle italiane. Che ancora faccio casino come per la differenza di fuso (a proposito: per Londra aggiungo o tolgo un’ora?) e comunque la vita sarebbe più comoda se seguissimo il meridiano di Zara.

Usa il ciclo come scusa. Il gonfiore addominale dell’ovulazione, i brufoli del premestruo, i capelli unti del fine ciclo, la ritenzione idrica di Saturno contro, la ricrescita mannara della luna piena. Insomma sei giustificata a sentirti un cesso 28 giorni su 30, ma tranquilla, per gli altri due in cui sei scoperta, ci pensa il parrucchiere a cui chiederei una “frangetta” e da cui uscirai “paggetta”.

Le misure, quelle che contano almeno, si prendono a occhi chiusi. I baci servono a questo, a definire i propri contorni, scoprirsi più magri o più morbidi, più concavi o più convessi.

Quando farai l’amore non pensare alla ciccia, alle pieghe, alle smagliature, alle tette-sballonzole. Il sesso non ha nulla a che vedere con l’estetica. E l’estetica spesso non ha niente a che fare con la bellezza. E comunque gli esteti fanno male l’amore, tienitene alla larga. Io suggerisco i miopi, sono rassicuranti, è come andare a letto con un filtro di instagram.

Punta alle scarpe, a meno che tu soffra di elefantite acuta i numeri sono quelli, non ci son sorprese. Sarebbe davvero bello affrontare la vita con lo stesso entusiasmo di quando compri un bel paio di tacchi, lasci le vecchie ciaspole-da-ginnastica nella scatola nuova ed esci dal negozio così, con la zeppa all’autostima.

I leggins non passeranno mai di moda, quindi non te ne disfare. Ai miei tempi li chiamavano fuseaux, poi pantacollant, poi ciclisti nella versione tre quarti, ora leggins. Io li chiamo “quell’invenzione che ti permette di mostrare le gambe anche quando sei pelosa come un mammuth”. Sono intramontabili.

In foto sembrerai sempre sull’orlo di uno starnuto. Non ti piacerai mai, chiederai al povero malcapitato con cui esci di riprenderti al mare, in costume, tenendo il respiro (che poi devi scegliere: se trattieni il respiro sembrerai più magra ma con l’espressione di una che sta per avere un ictus), mano lungo i fianchi per coprire la cellulite o sdraiata ad arte per appiattire la pancia. Qualsiasi sia la posa, finirai per insultarlo selvaggiamente per il risultato. I selfie sono stati inventati da un uomo, ne sono certa, dopo l’ennesimo “ma guarda che schifo di foto, dai fammene un’altra, ma che sembri naturale”.

Chi ride di te, non si diverte. Sei in vacanza, in spiaggia scatta il momento acquagym, puoi scegliere di stare a riva col pareo attorcigliato intorno alla vita e ridere di chi papereggia in acqua, oppure stare in acqua a divertirti davvero. Io sono stata a lungo a riva, è il tempo speso peggio.

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48 thoughts on “Il corpo femminile spiegato a una ragazzina.

  1. In Inghilterra siamo un’ora indietro e ho dovuto imparare tutte delle nuove taglie di vestiti e di scarpe.
    Ricordo un brutto momento quando da Benetton han deciso di fare tutte le taglie più piccole e io ho comprato senza misurare e ho pensato di essere ingrassatissima ma poi la commessa mi ha detto questa stagione i jeggings vestono piccolissimo e allora ogni volta che mi ci infilo dentro con fatica e straforo tutta nei fianchi penso alla commessa che dice che vestono piccolo.
    La mia vita comunque è cambiata quando ho scoperto di non essere una quarta ma una terza coppa D. Sì, c’è differenza!!

    • sonosottosopra says:

      io credo di avere ancora dei ciclisti lucidi e dai colori improbabili, in qualche cassetto a casa dei miei. Dubito seriamente che avro’ mai il coraggio di metterli.

  2. Eccomi, quella sempre in eterna lotta con il proprio corpo! Sempre troppo alte le aspettative, e così’ lontani i risultati! L’dea di me stessa non coincide mai con quella che vedo nello specchio… a meno che non intervenga il mio santo protettore, Mr. Photoshop (sempre sia lodato!) se solo riuscissi a photoshoppare anche i miei pensieri e la mia autostima! 😉

  3. Post da leggere ad alta voce in tutte le scuole medie e ovunque ci sia dell’autostima in formazione. Che se queste cose non si imparano da ragazzine, poi è molto più difficile (e ne siamo tutte testimoni, mi pare 😉 ). Però un rimedio per i jeans c’è: basta comprarli elasticizzati. Da quando li ho scoperti il mio umore è molto meno soggetto agli sbalzi che la mia taglia.

  4. Siccome non entro più nella taglia 42, o meglio ci entro ma sembro un cotechino nella sua rete, ho deciso di passare alla 44. Oh però i taglia 42 li ho messi in solaio, mica buttati, perché regna sovrana la legge femminile del “non si sa mai…”

  5. Ricordo con orrore dei ciclisti giallo limone lucidi di quando avevo 12 anni e le cosce a prosciutto paro paro ad adesso, e con altrettanto orrore i fuseaux Arena che avevano quella specie di ghette da infilare sotto il tallone. Eppure all’epoca mi sentivo bella. Quella sensazione è tornata solo dopo i vent’anni.
    Noi donne siamo bravissime a sentirci inadeguate, sempre e comunque. Ma perché e per chi, poi?

  6. alrisha says:

    Quando passano gli anni, un po’ si riesce ad accettare il proprio corpo. E viene una rabbia indicibile scoprire che quelle foto in cui ti vedevi così brutta devono averle cambiate. Perché adesso vedi quanto eri carina e non lo sapevi. Quante occasioni hai perso perché pensavi ti prendessero in giro, invece piacevi davvero.
    E ora, se qualcuno ti dice che hai fascino, magari lo guardi storto, ma è facile che
    poi gli caschi ai piedi.

  7. Ebbene no! Non solo ho il corpo ballerino cicciottellino, ma non mi sono mai potuta permettere nemmeno collezioni di scarpe perchè a me ingrassano e cambiano pure i piedi! Non è giusto!

  8. melaverde says:

    Quanto ridere a ricordare nick!!! Ieri sera dicevo alla bimba che si in effetti non è proprio necessario andare in giro con le chiappe all’aria salterellando ovunque come fa mentre entra in doccia ma il corpo umano è bellissimo e non deve vergognarsi di nulla. Lei se lo porta appresso con aria scanzonata e io la trovo (ed è probabilmente) bellissima. Le auguro tanto di conservare questa leggerezza che noi bambine sotto i tavoli…non abbiamo molto avuto…brava tu.

  9. Concordo con Alrisha qui sopra e, pertanto, sono giunta alla conclusione che, probabilmente, se anche adesso osservo le mie foto e non mi vedo esattamente un fiore, di sicuro fra qualche anno dirò “Ammazza se ero bbona”. Il che mi porta a pensare che quelle affette da miopia siamo noi e che dovremmo dar maggiore credito a chi ci dice che siamo belle. Che poi, anche lì, esser belle non dovrebbe essere la nostra preoccupazione principale, ma viviamo in una società dove pare lo sia e quindi meglio prenderne atto.
    ps: Nick Kamen è stata la mia prima cotta, avevo 6 anni e mi sono fatta comprare la cassetta con “Tell me”. Grazie per il ricordo 😀

  10. Valeria mission impossible says:

    Ah cara mia! Che tasto dolente tocchi! Non tanto per il corpo delle donne (del mio ho smesso di preoccuparmi da un po’) ma per l’abbigliamento femminile che mediamente si trova in giro! Un disastro: prova a essere né magra né grassa, con l’indice di massa corporea da manuale, e contemporaneamente alta quasi 1,80! La taglia? Questa sconosciuta! Di vita andrebbe la 46, ma per le cosce ci vuole almeno la 48. E comprati un paio di pantaloni se ci riesci! I jeans elasticizzati? Sembro un insaccato. I pantaloni di taglio classico? Sono larghi di vita, stretti di gambe e generalmente corti. La camice? Ho smesso anni fa: strette su seno, larghe di spalle e corte di maniche, a scelta, o anche tutte e tre le cose insieme. Vogliamo parlare del vestito taglia unica? Ma chi l’ha inventato? Se mi entra, comunque è sempre corto… Passiamo alle scarpe? Ho il 41: lo sai che fino a qualche anno fa bisognava fare chilometri per trovare un negozio che vendesse il 41 da donna? (e sorvoliamo sui modelli…). Confesso che quelle sportive le compro direttamente da uomo, ché faccio prima.
    Comprare abbigliamento è un inferno!

    PS. Ho scoperto da poco il tuo blog e lo trovo delizioso!

  11. ma solo io non riesco a usare i leggins?? mi sembra di stare col sedere al vento…..
    come si fa???? help me!!
    troppo forte!! non vedo l’ora di leggere ancora post così..scanzonati ma molto arguti!

  12. gianbumbi says:

    Ti sono grata innanzi tutti per avermi fornito una scusa per rivedere la pubblicità dei Levis con Nick Kamen…poi, per tutto il resto.

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