Un po’ di cose che mi hanno insegnato i miei figli sull’amore.

I desideri dei bambini durano esattamente il tempo che ci vuole a perdere i piedi del personaggio dentro gli ovetti Kinder. Due secondi di celebrità, un’eternità da puffi mezzobusto. I miei figli mi hanno insegnato a non fidarmi troppo dei miei desideri, anche quelli che sembrano impellenti. In effetti se l’intensità con cui si vuole una cosa avesse avuto una qualche influenza sulla mia vita, oggi porterei una quarta di reggiseno e sarei sposata con il bel francese dalle orecchie a sventola che mi fece scoprire le gioie del bagno di mezzanotte (con annessi e connessi) e avremmo tanti bambini bilingue e dalle orecchie bilateralmente estroflesse. E invece no, sono a tutti gli effetti il risultato dei miei desideri non realizzati. La realtà è andata al di là dei miei progetti, ché la vita non è un progetto, ma una vicenda, imprevedibile e irresistibile.

Un’altra cosa che ho imparato sull’amore guardando i miei figli ha a che fare con le discussioni con gli uomini. Parlo di anni di conversazioni infinite, di reticenze, domande (mie) per incalzare risposte (loro) e le risposte non arrivano o se arrivano non sono quelle giuste, per cui si ricomincia da capo a singhiozzo, con nuove domande. Proprio come quando Marta si impunta che non vuole camminare, ferma in mezzo al marciapiede, e allora le lancio un amo per volta per farla venire verso di me, un passetto strascicato, pausa, un passetto strascicato, pausa, una fatica improba. Poi capisco che semplicemente vogliamo andare in direzioni diverse e non è detto che la mia sia quella giusta. Ci si può fermare, sedersi sul gradino, davanti a un portone, cantare, aspettare. Lo si può fare anche con gli uomini.

L’altro giorno ho chiesto a Lorenzo perché non mi disegnasse mai, mi ha risposto che mi disegna sempre quando è a scuola, quando gli manco. E mi è sembrato così vero, non ci avevo mai pensato ma anche io, come tutti, ho sempre scritto per dare corpo a un’assenza, a una piccola solitudine, un vuoto che resta anche quando si ama.

I miei figli mi hanno insegnato poi che le persone ti vogliono bene come riescono e lo dimostrano come possono. Sembra scontato, ma non lo è affatto per una che di fronte a un “ti amo” risponderebbe volentieri “il candidato argomenti il concetto in modo più esaustivo”. Ecco, Marta mi insegna che mi ama frugandosi la narice col dito indice e cavandoci fuori un “caccula!”, caccula che mi dona con un fiero “E’ petté!”. Lorenzo invece mi ama con un “mamma, i tuoi baci non li pulisco mai!”. Due bellissime dichiarazioni, devo ammetterlo.

Poi c’è la questione del merito. Se l’innamoramento è casuale, spesso sconsiderato, viscerale, l’amore no, quello mi sa che t’affatica per forza. I figli non ti amano a prescindere, almeno non dopo aver finito di allattarli, ma quella è sopravvivenza. Ti meriti tutto quello che hai, si dice, e può essere il più bel complimento e il peggior insulto che si possa fare a una mamma, a una donna, a una persona. Io, per questo San Valentino, lo prendo come il miglior complimento.

susanita

foto: http://www.susanita.it/

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25 thoughts on “Un po’ di cose che mi hanno insegnato i miei figli sull’amore.

  1. Mio figlio mi fa le più belle dichiarazioni d’amore e la grande mi ama e mi fa dei complimenti stupendi. Il mio San Valentino è per loro, è per sempre.
    Voi siete meravigliosi. Si imparano molte cose dai figli e tu lo ricordi sempre con le tue belle parole.

  2. Lo penso anch’io che l’amore vero incondizionato lo conosci avendo un figlio. Sia quando lo ricevi ma soprattutto quando lo dai.
    se penso al mio di cucciolo riesco a percepire questo fuoco ardente che sembra inesauribile e infinito. Una forza che anima la mia stessa vita.
    Hai ragione anche sull’amore e l’innamoramento. Facile innamorarsi, difficile amare per sempre.La differenza che c’è tra talento e bravura.Tra istinto e esperienza.
    Chi riesce a definire l’amore? Non ci sono riusciti ben più dotati prima di me, figurati io.
    Io ho conosciuto mia moglie e sposata nel giro di un anno.Mi sono innamorato da subito e accipicchia la amo ancora. A volte mi chiedo.”è abitudine?” forse si, poi però ci sono sfumature della persona che conosco bene che saltano fuori come lampi nella notte e ti dici:”ecco perchè lei è LEI”. Capisci che la scommessa che è l’amore la vinci ogni giorno innamorantodi di lei ogni giorno. Capisci che lei è proprio così com’è che ti ha fatto innamorare.
    Dicono che il matrimonio sia la tomba dell’amore. Nel mio ho solo avuto la fortuna di trovare un diamante grezzo che ogni giorno lavorandoci mi mostra una lucentezza diversa. Forse sono stato fortunato. Si è vero, sono l’uomo più fortunato del mondo

  3. Lauzan says:

    Che bello quello che hai scritto…piacere sono la versione coi figli bilingue e gli orecchi a sventola anche se il marito è franco-norvegese… Ieri mentre la mia grande mi dava un bacio infinito (e per una volta non bavoso) su una gota mi son messa in modo “registralo” perché chissà magari tra qualche lustro questo amore incondizionato sarà pieno di interferenze adolescenziali…scema eh?

  4. Quanta roba in queste righe Enrica. Su tutte mi tengo: **la vita non è un progetto, ma una vicenda, imprevedibile e irresistibile**, io non sono ancora riuscita a farci pace con questa questione, ma temo tu abbia ragione. E sì, si ama come si riesce e come si può, da entrambe le parti, i tuoi figli hanno ragione eccome. Attendo martedì e questa foto è stupenda (se ci fosse stato un sondaggio copertina avrei votato questa). Grazie sempre per gli spunti di riflessione che ci offrite.

  5. Pingback: TOP OF THE POST #24 – 16 Febbraio 2015 | momfrancesca

  6. sara says:

    “Mamma, siamo amiche per sempre”? è la dichiarazione d’amore di mia figlia treenne prima della buonanotte. come lo è stato il suo sorprendente consolarmi davanti alle lasagne venute “un-po’-così”. “mamma, non ti ‘cupare. quando sei grande impari poi. mamma, non ti ‘cupare, sono belle le tue lasagne”.
    anche io incido questi momenti, da rispolverare in futuro periodo adolescenziale.

  7. ElleBi says:

    Quest’anno S. Valentino mi è proprio piaciuto. Ho letto un sacco di dichiarazioni d’amore ad amici, figli, parenti. Non solo messaggi sdolcinati di coppie (fintamente?) innamorate o altri inaciditi e rancorosi di persone profondamente sole. Finalmente! Piu baci bavosi e meno cioccolatini per tutti

  8. Lidia says:

    Giacomo mi dice ” io commé”. E ce ne stiamo abbracciati, anche mentre faccio le cose più complicate (che con 13 chili in groppa, sono complicate davvero!!).
    Che gran dichiarazione d’amore 🙂

  9. Se un uomo mi facesse dichiarazioni d’amore come quelle che mi fa mia figlia, sarei perduta per sempre ai suoi piedi. Ma non mi lamento neanche troppo del mio, di uomo, che come massima elevazione della sua dichiarazione d’amore, capita a volte che dopo cena si offra di lavare i piatti. Concreto allo spasimo!

  10. le parole, o meglio la parola, più bella per san valentino me l’ha detta mia figlia chiamandomi “mammina” per la prima volta…. ❤
    parlando d'altro: ma quando esce il tuo libro?? e come si intitolerà ezattamente?

  11. Marta says:

    Ciao Enrica! aspettavo il 17 da giorni! Stamattina alle 8.05 avevo già tra le mani il tuo libro e.. che sorpresa!
    Ho immaginato Lorenzo diventare Pietro e ho pensato al mio Lorenzo e alle sue bellissime E, e al mio Pietro, che a modo suo gli assomiglia. E poi mi sono chiesta: sarai un po’ magica nel ricordarmi un po’ di noi?
    Un abbraccio forte e tanta fortuna!
    Marta

  12. gianbumbi says:

    Quanto è vero che a volte bisogna sedersi ad aspettare. Concedere ai bambini il loro tempo, la loro direzione… quanto si impara da loro. Si impara ad amare: è vero, ad essere amati e la relatività. La relatività delle nostre impellenze. Mio figlio si sta già abituando ad inventarsene di sue, tanto è occupato ad imitarci.. così presto sarò io a sedermi sul marciapiede e rifiutarmi di seguirlo…

  13. “Ti voglio bene fino all’universo” è stata la più bella dichiarazione d’amore mai ricevuta. Da uno che vuole fare l’astronauta da quando ha tre anni, mica fuffa!

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