GRAZIE

definitivoA mia madre, che ieri non si è ricordata del libro, ma che in compenso mi ha raccontato per filo e per segno delle capacità defecatorie di suo nipote. A mio padre che sta facendo il giro delle librerie di Torino “per creare movimento”. A mia sorella Silvia, scrittrice vera, per essermi seduta sul suo sogno. A voi tre per la strana famiglia che siamo sempre stati. A Marta, Lorenzo e Matteo per la strana famiglia che siamo diventati. Alle Sara della mia vita, perché siete molto meglio di quella inventata da me (che è, per inciso, una gran figa). Ai nonni. Ai bambini, all’incredibile Jack su tutti, perché è un po’ tutti. A Sathia, a quando ci salutavamo finita la scuola perché avevamo troppa fretta di tornare a casa e telefonarci. A Daniela e alle creature felici che eravamo spingendo quei carichi preziosi nei nostri passeggini gemelli. Agli amici, vecchi e nuovi, che non hanno avuto paura che io cambiassi e che non hanno cercato di cambiarmi: Lorenzo, Domenico, Fabiana, Anna, Alessio, Davide, Diego, Federica, Paola, Corrado, Franz, Daniele, Max, Claudio, Silvio, Roberto, Alessandra, Marco, Cristina, Simone, Federico, Vittoria e la piccola Pepe, Rossella, Riccardo, Margherita… dimentico qualcuno, me la farete pagare lo so. A chi mi sorride al lavoro, a chi mi sorride per strada, a chi è gentile con gli sconosciuti in genere. A Giulia per quella prima mail: “scriviamo un romanzo?” e per averci creduto quando era oggettivamente impossibile crederci. A quel giugno del 2007, che è sempre nei miei pensieri e che mi ricorda quanto le lacrime lavino solo i piccoli dolori. Alla mia Sabrina e alle bellissime donne virtuali con realissime palle d’acciaio che ho conosciuto in questi mesi. A voi che avete ucciso il mio snobismo, smembrato il mio cinismo, vivisezionato il mio autismo, semplicemente leggendomi. A voi, non ci son cazzi, vi asmo. A Guido che è il mio personale “fottuto jedi” e agli amici suoi che mi fanno sentire sempre a casa. A Torino. A Pier, che spera io diventi famosa e muoia per potersi rivendere diari, lettere, scritti vari, disegni, quadretti in pasta di pane, sciarpe, pupazzi a mano, fumetti e tutte le cose folli che una ventiduenne può regalare a un dottor Stranumore. Ad Andrea, perché mi ha insegnato la creatività, a cucinare un tacchino al telefono e mi ha amata come un uomo dovrebbe. Agli uomini della mia vita in genere, vi ho dato i miei anni peggiori, i migliori devono arrivare.

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87 thoughts on “GRAZIE

  1. Cara Tiasmo, l’ho letto anch’io e sono felice di averlo fatto; sei quello che si definisce un “fucking genius” anche come scrittrice di romanzi, oltre che come autrice di un blog. Mi piace come hai costruito e caratterizzato i personaggi, come li hai fatti agire e parlare, il ritmo narrativo indiavolato che hai saputo imprimere alla tua storia, la naturalezza con cui sai enunciare alcune semplici verità universali in un modo che è sempre originale. Forse, l’inserzione di alcune casistiche, liste ed elenchi – che ti hanno reso giustamente famosa sul web – non era strettamente necessaria all’economia narrativa: almeno così è sembrato a me. Ma sono sicura che in centomila saranno pronti a non dirsi d’accordo (e comunque è una mia personalissima impressione). Per un parere definitivo, però, aspetto che lo finisca di leggere mia suocera, alla quale l’ho subito prestato. Ti farò sapere! (Alle mie amiche, invece, intimerò di comprarlo…)

  2. Dani says:

    Sono ancora a pagina 55 ma… Fa ridere e fa piangere. È perfetto, complimenti (peró i nomi Lorenzo e Marta mi piacciono piú di Pietro e Micol)

  3. … ECCO.. io non so dove fossi rimasta incastrata ‘sta volta… e arrivo, come sempre, in ritardo… ( anche se non so se c’è un tempo preciso per leggere)…
    comunque… è molto bello… fa fare la faccia ad arcobaleno, che piangi ridendo…
    ancora poche pagine… poi lo incornicio!

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