Discorsi sulla scrittura a giovani puericultori.

Nel giugno 2013 ho aperto un blog, tre mesi e Mondadori mi ha contattato chiedendomi se volessi scrivere un romanzo, oggi ho un blog e un romanzo. È poco, è tanto? È relativo. Dicono sia questione di culo, lo è, il culo che ti fai sicuramente, il resto ce lo mette la fortuna, in quale percentuale non mi è dato di saperlo. Mi hanno chiamato a tenere delle lezioni di scrittura creativa sul web nelle scuole, cosa che mi fa sentire molto vecchia, molto sopravvalutata, molto onorata. Sono figlia di insegnanti e la prima lezione di un buon professore è che l’insegnamento è il più bel lavoro del mondo. Cosa dirò a questi ragazzi?

Gli dirò (con tono complice): il web è terreno vostro, siete voi i nativi digitali e come tutti i nativi dovrete resistere agli attacchi dei coloni, dei vecchi, di gente che dice di sapere, che sosterrà che il web è morto, il blogging è morto, che facebook è morto, che twitter non sta tanto bene. È davvero triste quando ci sono più coroner che puericultori. La mia è una generazione di coroner, la vostra di puericultori, mi auguro.

Aggiungerò (con piglio solenne e vagamente paternalistico): il web è una strumento potentissimo e prezioso. Quando ero ragazzina scarabocchiavo fumetti sui quadri del libro di storia dell’arte, il massimo che mi prendevo era una nota. Oggi lo fai su facebook e nasce “se i quadri potessero parlare”, 1.004.655 mi piace. Sempre quando ero ragazzina facevo le foto con gli amici alla macchinetta della stazione e la foto finiva sulla Smemo, ora ti fai fare uno scatto dal fidanzato, lo posti e se ti va bene diventi la Ferragni. Semplifico, ma è un dato di fatto, il web è uno strumento che non risponde a nessuna logica se non quella del merito, sul web non importa tanto chi sei, ma l’idea che hai, è accessibile, democratico. È un bel lusso.

Chiuderò il lungo preambolo (con un sorriso di speranza): partendo quindi dal presupposto che i nativi siete voi, che a voi tocca fare le cose migliori con questo strumento potentissimo, vi cercherò di dare qualche consiglio, qualche dritta per scrivere un blog, dando per scontato che vi piaccia farlo. Altrimenti leggete, che leggere è pure meglio.

  1. Scrivete come abitudine e diventerà un’esigenza. Ci sono gli scrittori e poi ci sono gli scriventi. Gli scrittori vi diranno che scrivono perché non ne possono fare a meno, io ne posso fare a meno, ma non voglio. Quando scrivo, per quanto possa costare fatica, sto meglio, sono più felice. Come fare molte vasche in piscina o andar a correre, mentre lo fai sudi, sogni la doccia calda, ma poi vai a dormire contenta.
  2. Non abbiate pudore. Difendete la vostra privacy, ma mettete a nudo le emozioni.
  3. Scrivete poco, ma bene. Su questo il mio lavoro mi ha insegnato molto, il copywriting è un metodo, la pubblicità vive di sintesi, di rinunce. I post che amo leggere sono brevi, ma hanno sempre un’idea dietro.
  4. Prendete le cose banali e rendetele eccezionali. Per esperienza i post che hanno maggiore successo sono quelli che leggi e dici: “era sotto i miei occhi, ma lei l’ha detto”.
  5. Rispettate il lettore, coccolatelo, non annoiatelo. Il blog permette una verifica costante di quel che state facendo, è un enorme vantaggio.
  6. Cercate la vostra voce. Tutto quello che si può raccontare è stato già detto, la differenza la fa la voce che racconta, lo spirito con cui lo fa.
  7. Parlate di ciò che conoscete, io questo consiglio non l’ho mai seguito, parlo d’amore senza saperne nulla.
  8. Non copiate. Verificate che quello che scrivete non sia già stato fatto, se è già stato fatto, fatelo meglio. Non abbiate paura di essere copiati. Ovvero non vi prendete troppo sul serio, il massimo che può succedere è che qualcuno usi le vostre parole per far innamorare una donna. E’ a fin di bene.
  9. La semplicità non è banalità, scrivete semplice, senza vergogna.
  10. Non fatevi ossessionare dai numeri e dagli obiettivi. L’attenzione del lettore sul web non supera i cinque minuti, la fama di un blogger poco di più. Quindi (vedi sopra) non prendetevi troppo sul serio.
  11. Non cedete alle furberie. Gli elenchi, i decaloghi, i manifesti vanno fortissimi, ma non esagerate (e infatti io qui faccio un elenco).
  12. Se non vi divertite, smettetela subito, spegnete il computer e fatevi un giro.
  13. Non inserite t’incula nel titolo a meno che vogliate farvi una cultura pornografica leggendo le chiavi di ricerca.
  14. Non prendetevi troppo sul serio.
  15. Non prendetevi troppo sul serio. L’ho già detto?
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54 thoughts on “Discorsi sulla scrittura a giovani puericultori.

      • Il fatto è che scrivo perché ne ho bisogno… le idee, non lo so… forse hai ragione te, ma non diciamolo a nessuno che poi la gente pensa male eheh.

  1. mammeneldeserto1 says:

    Tu hai talento vero e hai smontato tutte le regole . Se non quelle che dici tu….Brava brava e tutto meritato !

  2. Ce l’avevo sulla punta della lingua e tu mi hai spinto a farti una linguaccia per poterlo leggere e copiare! Vorrei tornare giovane per seguire i tuoi corsi. E uscire con le sedicenni.

  3. Bellissimo post, andrai forte con la lezione a scuola. Per quanto riguarda il tuo nome può essere più facilmente associato a qualcosa di pornografico.. 😄 ma, io, che ingenuamente ho scelto momfrancesca… E sono venuta a sapere che digitato separatamente… Dà come risultati… Vabe. Lasciamo perdere. Complimenti.

  4. Per i nativi digitali ma in fondo un po’ per tutti gli scriventi, gli scrittori no, loro sanno quello che fanno :), 15 punti da tenere a mente, e trovo che non sia affatto facile fare un elenco così. Brava come sempre, era sotto i miei occhi ma l’hai detto tu 🙂 .

  5. che bello trovare questo tuo post proprio oggi, stasera mi appresto (fuso di houston) ad andare alla mia prima lezione di scrittura creativa in inglese su short story writing. Ultimamente ho avuto finalmente modo di leggere Story di Robert McKee e devo dire che mi ha fatto bene per mettere a fuoco in modo chiaro gli elementi strutturali in cui infilare il flusso creativo per far si che arrivi al destinatario nella forma piu’ accessibile possibile. Credo che gli insegnanti migliori siano quelli che non solo ispirano con la propria esperienza ma che sono anche in grado di mettere a disposizione gli strumenti per far si che gli studenti possano sfruttare al meglio le conoscenze studiate. In bocca al lupo!

  6. Ciao! Il mio sogno chiuso nel cassetto è pubblicare una storia( vera) per bambini. Sei stata la prima blog che ho letto in vita mia e sei di ispirazione. Ti stimo molto e prendo i tuoi consigli a braccia apertissime!!!

  7. Adesso posso sposarti io.

    È un bellissimo elenco, perché dice cose in maniera onesta e… posso dirlo? difende i più deboli, quelli che non scrivono per essere popolari ma scrivono perché prima di tutto vogliono farlo (o ne hanno un pochino bisogno). Mi piace quando è così. Ho sempre tifato per i buoni. Sono contento che la fortuna sia stata dalla tua parte, cara Enrica: e te ne meriti ancora un sacco.

  8. Dici: “Nel giugno 2013 ho aperto un blog, tre mesi e Mondadori mi ha contattato chiedendomi se volessi scrivere un romanzo”

    È tantissimo, non tanto!

    Le regole sono bellissime e vanno conosciute. Poi vanno superate. 🙂

  9. Lo scrivente scrive per sé ma viene letto da altri. Anche non essere letti è un segnale, un aiuto, un suggerimento di cambio di rotta, non solo nella scrittura! Cara Tiasmo grazie, il tuo libro è un vademecum sgangherato sulla sana imperfezione della vita. Mancava; e ora che c’è è un libro da leggere!

  10. Ecco, mi trovo in tutto e per tutto. La parte che mi piace di più è quella in cui dici che racconti cose che tutti viviamo, ma vederle scritte da qualcuno (Enrica) nero su bianco fa tutto un altro effetto.

    Io ho 2 blog, uno dal 2009, interrotto perché mi dava problemi tecnici, uno aperto un mese fa che è solo la continuazione dell’altro…un giorno forse sapró unirli. Ma io non sono rete-naive, ci sono entrata a 25-30 anni quindi sono bacosa.
    I miei blog sono nascosti nella rete, nessun mio conoscente ne sa qualcosa e va bene così c’è tanta tanta me li dentro, per me hanno 2 sensi:
    1) scrivere mi serve per mettere in riga sensazioni e idee che altrimenti resterebbero nel caos della mia testa e prima o poi le scorderei pure;
    2) sono molto personali, benché io non faccia nomi e cognomi e il mio argomento centrale sono le mie figlie e come io le vivo. Hanno il senso di essere un’eredità di sentimenti per le mie figlie. Da quando son diventa madre mi son chiesta mille volte “chissà cosa sentiva/pensava mia madre”, ecco se (se) le mie figlie vorranno sapere cosa pensavo provavo e come loro mi hanno cambiata avranno modo di leggerlo e magari anche di odiarmi perché ho parlato di loro nella rete.

    Tu complimenti, lavorone!

    Ah, dimenticavo io vivo su un fuso diverso dal tuo, scrivo la mattina alle 5 🙂

  11. ELASTIGIRL (madre di una normale famiglia di supereroi) says:

    Se vai a scuola, ti prego digli che la scuola fa bene a tutti, ma proprio tutti! Grazie

  12. Reblogged this on SlowMom and commented:
    Siccome in rete ultimamente è tutto un fioccare di blogger che dicono ad altri blogger come fare il blogger, io ci son rimasta dentro.
    Ho cercato di fare i compiti e a volte ho preso pure appunti, giuro.
    Ho pensato persino di mettere in pratica parecchi suggerimenti, giuro.
    Ma circa a metà della maggior parte dei succitati articoli, ho fatto come dice la Tesio. Ho spento il pc e mi sono fatta un giro.
    Questo che ha scritto lei, invece, l’ho finito di leggere.
    Significa forse che finalmente qualcuno non si erge a cultore di qualcosa. Che a me gli snob non mi son mai piaciuti ma mi piace leggere.
    Eccolo, se ve lo siete perso.

  13. Bellissimo questo post.
    E poi ci tengo a sottolineare che io ti avevo scoperto prima della Mondadori.
    Dici nulla deh!!!
    Un abbraccio , seguo il tuo successo in silenzio.
    Ps. Una delle fortune della vita è fare di una passione la propria professione. Tra poco spero anche io di rientrare in questo ristretto club … 😉

  14. Renato says:

    Anch’io vorrei scrivere e fare ginnastica e sudare, e poi pure la doccia dopo.
    Alla fine lavoro solo e seguo un po’ la famiglia. E sto male.
    Ma ho il vantaggio di illudermi che se li facessi allora sarei sicuramente il migliore di tutti.
    Anche senza idee dentro.

  15. Da figlia di insegnanti come te, sì, insegnare è il lavoro più bello del mondo…e l’ossessione per la grammatica pure!
    Complimenti per il tuo libro, lo comprerò al più presto, in occasione del mio prossimo ritorno in Italia!

  16. Mi ritrovo molto nel punto 1: dopo che ho scritto un post sto meglio, mi sento più leggera e mi sono chiarita le idee. Ho appena finito il tuo libro, molto piacevole, divertente e vero. Il finale poi è azzeccatissimo e te lo auguro di cuore 😉

  17. cavallogolooso says:

    Loro sono nativi digitali, ma la figata l’hai fatta tu 🙂 Complimenti e mi raccomando imbarali a sgrifere guesti bampocci ghenonzanno schrifere inida glianio gheccaszo dai
    PEACE, LOVE, SEX, PROSCIUTTO CRUDO

  18. Io sto per finire il tuo libro: fortuna poca, capacità tanta!
    “Era sotto i miei occhi, ma lei l’ha detto” è il pensiero più ricorrente mentre ti leggo.
    Vale meno di nulla sentendotelo dire da me, ma sei davvero piena di talento.

  19. sarà per quello che hai scritto che il mio blog contiene giusto 3 post… ho mille idee, come tutti, ma non so convogliarle, come invece fai tu!
    grande enrica!!
    sempre al toooop ;0)

  20. Si, ok, ma c’è un problema. Io scrivo delle cose, cose che spesso sono delle nefandezze, ma non ce la faccio a lasciarle lì non pubblicate. Mi sembra di fargli un torto.

  21. Emma says:

    Appena letto il tuo libro, sei troppo simpatica, fantasiosa ed emozionante! Sono riuscita a piangere…. Ma Davide ti raggiungerá sulla panchina nel prossimo libro??

  22. sonolabert says:

    ho preso il coraggio di pubblicare qualcosa di mio proprio grazie a questa lista e grazie al tuo blog, sapevilo (forse non resisterò molto, sicuro non riesco a mettere in atto il punto 10). Grazie!

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