Di scatole e primavere tardive. La giornata mondiale dell’Autismo.

Io la primavera, da quando ci sono i miei figli, la capisco meglio. Il

giorno prima ti sorprendi a bestemmiare nuvolette di condensa alla

fermata del tram, il giorno dopo hai solo voglia di metterti un vestito

corto e specchiarti in tutte le superfici riflettenti della città.

I bimbi sono una primavera costante, un cambio degli armadi

settimanale. Il passato prossimo è tutto archiviato in scatoloni di

giochi e vestiti su cui campeggiano scritte: Lorenzo o Marta sei mesi,

Lorenzo o Marta un anno, due anni, tre anni… La magia dei bambini

sta lì, nella grazia del cambiamento, repentino eppure naturale. Da

qualche parte c’è uno scatolone con 3480 pannolini (5 al giorno per

due anni e mezzo circa) da mettere in cantina, perché all’improvviso

sono sbocciate le mutande e le canottiere hanno preso il posto dei

body, Marta ora mostra a tutti che lei tra le gambe non ha la “coda”

come suo fratello. In un altro scatolone stanno i ciucci, in un altro le

ruotine della bici, in un altro ancora le scarpe col velcro sostituite da

quelle coi lacci. Ogni scatolone chiuso è un traguardo.

Il 2 aprile è la Giornata Mondiale dell’Autismo, i bambini autistici

faticano a chiudersi le scatole alle spalle e alcune, a dire il vero,

resteranno sempre aperte. Alberto, per esempio, ci ha messo dieci

anni per archiviare la sua scatola delle rotelle e andare in bici con il

papà; Ottavio ne ha impiegati 13 per quella delle scarpe col velcro, ma

alla fine ce l’ha fatta ad allacciarsi le sneakers da solo. Ho letto le loro

storie qui: http://www.oltrelabirinto.it, vi invito a fare lo stesso e a dare una

mano a questi bambini, ragazzi, futuri uomini e donne e alle loro

piccole e grandi primavere tardive.

Grazie a Paola Patrizi per la bellissima illustrazione.

bimbi

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9 thoughts on “Di scatole e primavere tardive. La giornata mondiale dell’Autismo.

      • oddio… ho dovuto berci dietro un bicchiere di rosso… GRAZIE! per il tempo e l’attenzione… e per tante altre cose che di sicuro tu puoi immaginare. Un caro abbraccio, Wabi

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