Non conosco scricchiolio dell’anima che un litro d’olio sotto forma di focaccia ligure non sappia sanare.

Quattro giorni al mare, senza computer, senza (quasi) connessione, con facce amiche, con il (quasi) sole, senza scadenze a parte il ritorno, senza (quasi) pensieri, con i piedi nella sabbia fredda e i risvoltini ai pantaloni lunghi (la moda dei risvoltini l’ha lanciata di sicuro un nostalgico della Pasquetta in spiaggia), con le dita unte di focaccia, con i capelli unti di carezze unte di manine unte di untissima e buonissima focaccia ligure. Stiamo in riva al mare, c’è Lorenzo, c’è Marta, c’è anche il loro papà.

– Mamma, cos’è un esperto?

– Un esperto è una persona che conosce molto bene un argomento.

– Io sono un esperto degli Avengers.

– Beh sì, si può dire così.

– Marta è esperta di ballo.

– Ecco, se ritieni ballare girare su se stessi urlando CICALE CICALE CICALE come una piccola versione sufi di Heather Parisi … allora sì, Marta è esperta di ballo.

– Papà è esperto in aggiustii.

– Nel senso che aggiusta le cose?

– Sì.

– Papà è molto bravo ad aggiustare le cose.

– E poi sa guidare e tu no. E poi sa sempre dove sono le pile e tu no.

– Non sono un’esperta di pile, su questo non ci piove.

– E in cosa sei esperta?

In cosa sono esperta? Mi piacerebbe essere una madre esperta, ma no, non lo sono. Indubbiamente faccio cose da mamma e uso le terminologie da mamma anche quando non dovrei, anche quando per esempio flirto goffamente con quello carino del bar e quello carino del bar raccoglie l’ombrello che mi è caduto e io lo ringrazio con un “oppete”. Ché le milf esperte mi hanno radiato dal gruppo per quell’oppete pronunciato mesi fa. Mi piacerebbe essere esperta in amore, provo anche a dire qualche cosa di sensato in proposito ma, no, il massimo che mi viene è “eccolo lì l’amore, che ti chiama come il più godurioso dei tiramisù e che se non stai attento ti soffoca con la prima cucchiaiata di cioccolato amaro”.

Mi piacerebbe essere esperta nel mio lavoro o in una qualche disciplina, ma la verità è che ci vuole fede per diventare grandi esperti, non basta la passione, serve una cieca dedizione, devi crederci tanto e io non sono mai stata una buona credente, a messa da bambina ripassavo la Calabria, per dire.

Sono esperta in cadute, che non è una metafora, cado spesso, malamente, ma atterro da dio. L’altro giorno ho fatto un volo sulle rotaie del tram, un volo nel senso che eravamo io e la mia bici e abbiamo tentato un remake della scena di ET, ma senza luna e senza ET. Ne sono uscita con un ginocchio sbucciato, un leggins rotto e una strana allegria per essermi depilata il giorno prima. Quindi più che esperta in cadute sono esperta nel rialzarmi con stile. Mi viene in mente Vonnegut che dice “dobbiamo costantemente buttarci giù dagli strapiombi e farci crescere le ali mentre precipitiamo”, siamo tutti un po’ esperti in strapiombi e questa sì che è una signora metafora, altro che quella del tiramisù.

Infine credo di essere esperta nell’osservare. Che è un verbo passivo e attivo insieme, è osservare, lasciandosi rapire da ciò che si guarda, ma è anche fare un’osservazione, ritornando al comando, facendo proprio il mondo. A me piace perdermi e vincere sul mondo. Si può dire che io sia un’esperta osservatrice e, come conseguenza, un’esperta nostalgica. Quel che vedo mi fa l’eco dentro. Quando Matteo è alla guida, per esempio, e incastra la mano tra i sedili per acchiappare la gamba di Lori o Marta, a tentoni, e loro ridacchiano, ridacchio anch’io, la me bambina dentro alla Simca mille del nonno Giovanni, solo che il nonno non era ancora nonno, era solo mio papà. E, per inciso, anche se non sono esperta di guida la Simca faceva cagare, soprattutto per quella pelle marrone che d’estate mi si appiccicava addosso e mi saldava al mio posto, tanto le cinture di sicurezza non si usavano e comunque non servivano.

– Mamma tu sei esperta di parole e di baci.

Si proceda pure all’aggiornamento del curriculum.

lori

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44 thoughts on “Non conosco scricchiolio dell’anima che un litro d’olio sotto forma di focaccia ligure non sappia sanare.

  1. barbara71 says:

    “Rialzarsi con stile”…questa te la rubo, in effetti, anche questa è un’arte..e non da tutti! Buona giornata

  2. la solitaSonya says:

    io cado come un pinolo un paio (?) di volte l’anno come minimo.. marzo è stato un buon mese.. due cadute a distanza di una settimana!!!
    Contenta di sapere di non essere l’unica a guardare il cielo.. e non, banalmente, dove metto i piedi!!

  3. Marta P. says:

    Partendo dal presupporto, credo, che i tuoi figli non abbiano ancora letto nè il blog nè il tuo libro e, quindi, non siano venuti a conoscenza, attraverso questi canali, che tu sia un’esperta di linguaggio, mi piace immaginare con quante meravigliose parole tu li avvolga ogni giorno. Una gran fortuna avere una mamma così, dovrei applicarmi di più!

    • che bello Marta… io scrivo quello che dicono i bimbi, parlo tanto, racconto loro storie e me le faccio raccontare. quando però mi dite che è una fortuna avere una mamma come me, mi viene sempre da rompere l’incanto, perché le parole creano modelli e io non lo sono affatto. Hai presente quelle belle foto su instagram? quelle dove le case sono perfette e luminose? la mia vita, il mio modo di essere madre è proprio il contrario, è grigetta a volte, a volte anche ombrosa. esattamente come la vostra. t’abbraccio, sono sicura che ti applichi a sufficienza!

  4. Io non lo so come fai, ma sei incredibilmente vera in tutto quello che dici/scrivi e mi piace, mi piace molto! Sei l’esempio di come la semplicità sia tutt’altro che banale. Attendo il prossimo libro (ci sarà, l’ho deciso io hahah) e intanto ti leggo qui, che non è affatto male! 🙂
    Bea

  5. gabri says:

    Sei una donna che folgora! Sei meravigliosa e dolce come mamma…per me più che esperta sei spontaneamente femmina.

  6. eleonora castelli says:

    A me.scappa troppo spesso urca e ” eh bom” ma soprattutto ho scoperto solo una sett.fa cosa.significa milf…

  7. La Simca mille!! Brutta eh? Ma che ricordi. Ero piccolina quando mio padre mi mi faceva sedere davanti a lui e mi faceva credere di guidarla! Cosa inconcepibile oggi!

  8. Che domande difficili fanno i bimbi, però sì che sanno trovare risposte giuste più in fretta di noi 🙂

    Ho sempre seguito in silenzio il blog, letto il libro tutto d’un fiato e ritrovato molte delle cose che mi avevano già fatto sorridere su queste pagine…bello come è stato ricostruito il tutto in un’unica novella. Comunque volevo dirti che adesso nel secondo libro ci devi spiegare meglio cosa successe poi fra Sara e Simone eh. A me piace Simone, nel caso in cui Sara non se lo prenda.

  9. Quando leggo i tuoi post mi viene spesso voglia di commentarli punto per punto, questo anche io, no questo io meno, roba così, più spesso scelgo la cosa che più mi ha colpito, che tu metti tanta roba in poche righe. Oggi sono arrivata alla fine di questa lettura e ho tristemente realizzato che il mio cervello era fermo alla fine del primo paragrafo: c’era anche il loro papà. E mi è uscito un BEATA che mi ha ricordato un po’ me bimba, quando invidiavo quella possibilità bella in un’altra bimba che io non avevo nè avrei amai avuto.

  10. porcaccia la miseriaccia. Comunque ‘sta cosa che i padri sono esperti nell’aggiustare dev’essere una prerogativa innata.
    Voglio dire: quando chiedono a mio figlio 4enne “dammi qui che lo aggiusto” lui risponde sempre, “è il mio papà che aggiusta le cose” tenendo presente che il mio massimo è cambiar una lampadina e sintonizzare i canali.
    Come mi capita spesso di pensare, di mio sono espertissimo in tutto ma proprio tutto ciò che nella vita pratica è utile quanto il frigorifero ai poli o una stufa all’equatore…
    Sono un collezionista di aneddoti (sono la versione umana della rubrica “forse non tutti sanno che..” della settimana enigmistica), ho ancora tutte le nozioni di matematica impresse a fuoco del liceo e dulcis in FINDUS conosco trame e titoli di tutti i cartoni trasmessi negli anni 80 primi 90.
    Però ironia a parte sono esperto di delusioni, quelle le conosco benissimo. Tant’è vero che ormai che non mi fanno più male. E poi mia moglie e mio figlio sono la medicina più lenitiva che avessi mai potuto trovare.

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